ECCO SPIEGATO PERCHE’ E PER CHI LA CALABRIA MUORE DI FAME

7 01 2008

I MILIONI PER LA PUBBLICITA’ DI TOSCANI FINITI NELLE MANI DI GIOVANNI CONSORTE

da “La Provincia cosentina” 

L’agenzia Rpn, che ha come socio l’ex manager, ha fatto la parte del leone. Sei milioni e trecentomila euro, un capitale immenso, speso per una campagna che doveva rilanciare l’immagine dei calabresi nel mondo, ma l’ha solo affossata.
Soldi finiti in gran parte sui giornali nazionali e nelle principali italiane, con la gestione della comunicazione e della mediazione gestionale affidata ad una grande società di Roma, la Rpn Porelli (in effetti la denominazione esatta dell’azienda è RPN Report Porter Novelli, www.rpn.it, nota della Rete per la Calabria), di cui risulta socio, con il 30% del capitale, niente poco di meno che il sig. Unipol, Giovanni Consorte, l’ex manager del grande gruppo assicurativo della lega delle cooperative indicato dagli inquirenti come il cassiere del disciolto partito dei diesse.
Un particolare inquietante giunge leggendo la cartografia societaria di Rpn Porelli, la società a cui la Regione ha affidato gran parte delle risorse utilizzate per la campagna choc che prevedeva frasi ossimoriche sulle t-shirt dei calabresi e che, in realtà, ha fatto discuter solo per una settimana.
Nessun effetto prolungato sui media nazionali, nonostante la presenza del fotografo diventato famoso per le campagne promozionali di Benetton.
A Toscani sarebbero andati appena 130 mila euro, una cifra irrisoria rispetto al monte denaro utilizzato sul quale sarebbe lecito chiedere un dettagliato rapporto dei costi ai signori che imposero la piattaforma comunicativa con al centro Toscani. Non si sa se la società Rpn abbia vinto una gara, ma è certo che qualora la gara ci fosse stata si è svolta di gran fretta e senza le necessarie prerogative europee .
Sembra che gli sponsor principali dell’operazione che ha condotto la società di Consorte in Calabria siano l’attuale capogruppo del partito democratico Nicola Adamo ( all’epoca dei fatti assessore regionale al turismo ) ed il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova.
Un tandem che funzionava bene , allora, e che guidava le sorti della politica regionale di competenza del partito diessino. Per Bova non si tratta di un’esperienza da neofita: già ai tempi della giunta Meduri, quando era vice Presidente della Giunta, sponsorizzò una manifestazione a Reggio Calabria (Giochi senza Frontiere) spendendo diverse centinaia di milioni di lire.

CHI E’ GIOVANNI CONSORTE
Giovanni Consorte è un personaggio particolare, la metafora del manager d’area che incamera soldi e su cui ci si può sempre fidare. Un personaggio, comunque, inquietante, tuttora alle prese con i risvolti giudiziari delle azioni insider trading che portarono a sventare il piano di acquisizione della Banca Nazionale del Lavoro da parte della compagni assicurativa post comunista. Dodici miliardi delle vecchie lire, prese dalle tasche dei calabresi, sono stati spesi senza che vi sia stato un tornaconto positivo per la Calabria. Con la stessa cifra, la Regione avrebbe potuto sponsorizzare le sue bellezze sulle grandi reti per tutta la scorsa estate, quando qualcuno parlava impunemente di otto milioni di turisti in arrivo. Alla fine ci fu un crollo senza precedenti. L’ennesimo, per la Calabria.
P.C.

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SCHEDA: GIOVANNI CONSORTE DESCRITTO NEL SITO INTERNET DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO (IL CHE E’ TUTTO DIRE…) – http://www.pmli.it/chieconsorte.htm

Chi è Giovanni Consorte: il “capitano coraggioso” di Fassino e D’Alema tra i “furbetti del quartierino”.

Una “brillante” carriera da perfetto manager d’assalto iniziata nella grande industria di Ferruzzi e Gardini e poi consolidata nel mondo delle Cooperative all’ombra del suo nume tutelare politico: il rinnegato Massimo D’Alema e del suo “tifoso” più accanito: Piero Fassino.
Questo è in estrema sintesi il biglietto da visita dell’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte che tra i “furbetti del quartierino” finiti in galera o nel registro degli indagati delle procure di Milano, Roma e Perugia per lo scandalo della tangentopoli bancaria detiene attualmente il record del maggior numero di reati contestati.
La carriera di Consorte, che nasce a Chieti il 16 aprile 1948, inizia nel novembre ’73 in Montedison, dopo la laurea in ingegneria chimica conseguita nel 1972 all’Università di Bologna.
Fino all’aprile 1975 in Montedison Consorte si occupa di analisi e budget degli investimenti.
A partire dal 1976 passa alla Lega delle Cooperative dove, fino al 1978 ricopre il ruolo di responsabile di un piano per la ristrutturazione e gestione dei processi di cambiamento di grandi cooperative. Dal 1979 viene assunto come Dirigente in Unipol Assicurazioni ricoprendo vari incarichi manageriali (Direttore Programmazione, Organizzazione, Controllo, Partecipazioni, Amministrazione, Finanza, Immobiliare). Poi, nel luglio 1996, diventa presidente e amministratore delegato dell’istituto di assicurazioni della Lega delle Coop e accentra nelle sue mani il controllo di tutta la galassia Unipol grazie a un’architettura societaria così arzigogolata e autoreferenziale, piena di scatole cinesi e partecipazioni incrociate, da far invidia perfino alle strutture delle holding berlusconiane.
Dal novembre ’91 al giugno ’96 cura la ristrutturazione prima finanziaria e poi societaria della finanziaria di controllo del Gruppo Unipol, oggi Finsoe.
Dal ’96 al ’99 cura il lancio e la gestione di Unisalute, compagnia di Assistenza Sanitaria Integrativa.
A partire dal dicembre ’98 cura la ristrutturazione di Banec e successivamente il lancio di Unipol Banca contribuendo alla elaborazione delle strategie di sviluppo ed occupandosi delle politiche gestionali della Banca.
Dal ’97 cura quale presidente e ad di Finec (oggi Unipol Merchant Banca per le Imprese) la ristrutturazione di numerose cooperative e medie imprese operanti nel settore industriale e delle costruzioni, trasformandola nel 2003 in una Merchant di mercato ed oggi in una Banca di medio termine.
Ma il suo grande sogno è la costruzione del primo polo bancario-assicurativo nazionale con al centro la scalata alla Bnl.
Un progetto che, prima di finire sotto i riflettori della procura di Roma, lo porta a “sporcarsi le mani” e a incrociare la sua sorte con quella dei “furbetti del quartierino” fra cui spiccano il finanziere d’assalto Emilio Gnutti, l’immobiliarista Stefano Ricucci, e, soprattutto, il banchiere democristiano, leghista pupillo di Fazio, Gianpiero Fiorani che, per conto di altre cordate e col benestare di Fazio, sono impegnati in altre due importanti scalate: Antonveneta e Corriere della Sera.
L’assalto alla Bnl arriva al culmine di una lunga serie di scalate a dir poco torbide operate da Consorte nel mondo della finanza. Prime fra tutte la quota azionaria in Hopa che Consorte detiene fin dall’inizio della scalata di Roberto Colaninno a Telecom Italia. Una partecipazione che gli frutta oltre che una ricca plusvalenza, anche un sodale patto di collaborazione con Gnutti.
Frequentazioni e affari che ben presto portano Consorte e Gnutti ad avere i primi guai giudiziari. È la Procura di Milano, infatti, ad indagare entrambi per insider trading su un bond Unipol. E un’altra indagine li coinvolge per la vendita di titoli Olivetti da parte dell’Unipol alla Bell a un prezzo più alto di quello che in quel momento era sul mercato.
Ciononostante Consorte, incoraggiato e protetto dai suoi grandi “tifosi” D’Alema e Fassino tira dritto per la sua strada. La sua irrefrenabile “passione” per gli investimenti e le scalate finanziarie è talmente forte e spregiudicata che lo spinge a entrare anche nel capitale di Antonveneta e partecipare attivamente, al fianco di Gianpiero Fiorani e dei “concertisti”, alla scalata di Antonveneta acquisendo ulteriori azioni oltre a quelle già possedute, sino a raggiungere il 3,4-3,5%.
Prima di finire nella polvere della tangentopoli bancaria, i rapporti con l’allora Bpl hanno portato infatti all’accordo di bancassurance con Reti Bancarie Holding (gruppo Bipielle) gestito con la società Aurora.
Dalla madre di tutte le opa lanciata da Gnutti su Telecom, fino agli odierni arrembaggi a Bnl, Antonveneta e Corriere della Sera, Consorte, come dimostrano le inchieste giudiziarie di questi giorni, è al centro di un losco patto d’affari con Fiorani, Gnutti e i palazzinari romani, con cui fa cordata in molte operazioni benedette dal governatore Fazio.
Dagli spalti di Montecitorio e dagli scranni di moltissimi Consigli regionali, provinciali e comunali D’Alema, Fassino e tutta la rete degli amministratori locali Ds (necessari, per esempio, per stipulare grandi contratti pubblici con Unipol, o per concedere licenze edilizie a una Coop in grande espansione) fanno il tifo per lui. Tra i tanti spicca Pierluigi Bersani, ministro dell’industria all’epoca della scalata Telecom da parte dei “capitani coraggiosi”.
Allora nell’operazione fu coinvolto anche il Monte dei Paschi di Siena, che pochi anni prima, nel 1996, era stato convinto da un suo consigliere d’amministrazione (Silvano Andriani, molto legato a D’Alema) ad acquistare una partecipazione in Mediaset decisiva per il successo del collocamento in Borsa della holding televisiva di Berlusconi.

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Se tu fai un favore a me…

Peter Gomez su “L’Espresso”
Un’offensiva razzista contro Unipol, denunciava Massimo D’Alema in luglio. “Le Coop non sono figlie di un dio minore”, protestava Piero Fassino a metà agosto. Quattro mesi dopo, le indagini condotte da Guardia di Finanza e procura di Milano danno ragione ai due leader Ds. Gianpiero Fiorani non faceva differenze di sorta. All’occorrenza il boss della Popolare Italiana (ex Lodi) sapeva trattare il capo dell’Unipol, Giovanni Consorte, proprio come gli altri furbetti del quartierino. Come Emilio Gnutti o Stefano Ricucci. Servono prestiti personali a condizioni di favore? Pronti. Come rivelato da ‘L’espresso’ Consorte (e il suo numero due Ivano Sacchetti) chiedono e Fiorani dispone: 4 milioni ciascuno nel dicembre 2004 da utilizzare per speculazioni in derivati. L’utile conseguito venne poi incassato con assegni circolari per 1,6 milioni a testa. E che dire delle compravendite di azioni Hopa, la holding di Gnutti? Unipol, come dimostrano le carte, ha acquistato una quota messa in vendita da un prestanome di Fiorani. E i profitti, per qualche milione, sono rimasti in tasca al venditore. Del resto era stata proprio Unipol Banca ad allargare i cordoni della borsa per saldare il conto dell’acquisto della villa di Fiorani in Costa Azzurra intestata a due prestanome. Ha ammesso ai pm il banchiere: “Chiamai Consorte e gli chiesi il favore di finanziare un conto che Galletti (uno dei prestanome, ndr) avrebbe aperto presso Unipol”. Da notare che il prestito a Galletti (2,9 milioni) viene giustificato “con una motivazione risultata palesemente falsa”, scrivono i pm. Insomma, i favori reciproci tra Lodi e Bologna fioccavano. Consorte nega. Assicura che tutto è regolare. Ma i conti bancari riconducibili al capo dell’Unipol raccontano una storia ancora da approfondire. I documenti rivelano tra l’altro flussi dall’estero verso l’Italia e viceversa, a volte con l’interposizione di una fiduciaria. Dura l’analisi dei pm: Fiorani e i suoi complici si “sono appropriati della banca e l’hanno utilizzata per arricchirsi. A tale illecita operatività hanno preso parte sia numerosi soggetti esteri sia i principali partner italiani, Gnutti, Consorte e Sacchetti”. Ma a Bpi si faceva di tutto: venivano persino nascosti agli eredi i depositi di un correntista deceduto, soldi poi incamerati dalla banca. 
 
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COMUNICAZIONE INVIATA AL QUOTIDIANO “LA PROVINCIA COSENTINA” DA GIOVANNI PECORA

Faccio riferimento al Vs. articolo “I milioni per la pubblicità di Toscani finiti nelle mani di Giovanni Consorte” di oggi, 7 gennaio 2008 (http://www.laprovinciacosentina.it/portale/view_notizia.cfm?Q_TEM=POLITICA&Q_ID=2116)
Leggo con vivo compiacimento il coraggioso articolo di cui sopra sull’espropriazione a tutti noi calabresi di 6,3 milioni di euro da parte della solita banda del buco.
Ma se vogliamo andare oltre alla semplice denuncia ed affrontare concretamente la cancrena che ha quasi ucciso la nostra regione dobbiamo affondare il bisturi senza pietà e con precisione – appunto – chirurgica.
Allora ritengo sia utile precisare quanto segue:
1 – la “RPN Porelli” non mi risulta esistere; mi risulta invece la RPN REPORT PORTER NOVELLI (vedi www.rpn.it);
2 – Report Porter Novelli opera in Italia con le sue sedi di Milano e Roma.
Ufficio di Milano
La sede principale di Report Porter Novelli è l’ufficio di Milano, dove operano professionisti nei settori: Consumer, Healthcare, Corporate, Tourism, Information  Technology, Financial & Capital Markets.
L’ufficio di Milano supervisiona anche l’attività svolta negli uffici di Roma; se necessario in base alle richieste dei clienti vengono costituti team integrati di professionisti operanti nelle sedi di Milano e Roma.
I servizi di consulenza offerti da Report Porter Novelli includono: media relations, crisis management, event management, public affairs, lobbing, product placement, corporate social responsability, media training, stakeholders relations, investor relations, financial communication, publishing.
Ufficio di Roma
L’ufficio romano rappresenta  l’agenzia nei suoi rapporti con il mondo politico-istituzionale a livello centrale e locale.
I professionisti che operano nella sede di Roma coordinano e gestiscono i progetti di comunicazione per aziende, nazionale e multinazionali, e associazioni che intendono sviluppare attività di lobbying,  public affairs e corporate.
L’ufficio romano è composto da esperti di public affairs, media relations e comunicazione politica  impiegati in team di lavoro costituiti dalle professionalità più efficaci per il raggiungimento degli obiettivi di comunicazione dei nostri clienti. (NOTIZIE TRATTE  DAL LORO SITO INTERNET www.rpn.it)
3 – Voi avete scoperto che il 30% della proprietà è di Giovanni Consorte. MA SAPETE CHI E’ IL VICE PRESIDENTE (nonchè responsabile della sede romana) di Rpn?
SORPRESA!
 
Paolo Pollichieni
Vice President, Responsabile Report Porter Novelli Roma
SI, PROPRIO LUI, L’INEFFABILE DIRETTORE DEL QUOTIDIANO “CALABRIA ORA” (ora si comprendono tante cose…).
4 – UN’ULTIMA “CHICCA”: se vi divertite a leggere il BUR Calabria, allora troverete riferimento ad un’altra società, la fantomatica NP & A COMUNICAZIONE (dovremmo verificare alla Camera di Commercio, ma la “P” è di Pollichieni e la “A” sempre di Arcuri, il presidente della RPN di cui sopra), che nei mesi scorsi ha ingurgitato, con i buoni Uffici dell’Assessore al Turimo dell’epoca Nicola Adamo, altri 170.000 euri della Regione Calabria per una non meglio identificata opera di promozione dell’immagine della Calabria. Forse serviva un’integrazione, chissà…
Resta il fatto che si comincia a capire con sempre maggiore chiarezza e precisione di nomi e cognomi PERCHE’ E PER CHI la nostra povera Calabria versa in queste miserrime condizioni.
E’ ovvio che aspettiamo con ansia le determinazioni che la Magistratura vorrà assumere in merito.
Ma oltre agli eventuali problemi di natura penale, ESISTE IN TUTTO QUESTO UN’ENORME, INCREDIBILE E INDIFFERIBILE QUESTIONE MORALE.
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano di tutto questo Segretario nazionale dell novello PD Walter Veltroni ed il suo omologo regionale calabrese Marco Minniti, visto che i due politici Adamo e Bova sono stati tra i protagonisti principali della nascita del nuovo partito in Calabria con la loro lista “A testa alta per la Calabria”.
IN CERTI CASI ANCHE IL SEMPLICE SILENZIO E’ OMERTA’, E L’APPARENTE INDIFFERENZA POTREBBE APPARIRE COME INCAPACITA’ POLITICA, SE NON ADDIRITTURA COLLUSIONE.
Mai come oggi la Calabria, se vuole risalire dal baratro del fallimento in cui è stata vigliaccamente gettata dall’arroganza e dalla cupidigia famelica di questa parte della classe politica, ha bisogno di tutti i calabresi coraggiosi e della solidarietà attiva e fattiva di tutti gli italiani onesti.
Se veramente vogliamo venirne fuori non ci devono essere altre bandiere che quella dell’Onestà e della Legalità sotto cui ritrovarsi UNITI CONTRO IL MALAFFARE, LA MALAPOLITICA, LA MAFIA E LE MASSONERIE DEVIATE CHE FUNGE DA COLLANTE TRA QUESTE PIAGHE, al di là di vecchie (ed evidentemente ormai inutili) ideologie e steccati.
In maniera INTRANSIGENTE e senza FARE SCONTI A NESSUNO.
Rimango a Vostra disposizione per qualsiasi necessità.
Cordiali saluti.
Giovanni Pecora
Rete per la Calabria (www.perlacalabria.it)

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