Una bibliografia ragionata proposta dal segretario del Partito del Sud

27 10 2010

di Beppe De Santis*

Il Psud è, e deve essere, innanzitutto, un Partito d’azione, di movimento, di lotta.
Un partito democratico, popolare, di massa. Un partito vertenziale, un partito-sindacato territoriale, a tutela della propria Terra.
E dei meridionali, ovunque essi siano.
Un partito di proposta, di progetto, di governo.
Un partito intelligente e colto.
Una grande comunità intellettuale nella quale la formazione politica, amministrativa e tecnica, sia essenziale, imprescindibile.

Dovrei citare centinaia di titoli.
Per l’immediato, conviene tener presente una BIBLIOGRAFIA SELEZIONATA, per una BIBLIOTECA MINIMA del Psud. Leggi il seguito di questo post »

Annunci




Quando l’infame Lombroso venne in Calabria a “studiare” le razze calabre

26 10 2010

Il brano è tratto dal libro che Cesare Lombroso scrisse nel 1863 dopo essere stato per novanta giorni (nel 1862) in Calabria al seguito dell’esercito piemontese durante la campagna di repressione del brigantaggio.

“Ma, venendo alle popolazioni proprie delle Calabrie, mi è sembrato dovervi distinguere due tipi speciali.
Il Semitico dal cranio doligocefalo, dal naso arcuato, a sopracigli ravvicinati ed occhi neri o castani, predomina nella marina, ma non così che spesso non venga sopraffatto dal muso prognato, dai capelli neri e crespi e dal derma bronzino del seme Camitico o dal purissimo ovale dei Greci o meglio dalla maschia e nobile impronta Greco-Romana, che è la prevalente, la sola anzi nell’interno.
È il tipo dal fronte elevato, ampio, brachice falico, dal naso aquilino, dall’occhio vivace e prominente.
La statura è media, il temperamento bilioso; l’animo fiero, iracondo, testardo, impavido, desideroso di dominio, fino alla prepotenza, amante della lotta, dei piaceri, ma pieno d’intelligenza, di vita, e di un senso estetico delicatissimo che si rivela nei proverbi e nelle canzoni degne dell’antica Grecia. Leggi il seguito di questo post »





Cosa si legge sul web a proposito del museo dell’orrore lombrosiano

26 10 2010

Un’Italia cialtrona, razzista, inconsapevole della sua Storia celebra i 150 anni. Chiudete quel Museo! Vogliamo dare degna sepoltura al brigante

Sulla “rete” è in atto un dibattito acceso e partecipato contro l’apertura del museo Lombroso di Torino. Molto attivo il Comitato che sta raccogliendo firme di protesta Alcune delle ragioni alla base della petizione per la chiusura del museo di Torino. 
«Se a Berlino ci fosse un Museo dedicato a Alfred Rosenberg, l’ideologo nazista della superiorità della razza ariana. E se nel Museo Rosenberg fossero esposti i resti dei deportati ebrei nei campi di concentramento. I loro scheletri, i loro crani sezionati per dimostrarne l’inferiorità… Se a Torino ci fosse, e c’è, un Museo dedicato a Cesare Lombroso, l’ideologo della superiorità settentrionale nei confronti degli abitanti del Sud. E se nel Museo Lombroso fossero esposti, e sono esposti, i resti dei patrioti meridionali chiamati briganti uccisi a decine di migliaia durante l’occupazione piemontese del Regno delle Due Sicilie. I loro scheletri, i loro crani sezionati per dimostrarne l’inferiorità racchiusi in teche a centinaia invece di essere sepolti nella loro terra come richiederebbe almeno l’umana pietà… La Regione Piemonte chiuda il Museo o almeno trasferisca i resti dei meridionali nei loro luoghi di origine».

 (a cura di Romano Pitaro)





RESTITUITECI QUEL CRANIO

26 10 2010

Il comune di Motta Santa Lucia rivuole indietro i resti del brigante Villella custoditi a Torino nel museo Lombroso

di Romano Pitaro (su Il Quotidiano della Calabria)

Il cranio del brigante Giuseppe Villella

È un cranio il pezzo più prezioso del Museo di antropologia criminale di Torino intitolato a Cesare Lombroso, quello del brigante Giuseppe Villella, ma un comune calabrese adesso lo rivuole indietro.
Il moderno museo, situato in via Pietro Giura è – si legge sul sito web – un unicum al mondo per i “reperti” raccolti.
Ha visto la luce un anno fa, ma è stato ribattezzato da una sfilza di associazioni d’ispirazione “neoborbonica”che lo contrastano a colpi di carta bollata “il Museo degli orrori”. O “fossa comune” (Lombroso non catalogava) di crani di briganti meridionali, Leggi il seguito di questo post »





A 150 anni dall’Unità, il Portale del Sud risponde ad alcune “domande frequenti”

12 10 2010

di Fara Misuraca e Alfonso Grasso

A 150 anni dall’Unità, il Portale del Sud risponde ad alcune “domande frequenti”, in questo caso sottoposteci dal giornalista Lino Patruno della Gazzetta del Sud
(http://www.ilportaledelsud.org/faq.htm)

L’Unità d’Italia andava fatta o no?

Considerato il periodo storico in cui si inquadra, era necessario ridurre la frammentazione della Penisola per acquisire un maggior peso sia politico che economico. Bisogna inoltre ricordare che il Risorgimento non fu un movimento solo italiano, ma si collocò in un contesto europeo, frutto della Grande Rivoluzione sociale Leggi il seguito di questo post »





OPINIONI/ L’Italia è uno Stato, formato da almeno due Nazioni e tanti Popoli

12 10 2010

di Giovanni Pecora

 «Ogni collettività umana avente un riferimento comune ad una propria cultura e una propria tradizione storica, sviluppate su un territorio geograficamente determinato […] costituisce un popolo. Ogni popolo ha il diritto di identificarsi in quanto tale. Ogni popolo ha il diritto ad affermarsi come nazione».
(Dichiarazione Universale dei Diritti Collettivi dei Popoli – CONSEU, Barcellona, 27 maggio 1990)

Ho letto un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno dal principe Carlo di Borbone,  attraverso la quale ho potuto con soddisfazione appurare che le mie idee “unitariste” sono condivise anche da lui (o io condivido le sue, il che non cambia le cose).
Dice infatti esplicitamente Carlo di Borbone che “L’unità d’Italia è un fatto indiscutibile“.
Questa intervista, tra l’altro, dimostra che al Sud ci sono persone che possono definirsi, come nel famoso detto, “più realiste del re”.

 La nostra battaglia per la verità storica e la riconquista di una dignità di popolo e di nazione è già così tanto difficile… perchè complicarci la vita con certe romantiche nostalgie o con un separatismo preconcetto e dissennato?
Bisogna andare per gradi, per passaggi successivi. Leggi il seguito di questo post »





Unità e separatismo

11 10 2010

di Fara Misuraca e Alfonso Grasso

Se vi era una cosa di cui l’Italia non aveva assolutamente bisogno, che anzi avrebbe dovuto aborrire e combattere senza tregua, è di questo separatismo vile, cialtrone e gretto della Lega nord. Se vi è una cosa che i meridionali dovrebbero evitare, è di suicidarsi scimmiottandone idee e comportamenti.

A grandi passi si avvicina l’anno delle “celebrazioni” del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e, contemporaneamente, si moltiplicano le iniziative tese a ristabilire una verità storica che, fino a qualche decennio fa, è stata mistificata per un ovvio interesse dinastico e per l’ingordigia di una casata, quella dei Savoia, che coltivò per lunghi anni l’avidità per le casse del Regno delle Due Sicilie e dello Stato della Chiesa e, successivamente, per i loschi interessi economici e politici di lobbies affaristiche padaniche e meridionali [1].
Ricordiamo, per correttezza e ancora una volta, che il Risorgimento non fu un fatto solo italiano ma si collocò in un contesto europeo, frutto della Grande Rivoluzione sociale del 1789, nell’ambito dei movimenti nazional-patriottici del XIX secolo, che Leggi il seguito di questo post »