I ragazzi di Locri: i due volti della signora Laganà

31 01 2008

Critiche alla vedova Fortugno per le dichiarazioni rese dopo l’arresto dell’ex alleato Domenico Crea
All’indomani dell’omicidio prima denunciò poi si schierò con i nemici del marito

di MICHELLE INSERRA (su “Il Quotidiano della Calabria” del 31/01/2008)

Giano bifronte - Acquerello di Pietro BarberaLOCRI – “Ma ha ragione la vedova Fortugno o l’onorevole Maria Grazia Laganà?”.
Non è certo un dilemma, ma è il duro affondo riservato al parlamentare del Partito democratico dalla “Rete per la Calabria”, il coordinamento regionale di associazioni, movimenti e società civile nato a Locri il 6 novembre del 2006, e il cui atto di nascita è stato sancito dalla sottoscrizione di un “manifesto” di intenti da parte di rappresentanti dei ‘ragazzi di Locri’, dei familiari di vittime di ‘ndrangheta, dell’associazionismo, del cooperativismo cattolico, dell’imprenditoria, della magistratura e del mondo delle professioni. Ad innescare la scintilla sono state le dichiarazioni rese da Maria Grazia Laganà a distanza di ventiquattr’ore dall’operazione “Onorata sanità”, che ha messo a nudo l’intreccio tra politica e malaffare, e ha Leggi il seguito di questo post »

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Quel “patto di ferro” tra la Laganà e Crea

31 01 2008

di Francesco Paolillo  (su “Il Quotidiano della Calabria” del 31/01/2008)

Democrazia e Libertà non è solo una lista che ha contribuito alla vittoria del centrosinistra nelle Provinciali del 2006. Quella formazione ha sigillato un accordo politico fra Mimmo Crea e Maria Grazia Laganà , un patto che solo un mese dopo le elezioni portò Fabio Laganà , segretario organizzativo della Margherita e fratello della vedova Fortugno, a proporre un assessorato regionale per l’uomo considerato oggi dai Pm dell’operazione “Onorata Sanità “ il referente dei clan nel Consiglio calabrese.
Laganà voleva una delega in Giunta per Crea, mentre il Governatore Loiero pensava al nuovo rimpasto.
E’ successo durante un direttivo provinciale dei dielle, in tempi in cui l’ asse Crea-Laganà andava per la maggiore nella “guerra” fra la vecchia segreteria provinciale del partito e la linea reggina tracciata da Demetrio Naccari. Leggi il seguito di questo post »





L’imputato s’è assolto da solo

31 01 2008

di Marco Travaglio

Se non fosse l’ingrato che è, il Cainano erigerebbe a sue spese un monumento equestre al centrosinistra, che per la seconda volta gli riconsegna il Paese esattamente come lui l’aveva lasciato. Almeno per i settori che gl’interessano, cioè la giustizia e l’informazione. Pareva brutto cambiare qualcosa, c’era il rischio di offenderlo. Ieri, per esempio, la giustizia ha dimostrato che, volendo, può essere rapida, fulminea: un quarto d’ora di udienza, cinque minuti di camera di consiglio, poi la sentenza del processo Sme-Ariosto bis per i falsi in bilancio Fininvest connessi alle mazzette pagate al giudice Squillante. “Il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, nel senso che l’imputato l’ha depenalizzato. Leggi il seguito di questo post »





Sud? «La politica ormai se l’è scordato». E i giovani di “Ammazzateci tutti” sono stati lasciati soli

30 01 2008

“A confronto della Calabria di oggi, la Sicilia sembra la Svizzera. Credo che alla Calabria, in questi anni, rispetto alla Sicilia, sia mancata quella presa di coscienza, quella assunzione di responsabilità che da noi avvenne dopo le stragi del 1992. Purtroppo devo notare che attorno al movimento giovanile “Ammazzateci tutti”, non si coglie quell’attenzione e quella condivisione che si ebbe in Sicilia, nonostante difficilissime condizioni”

Intervista a Rita Borsellino di Saverio Lodato – l’Unità
30 gennaio 2008

Il Sud sta diventando un gigantesco verminaio. L’ultimo blitz in Calabria non rientra più nella tradizionale casistica dei blitz per mafia e politica che con puntuale cadenza si susseguono da anni nelle regioni del Meridione. Non sono solo più in gioco nomine e raccomandazioni, clientele e semplice voto di scambio e mortificazione della meritocrazia. Questa volta si scopre che quel modo osceno di intendere il rapporto fra mafia e politica provocava l’abbandono irresponsabile di anziani pazienti nella lussuosissima clinica dell’«onorevole», e agonie che non determinavano mai l’intervento di un medico; era causa principale di decessi, a volte favoriti da medici e infermieri spietati e corrotti; certificazioni e diagnosi false, spostamento di cadaveri in altre strutture ospedaliere Leggi il seguito di questo post »





Pestaggio del giornalista Pino Maniàci a Partinico da un commando mafioso

30 01 2008

COMUNICATO STAMPA DELLA RETE PER LA CALABRIA

In merito al pestaggio subito da Pino Maniàci, giornalista di Tele Jato (la tv locale di Corleone, Partinico, San Giuseppe Jato) ad opera di un commando mafioso capitanato dal figlio di un boss locale. La stessa nota è stata inviata al Prefetto ed al Questore di Palermo, alla locale Direzione Distrettuale Antimafia ed al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia on. Forgione

“Abbiamo appreso con indignazione dalle agenzie di stampa la notizia della vile aggressione di chiaro stampo mafioso subita nella serata di ieri a Partitico dal coraggioso giornalista Pino Maniàci da parte di un commando capitanato, a quanto  rileviamo, Leggi il seguito di questo post »





Operazione “Onorata Sanità”: ma ha ragione la vedova Fortugno o l’on. Maria Grazia Laganà?

30 01 2008

Domenico CreaSiamo veramente disorientati: ma se l’operazione “Onorata Società”, con l’arresto clamoroso del consigliere regionale Crea, è la conferma del pensiero della signora Laganà vedova Fortugno, come afferma di aver detto “subito dopo l’omicidio”, come mai poco più di un anno addietro, ad appena sei mesi dall’omicidio, lei stessa e lo stesso Crea presentarono insieme una lista della Margherita alle elezioni Provinciali di Reggio Calabria?

«L’inchiesta conferma cio’ che dissi subito dopo l’uccisione di mio marito: era considerato ostacolo agli interessi del sistema politico-mafioso nel mondo della sanità. Per questo e’ stato abbattuto. La mia lotta e’ per evitare che l’averlo abbattuto fisicamente possa essere stato un buon affare per chi lo ha fatto”.
Lo afferma Maria Grazia Laganà, deputato del Pd e vedova di Francesco Fortugno, in merito agli esiti dell’operazione “Onorata sanità”.
“Dissi – dice Maria Grazia Lagana’ – intervenendo in Consiglio regionale ad un anno dall’omicidio di mio marito, che bisogna prendere coscienza del fatto che nella societa’ si e’ costituita una vera e propria borghesia mafiosa che tende ad appropriarsi anche del potere politico per rafforzare il suo potere economico e sociale. Una condizione che vedo oggi confermata dalle risultanze dell’ Operazione “Onorata sanità”».

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Svolta per l’omicidio Fortugno. In manette l’”Onorata sanità”

di Gian Marco Chiocci (da “Il Giornale”)

Reggio Calabria – L’arresto più telecomandato degli ultimi anni. Quello di Domenico Crea, ex consigliere regionale calabrese Leggi il seguito di questo post »





Non ci posso credere/ Micciché: “l’Aeroporto Falcone-Borsellino, un’immagine negativa della Sicilia”

30 01 2008

Gianfranco Miccichè«Noi trasmettiamo sempre un messaggio negativo. Se qualcuno in viaggio per Palermo in aereo, non ricorda che l’immagine della Sicilia è legata alla mafia, noi lo evidenziamo subito già con il nome dell’Aeroporto di Punta Raisi. (l’aeroporto è intitolato a Falcone e Borsellino n.d.r.) »

Gianfranco Miccichè, Fi Presidente Assemblea Regionale Siciliana, 10 ottobre 2007

La grande, incancellabile colpa di Romano Prodi è stata quella di non aver avuto la forza morale di non farsi condizionare dai vari Mastella, Dini, Marini, D’Alema e ciarpame vario nella sua azione di Governo.
E adesso questi mafiosi schifosi, per colpa della nostra (sua) incapacità di buttare a mare la zavorra, torneranno a governare l’Italia.
Adesso basta, però.
Se non ci sarà un segnale vero e concreto di alternativa al passato io, per la prima volta nella mia vita, non andrò a votare alle prossime elezioni politiche. Tanto non ne varrebbe la pena.
A me non interessa vincere ad ogni costo. Mi interessa avere la coscienza a posto e fare ogni giorno una piccola ma concreta azione che renda la mia terra, la mia nazione, più giusta e più legale, più sana e più pulita, più attenta ai bisogni degli ultimi e più solidale.
Il “mio” Governo non ha il colore di una bandiera, ha come simbolo il sorriso di chi prima piangeva. GP