Maxi sequestro di beni al clan Pesce di Rosarno

21 04 2011

di Claudio Cordova (su Strill.it)

Ancora una volta lo Stato ha mostrato i denti, adesso Rosarno è libera, ma ora tocca ai cittadini onesti riappropriarsi dei propri spazi rubati dall’arroganza mafiosa”. Il messaggio del Colonnello Alberto Reda, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza è chiarissimo: “Adesso tocca alla gente”.

Non bastano, insomma, solo sigilli e manette a combatte lo strapotere della criminalità organizzata, serve la reazione della gente. Lo Stato, però, ancora una volta, è andato a colpire, con un maxisequestro di beni, una delle cosche più potenti della ‘ndrangheta reggina: beni per centonovanta milioni di euro sono stati, infatti, tolti dalla disponibilità del clan Pesce di Rosarno. L’operazione, denominata “All clean”, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, è stata eseguita, congiuntamente, da Guardia di Finanza e Carabinieri. L’obiettivo degli investigatori è quello di stringere il cerchio Leggi il seguito di questo post »





Meridionali, attenti al federalismo quando fate la spesa!

17 04 2011

da Facebook (rete dei gruppi meridionalisti)

20110417-100002.jpg

Uno studio dell’economista Paolo Savona ha messo in evidenza il fatto che su 72 miliardi l’anno di spesa fatta dai cittadini del Sud, ben 63 sono di beni e servizi prodotti al Nord. Solo una parte dei restanti 9 miliardi resta poi nel Mezzogiorno, essendo compresa in essi anche la quota di spese estere.
Ufficiale è il fatto che la bilancia commerciale delle Regioni settentrionali sia positiva verso il sud Italia e negativa verso l’estero – fatta eccezione per il Veneto – che ha entrambe le voci positive. Questo cosa vuol dire?
Che le Regioni del sud Italia sono il mercato di riferimento delle aziende del Nord, le quali senza la nostra quota di consumi, sarebbero in passivo e destinate al fallimento.

La legge detta del “Federalismo fiscale”, fortemente volute dalla Lega Nord, prevede “il coordinamento dei centri di spesa con i centri di prelievo”.
Tradotto in linguaggio corrente: “le ricchezze-tasse restano a disposizione della Regione che le produce-versa”.

In termini pratici:

  • Io, a Napoli, acquisto una colomba “Le Tre Marie”, prodotto a Milano da una società con sede a Via Bistolfi, 31 – 20134.
  • Gli utili della società – a cui ho dato il mio modesto contributo – versati in tasse verranno usati per costruire scuole, strade, ospedali, ferrovie, teatri…
    DOVE? A MILANO. E LA LEGA RINGRAZIA. Leggi il seguito di questo post »




La legge Pica del 1863, ovvero la “licenza di uccidere i meridionali”

16 04 2011

di Giovanni Pecora            [clicca QUI per leggere l’intero testo della legge Pica]

Nola, 10 settembre 1863, un bersagliere mostra il cadavere del "brigante" Nicola Napolitano dopo la fucilazione e le sevizieSecondo il re sabaudo Vittorio Emanuele II dall’Italia meridionale si “alzava un grido di dolore” che lui, notoriamente di buon cuore e generoso, non poteva non ascoltare. E così mandò avanti Garibaldi con i suoi Mille improbabili liberatori che, a suo avviso, sarebbero bastati per accendere il fuoco della ribellione al tiranno Borbone.
Ed in effetti all’inizio fu così, e molti cittadini di idee liberali accolsero Garibaldi come un angelo liberatore, mentre molti ufficiali dell’esercito borbonico, precedentemente comprati dall’opera di intelligence posta in essere segretamente da Cavour, facevano in modo che i soldati di re Francesco II non ostacolassero in alcun modo l’invasione e gli insorti.
Bastarono poche settimane per far comprendere ai liberali ed al popolo meridionale che Garibaldi non veniva a portare la libertà, ma semplicemente a sostituire un re con un altro re. Ma ormai era troppo tardi, perchè a consolidare la conquista del Regno delle Due Sicilie erano già arrivati i bersaglieri ed i fanti dell’esercito piemontese, che prima sparavano e poi controllavano chi avessero davanti, fossero anche donne, bambini o vecchi inermi. Leggi il seguito di questo post »





CONSEGUENZE DEL COLONIALISMO (dopo l’unità d’Italia)

16 04 2011

 di Michele Bisceglie
(2^ parte – tratta dal libro “1861-1871: 10 anni di storia nascosti”, 2011, Falco editore,  www.falcoeditore.com

Oltre ad averci rubato tutto iniziarono anche a criminalizzare il nostro passato, operazione non ancora ultimata, cercando sempre in ogni modo di creare dentro di noi veri e propri complessi di colpa e di inferiorità: il Sud è camorra e mafia, il Sud succhia i soldi al Nord che lavora, ecc. Eppure dalle statistiche ufficiali e dalla storia risulta che i più grandi ladri e truffatori sono sempre stati nel Nord, ma su questo si sorvola con indifferenza. Questa continua azione di mistificazione è sotto gli occhi di tutti e solo chi non vuol vedere non se ne accorge (Antonio Pagano).

 Voglio ricordare qualche scandalo nordista: Banca Romana, Banca Italiana di Sconto, Anas, Loocked, BNL Argentina, Banco Ambrosiano, Scandalo dei Petroli 1° e Scandalo dei Petroli “duemila miliardi”, Enimont, Tangentopoli e Mani pulite, Telekom Serbia (sto parlando di importi di gran Leggi il seguito di questo post »





Prodotti del Sud S.p.A.

13 04 2011

 (tratto dal gruppo omonimo su Facebook)

Prodotti del Sud S.p.A.

 Cosa è la Prodotti del Sud S.p.A.?

La Prodotti del Sud S.p.A. (PS) è un’impresa con capi­tale diffuso ed a conduzione manageria­le:

  1. che ha nella compagine societaria i pro­pri clienti e fornitori,
  2. che conta su un fattore romantico-emozionale,
  3. che ha come fine aziendale il profitto e come fine ultimo il mi­glioramento econo­mico, morale e civile delle popolazioni del Sud d’Italia.

 Perché una Società per Azioni? Leggi il seguito di questo post »





IL NORD REALIZZA LA SUA COLONIA

13 04 2011

di Michele Bisceglie
(tratto dal libro “1861-1871. Dieci anni di storia nascosti”, 2011, Falco Editore,  www.falcoeditore.com)

La politica di sfruttamento dei “fratelli d’Italia” nei confronti dell’ex Regno di Napoli fece esclamare al deputato Francesco Noto nella seduta parlamentare del 20 novembre 1861:

“Intere famiglie veggonsi accattar l’elemosina; diminuito, anzi annullato il commercio; serrati i privati opifici. E frattanto tutto si fa venir dal Piemonte, persino le cassette della posta, la carta per gli uffici e per le pubbliche amministrazioni. Non vi ha faccenda nella quale un onest’uomo possa buscarsi alcun ducato che non si chiami un piemontese a sbrigarla. Ai mercanti del Piemonte si danno le forniture più lucrose: burocrati di Piemonte occupano tutti i pubblici uffizi, gente spesso ben più corrotta degli antichi burocrati napoletani. Anche a fabbricar le ferrovie si mandano operai piemontesi i quali oltraggiosamente pagansi il doppio che i napoletani.
A facchini della dogana, a camerieri, a birri vengono uomini del Piemonte. Questa è invasione non unione, non annessione! Questo è voler sfruttare la nostra terra di conquista. Il governo di Piemonte vuol trattare le provincie meridionali come il Cortez ed il Pizarro facevano nel Perù e nel Messico, come gli inglesi nel regno del Bengala”. Leggi il seguito di questo post »





Inquietudini nel centrosinistra a Cosenza

12 04 2011

di Anna Falcone

I fatti degli ultimi giorni dimostrano come le divisioni cercate e coltivate nello schieramento di centro-sinistra, in occasione delle prossime elezioni amministrative della città di Cosenza, siano chiaramente riconducibili non a diverse visioni programmatiche, bensì ad un preciso disegno di potere architettato da alcuni esponenti della vecchia politica, sordi e ciechi davanti alla prepotente richiesta di cambiamento e responsabilità politica proveniente dai cittadini, unicamente preoccupati della perpetuazione del proprio potere personale e – con essa – del peggiore ceto politico degli ultimi anni.
Anche per interposta persona.
Anche al di fuori dalla coalizione del centrosinistra. Leggi il seguito di questo post »