La Rete

Il 6 novembre 2006 è nata a Locri la “Rete per la Calabria”, coordinamento regionale di associazioni, movimenti e società civile.
L’atto di nascita della Rete è stato sancito dalla sottoscrizione di un
Manifesto di intenti da parte di rappresentanti dei ‘ragazzi di Locri’, dei familiari di vittime di ‘ndrangheta, dell’associazionismo, del cooperativismo cattolico, dell’imprenditoria, della magistratura e del mondo delle professioni.
La Rete per la Calabria non ha primogeniture: è un network orizzontale, un cantiere aperto, un continuo ‘work in progress‘ di idee, persone ed esperienze che i cittadini calabresi intendono mettere in campo in spirito di Legalità, Solidarietà ed Operosità.

dal “Manifesto della Calabria che è già cominciata”:

CHI SIAMO
Siamo i calabresi di buona volontà, senza distinzione di sesso, età, credo religioso, appartenenza partitica, ideologia politica, condizione sociale che credono fermamente in un riscatto della nostra regione dalla violenza mafiosa che parta da un’intransigente esigenza di legalità, in un’emancipazione dai bisogni e dalle ingiustizie sociali mediante la pratica quotidiana della solidarietà, in un rilancio a livello nazionale ed europeo della nostra terra fondato sulla laboriosità e sull’operosità di noi stessi calabresi, che siamo e sempre più dovremo essere consapevoli di essere noi gli artefici del nostro presente ed i buoni costruttori del nostro futuro.

A CHI CI RIVOLGIAMO
Ci rivolgiamo a tutti i calabresi che credono, testimoniandolo con la loro vita, nei valori irrinunciabili della legalità, della solidarietà e della giustizia sociale, nella centralità della persona, della libertà in tutte le sue espressioni, nella democrazia, alla famiglia, nel lavoro; a loro rivolgiamo il nostro appello per promuovere insieme un’azione politica nuova, ed a loro proponiamo questa nostra nascente organizzazione come laboratorio ed officina di vera innovazione sociale e politica.

L’esperienza storica e l’analisi sociologica ci inducono a sostenere che l’impegno politico non sia realizzabile attraverso esperienze individuali frammentate, incapaci di “creare sistema”. Riteniamo quindi che i cittadini debbano costituire una forza unitaria, radicata nel sistema democratico, operante a partire dai luoghi di aggregazione di base e concretamente aperta alle sollecitazioni provenienti dalle realtà organiche che, in ogni settore, innervano la società italiana nei suoi tratti più vivaci e vitali.

Il costituendo Coordinamento Regionale denominato “Costituente della Rete per la Calabria“, nasce per esprimere la duplice tensione verso un radicamento di base, che valorizzi le migliori energie della regione e al contempo guardi verso l’Europa.

COSA VOGLIAMO

  • Creare una coscienza collettiva che ripudi l’illegalità, la ‘ndrangheta, la mentalità mafiosa e la mafiosità di comportamenti, e che questo ripudio venga iscritto a chiare lettere nello Statuto della Regione Calabria, ponendo l’Etica a fondamento della Politica, rigettando ogni forma di interesse privato ed abuso della Cosa Pubblica ed ogni commistione tra politica ed affari. Promuovere altresì un rinnovamento sostanziale di quella classe politica che troppo spesso si è prestata a farsi garante e persino traghettatrice di mafiosi all’interno delle Istituzioni democratiche in cambio di consenso elettorale, e non solo di questo.

  • Recidere i tentacoli della piovra mafiosa in modo radicale, partendo da una capillare e quotidiana ed incisiva opera di educazione alla legalità nei giovanissimi e nei giovani, promuovendo in particolare politiche imprenditoriali e del lavoro capaci di offrire sicurezza e fiducia nel futuro di questa terra, innescando tutti i meccanismi idonei ad evitare la diaspora intellettuale e lavorativa dei calabresi ed a sollecitare ed incoraggiare il rientro nella nostra regione di tutti quei calabresi che in essa fino ad oggi non hanno trovato spazi vitali e prospettive di successo e che stanno dimostrando invece in altre regioni ed anche fuori d’Italia il loro valore e le loro capacità personali e professionali.

  • Collaborare attivamente come cittadini responsabili con lo Stato, la Magistratura e le Forze dell’Ordine affinché possa diventare sempre più incisiva e mirata la loro azione di contrasto alla criminalità, predisponendo così in sinergia non solo le condizioni essenziali per una maggiore opera di prevenzione del crimine ma anche i presupposti per un minor bisogno di repressione.

 

  • Elaborare, in una forma collaborativa virtuosa tra Istituzioni e Società Civile, politiche economiche tendenti alla valorizzazione delle risorse ambientali, turistiche ed eno-gastronomiche calabresi, nella consapevolezza che lo sviluppo economico può anche essere uno strumento importantissimo nell’emancipazione della nostra terra dal giogo mafioso.

  • Incentivare e promuovere con tutte le forze nella nostra regione una politica di sviluppo reale dell’informatica e delle telecomunicazioni, che possano veramente rappresentare, come in tutte le aree industrialmente meno sviluppate del mondo, uno strumento imprescindibile di superamento del nostro storico gap infrastrutturale e di compartecipazione ai processi di sviluppo culturali, economici e commerciali internazionali, dopo i drammatici ritardi e le inefficienze che siamo oggi costretti a scontare in Calabria a causa di una dissennata e più che sospetta politica del settore, inquietantemente trasversale alla classe politica regionale nell’ultimo decennio.

 

  • Costruire in Calabria, in spirito di servizio e cooperando al bene comune, un sistema sociale basato sull’eguaglianza di diritti e doveri, su una legalità intransigente, sulle pari opportunità per tutti, sulla solidarietà e la giustizia, sulla laboriosità operosa di ognuno come co-protagonista di questo grande progetto ideale.

 

 

 

 

 

 

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One response

19 05 2010
alessandro

E’ necessario promuovere e pretendere trasparenza e legalita nell’azione politica e amministrativa delle istituzioni locali dall’alto verso il basso e di contro tolleranza zero dal basso verso l’alto.
Altrimenti in calabria tutto è destinato a deteriorarsi ulteriormente provocando nel contempo una crisi socio-economica ed istituzionale irreversibile.
Se non ci sarà una inversione di tendenza a partire da tutti noi, diventando per primi esempio di legalità e di senso civico.
Il manifesto d’intenti alla base della costituzione della “Rete per la Calabria” che condivido e sottoscrivo deve avere l’adesione in primis da parte di tutte le “Istituzioni Locali” con atti formali, altrimenti tutto diventa vano.

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