Pollichieni: pericolo di rincoglionimento, o pericolo e basta?

10 04 2012

di Giovanni Pecora

Brutta giornata quella odierna per il lobbista (titolo onorifico per lui, ormai) Paolo Pollichieni. Uno come lui, un businessman, direttore-editore, oltre che imputato-pluriindagato, che perde un’intera giornata a scrivere contro Aldo Pecora ed il sottoscritto, è messo proprio male…
E’ messo talmente male che alla fine, dopo il terzo o quarto articolo (senza offesa per gli articoli), il giornalista (senza offesa per i giornalisti) sembra avere le traveggole: è a pericolo di rincoglionimento? O è un pericolo e basta? Vediamo i fatti. Leggi il seguito di questo post »





In replica all’imputato Paolo Pollichieni ed al suo alfiere Agostino Pantano

10 04 2012

 

Avendo dovuto trascorrere in assoluta solitudine queste festività pasquali, ho potuto meditare e ragionare a lungo circa gli ultimi fatti, e ho deciso che è bene e necessario rompere il silenzio che mi ero imposto in ossequioso rispetto delle autorità e delle indagini in corso, e puntualizzare alcune cose molto importanti. Per spiegare, ma anche per mettere a tacere le malelingue e gli sciacalli.
L’occasione mi è data da una signora che mi ha scritto – magari in buona fede – dopo aver letto lo “speciale” pubblicato nell’ultimo numero del “Corriere della Calabria”, discutibile settimanale calabrese diretto dal famoso giornalista/dossierista/lobbysta .
Un settimanale diretto da un signore (da me già querelato anche per altri fatti passati e per quelle diffamazioni e per tali reati in atto imputato presso il Tribunale di Cosenza, repetita iuvant) che in barba ai codici deontologici ed anche alle leggi penali e civili, ha avviato di recente una scellerata campagna di odio e delegittimazionecontro di me. Ed i motivi, come ho già scritto, sono ben individuabili nel tempo e nello spazio.

Capisco l’entità del regalo che faccio al Pollichieni in questo modo, dando a lui anche troppo spazio su questo umile , che lui segue con affetto e che conta di certo molti piú lettori del suo giornale. Ma purtroppo la spregiudicatezza di questo individuo non mi lascia altra scelta.

Ma per ricostruire bene tutto quanto accaduto finora é bene andare per ordine.

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Replica ufficiale all’articolo “Pecora è residente nella casa del boss” a firma di Agostino Pantano su “Il Corriere della Calabria”

26 03 2012

Riceviamo il presente comunicato ufficiale dallo Studio Legale Varone di Polistena.

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In riferimento all’articolo “Pecora è residente nella casa del boss” pubblicato alle pagine 26-27-28 del settimanale “Corriere della Calabria” n. 36 del 23 febbraio 2012, nelle edicole dal 16 febbraio 2012, a firma di Agostino Pantano, il sottoscritto Avv. Giulio Varone, su mandato dei Signori Giovanni Pecora e Maria Cristina Murdica, intende con il presente comunicato stampa rendere noto quanto segue, a titolo di smentita ufficiale di quanto falsamente affermato nel suddetto articolo. Leggi il seguito di questo post »





ADERIAMO E DIFFONDIAMO L’APPELLO “SIAMO TUTTI ALDO PECORA”

2 03 2012

SOTTOSCRIVI E DIFFONDI ANCHE TU L’APPELLO
“SIAMO TUTTI ALDO PECORA”

(http://www.siamotuttialdopecora.org/)

promosso da
– don Luigi Ciotti
– Michele Cucuzza
– Nando dalla Chiesa
– Maria Falcone
– Ferdinando Imposimato
– Pino Masciari
– don Luigi Merola
– Rosanna Scopelliti

“Aldo è sotto tiro.
Aldo va protetto.
Ma Aldo non è e non sarà mai solo.
Per questo noi diciamo: “Siamo tutti Aldo Pecora“.
Ammazzateci tutti!”

CLICCA QUI
PER SOTTOSCRIVERE  L’APPELLO

TESTO DELL’APPELLO

Aldo è un giovane giornalista calabrese, ha 26 anni, e si guadagna da vivere scrivendo e collaborando (da precario) con Rai Educational.

Nel 2005 il suo nome è rimbalzato agli onori delle cronache per aver ideato lo slogan “E adesso ammazzateci tutti”, simbolo delle battaglie e della rivoluzione silenziosa avviata contro la ‘ndrangheta da quei ragazzi che insieme a lui saranno ribattezzati “i ragazzi di Locri”.
Nel giro di qualche mese molti di loro torneranno alla vita di ogni giorno, altri finiranno assorbiti dalla politica. Aldo no. “Dall’alto” dei suoi 19 anni lui sogna in grande, e vuole fare di quello slogan una vera forza organizzata, slegata da vincoli ideologici appartenenti al passato, una forza che guardi a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che, come lui ed i suoi amici, sognano un’italia libera dalle mafie e dalla criminalità organizzata. Li conosce un po’ per strada ed un po’ tra le decine di assemblee organizzate in tutto il Paese. Nasce così “Ammazzateci Tutti”.
Negli anni a venire, mentre anche la Calabria diviene purtroppo facile preda dei professionisti dell’antimafia, Aldo ed i suoi amici decidono di allargare gli orizzonti delle loro battaglie.

Facile parlare solo di mafia, di coppole, bisogna iniziare a chiamare per nome i problemi di una terra drammaticamente bella quanto difficile. E’ qui che Aldo mette il naso su affari sporchi, potentati, zone grigie.
Dalle battaglie contro “il Consiglio regionale più inquisito d’Italia”, al monitoraggio costante di decine e decine di delibere contenute nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria, alla difesa dei testimoni di giustizia, alla vicinanza ai tanti familiari delle vittime di ‘ndrangheta, alle mobilitazioni a sostegno di quei magistrati ostacolati dal portare avanti le loro inchieste su politici e massoni più o meno deviati.
Questo è sempre stato il biglietto da visita di “Ammazzateci Tutti” e del suo presidente Aldo Vincenzo Pecora.
Aldo non si arrende, non sta zitto. In tanti provano a fermarlo, intimorirlo, isolarlo. Ma ottengono l’effetto contrario: Aldo denuncia tutto alle forze dell’ordine, rinunciando a farsi facile pubblicità.
Aldo è un impiccione. Non accetta che il giudice calabrese Antonino Scopelliti sia stato dimenticato e che il delitto sia rimasto impunito. Indaga. Vuole riaprire il caso, e racchiude la sua inchiesta in un libro.
Aldo cresce e fa crescere il proprio rumore. Scrive, gira, organizza.

Aldo è un giovane che ha regalato sette dei suoi anni più belli ad una battaglia di civiltà e di riscatto culturale. Sette anni in cui si è guadagnato trasversalmente tanto onore ed altrettanto trasversalmente anche tanti nemici. Molti dichiarati, altri che ancora rimangono nell’ombra protetti forse da complici insospettabili.
Ed ora che Aldo ha reso sempre più credibile il suo agire, schivando ogni attacco e smontando ogni tentativo di delegittimazione, qualcuno ha deciso di alzare il tiro. Di mettere al muro lui ed i suoi affetti.
L’indirizzo di casa della sua famiglia è divenuto di pubblico dominio, ed a seguito di ciò Aldo (che si trovava in Calabria per impegni già noti) è stato fatto vittima di ben due intimidazioni in rapida successione.
In un biglietto anonimo lasciato sulla sua macchina con alcuni proiettili qualcuno ha già proclamato la sua condanna: il giudice Scopelliti lo aspetta a braccia aperte.
Sempre sotto casa dei genitori, la sera di due giorni dopo, è stato aggredito da due finti giornalisti non si sa da chi né per che cosa mandati lì. Lo avevano atteso in macchina col motore acceso per ore.

Aldo è sotto tiro.
Aldo va protetto.
Ma Aldo non è e non sarà mai solo.
Per questo noi diciamo: “Siamo tutti Aldo Pecora”.
Ammazzateci tutti!

don Luigi Ciotti
Michele Cucuzza
Nando dalla Chiesa
Maria Falcone
Ferdinando Imposimato
Pino Masciari
don Luigi Merola
Rosanna Scopelliti

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A SORPRESA ANCHE LA CALABRIA NEI DISPACCI DI WIKILEAKS. MOLTO DISPREZZO, MA ANCHE UNA SPERANZA

5 02 2011

ECCO IN FORMA INTEGRALE ALCUNE PAGINE DI WIKILEAKS (IN INGLESE ORIGINALE E CON LA RELATIVA TRADUZIONE ITALIANA)

Di clamoroso, come al solito, non c’è granché.
Ma nei dispacci segreti dei diplomatici americani che Wikileaks ha divulgato in tutto il mondo, generando non pochi imbarazzi, c’è anche un bel quadretto che riguarda la Calabria.
C’è un evidente disprezzo verso la classe politica calabrese, un disprezzo che viene suffragato da atteggiamenti insolenti, dall’evidente incapacità anche dei massimi vertici politici di comprendere l’importanza di un buon rapporto con un Console Generale americano, persino da un’imbarazzante ignoranza come nel caso del presidente della Provincia di Reggio Calabria (“Cos’è un tour operator?”, domanda con candore…). Leggi il seguito di questo post »





Caro Aldo Pecora…

29 03 2010

Caro Aldo,
ti scrivo questa nota in seguito agl’ultimi ignobili attacchi che stai ricevendo in questi giorni a causa della tua scelta di sostenere Ruggero Pegna e Giuseppe Scopelliti. E mi sento di poter parlare a nome di tutti i ragazzi del movimento scrivendoti queste poche parole… Leggi il seguito di questo post »





Rosarno, violazione dei diritti umani e un giro di affari milionario

12 01 2010
di Fernanda Gigliotti
Per ogni immigrato il caporale incassa mediamente €. 5,00 al giorno. Solo a Rosarno erano 1500 e il caporale ha incassato €. 7.500, al giorno, per tanti giorni per tanti mesi, per tanti anni… un giro di affari di decine e centinaia di milioni di euro l’anno in tutta la Calabria, ma non solo.
La ndrangheta stavolta, però, è stata vittima di se stessa: andò per bastonare e rimase bastonata!! Leggi il seguito di questo post »