TASSE, RAPPORTO SVIMEZ: IL SUD PAGA LO 0,38% DI PIL IN PIU’ DEL CENTRO-NORD

1 04 2012

Triplicate in venti anni le entrate tributarie al Sud: da 119 a 298 euro. La SVIMEZ: più poteri alle Regioni in materia tributarie e interventi perequativi a sostegno del Sud come prevede la Costituzione.

 Roma, 30 marzo 2012

Protagonisti di uno sforzo fiscale senza precedenti e penalizzati dall’abolizione dell’ICI, che non ha comportato né sembra comportare nell’attuale formulazione dell’IMU, meccanismi perequativi a sostegno delle aree deboli, come prevede invece la Costituzione.

È questa la fotografia impietosa dello stato dei Comuni meridionali che emerge dal primo Rapporto annuale SVIMEZ sulla finanza dei Comuni scaricabile dal sito www.svimez.it.

 

Condotto sulla base di dati del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Interno, il volume, curato da Federico Pica e Salvatore Villani ed edito dalla SVIMEZ, prende in esame la finanza dei comuni delle Regioni a statuto ordinario degli ultimi vent’anni, dal 1991 al 2010. Leggi il seguito di questo post »

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Trame. Festival dei libri sulle mafie

4 06 2011

Il festival ideato da Tano Grasso con la direzione artistica di Lirio Abbate, si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno 2011

Dal cuore della Calabria arriva la voglia di denuncia e di risveglio delle coscienze contro le mafie. Grazie alla lettura e alla cultura e all’esempio di autori di libri su Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra, impegnati in prima persona a denunciare e svelare l’aggressione al Nord come al Sud delle organizzazioni criminali.
Ogni anno sono decine le opere pubblicate con riferimento diretto o indiretto ai fenomeni mafiosi. L’idea nata a Lamezia Terme è quella di offrire una visione d’insieme di tutte le più importanti pubblicazioni e l’occasione di un confronto tra gli autori e un ampio pubblico di esperti e cittadini. Leggi il seguito di questo post »





Prodotti del Sud S.p.A.

13 04 2011

 (tratto dal gruppo omonimo su Facebook)

Prodotti del Sud S.p.A.

 Cosa è la Prodotti del Sud S.p.A.?

La Prodotti del Sud S.p.A. (PS) è un’impresa con capi­tale diffuso ed a conduzione manageria­le:

  1. che ha nella compagine societaria i pro­pri clienti e fornitori,
  2. che conta su un fattore romantico-emozionale,
  3. che ha come fine aziendale il profitto e come fine ultimo il mi­glioramento econo­mico, morale e civile delle popolazioni del Sud d’Italia.

 Perché una Società per Azioni? Leggi il seguito di questo post »





1 Marzo 2011 Villa San Giovanni: “Mediterraneo: un mare di Alleanze!”

22 02 2011

COMUNICATO STAMPA

Dopo il 1 Marzo 2010 a Reggio Emilia, evento che ha rafforzato l’impegno di lotta contro l’infiltrazione della ‘ndrangheta e delle massonerie deviate al Nord, la manifestazione dell’Alleanza, giunta alla sua quarta edizione, torna in Calabria, a Villa San Giovanni (RC), con il tema “Mediterraneo: un mare di Alleanze” per la legalità.

Il 1 Marzo 2011 è organizzato con il supporto dell’Associazione Ponti Pialesi, in collaborazione con il Comune di Villa San Giovanni ed altri partner territoriali. La Leggi il seguito di questo post »





Una bibliografia ragionata proposta dal segretario del Partito del Sud

27 10 2010

di Beppe De Santis*

Il Psud è, e deve essere, innanzitutto, un Partito d’azione, di movimento, di lotta.
Un partito democratico, popolare, di massa. Un partito vertenziale, un partito-sindacato territoriale, a tutela della propria Terra.
E dei meridionali, ovunque essi siano.
Un partito di proposta, di progetto, di governo.
Un partito intelligente e colto.
Una grande comunità intellettuale nella quale la formazione politica, amministrativa e tecnica, sia essenziale, imprescindibile.

Dovrei citare centinaia di titoli.
Per l’immediato, conviene tener presente una BIBLIOGRAFIA SELEZIONATA, per una BIBLIOTECA MINIMA del Psud. Leggi il seguito di questo post »





Quando l’infame Lombroso venne in Calabria a “studiare” le razze calabre

26 10 2010

Il brano è tratto dal libro che Cesare Lombroso scrisse nel 1863 dopo essere stato per novanta giorni (nel 1862) in Calabria al seguito dell’esercito piemontese durante la campagna di repressione del brigantaggio.

“Ma, venendo alle popolazioni proprie delle Calabrie, mi è sembrato dovervi distinguere due tipi speciali.
Il Semitico dal cranio doligocefalo, dal naso arcuato, a sopracigli ravvicinati ed occhi neri o castani, predomina nella marina, ma non così che spesso non venga sopraffatto dal muso prognato, dai capelli neri e crespi e dal derma bronzino del seme Camitico o dal purissimo ovale dei Greci o meglio dalla maschia e nobile impronta Greco-Romana, che è la prevalente, la sola anzi nell’interno.
È il tipo dal fronte elevato, ampio, brachice falico, dal naso aquilino, dall’occhio vivace e prominente.
La statura è media, il temperamento bilioso; l’animo fiero, iracondo, testardo, impavido, desideroso di dominio, fino alla prepotenza, amante della lotta, dei piaceri, ma pieno d’intelligenza, di vita, e di un senso estetico delicatissimo che si rivela nei proverbi e nelle canzoni degne dell’antica Grecia. Leggi il seguito di questo post »





Cosa si legge sul web a proposito del museo dell’orrore lombrosiano

26 10 2010

Un’Italia cialtrona, razzista, inconsapevole della sua Storia celebra i 150 anni. Chiudete quel Museo! Vogliamo dare degna sepoltura al brigante

Sulla “rete” è in atto un dibattito acceso e partecipato contro l’apertura del museo Lombroso di Torino. Molto attivo il Comitato che sta raccogliendo firme di protesta Alcune delle ragioni alla base della petizione per la chiusura del museo di Torino. 
«Se a Berlino ci fosse un Museo dedicato a Alfred Rosenberg, l’ideologo nazista della superiorità della razza ariana. E se nel Museo Rosenberg fossero esposti i resti dei deportati ebrei nei campi di concentramento. I loro scheletri, i loro crani sezionati per dimostrarne l’inferiorità… Se a Torino ci fosse, e c’è, un Museo dedicato a Cesare Lombroso, l’ideologo della superiorità settentrionale nei confronti degli abitanti del Sud. E se nel Museo Lombroso fossero esposti, e sono esposti, i resti dei patrioti meridionali chiamati briganti uccisi a decine di migliaia durante l’occupazione piemontese del Regno delle Due Sicilie. I loro scheletri, i loro crani sezionati per dimostrarne l’inferiorità racchiusi in teche a centinaia invece di essere sepolti nella loro terra come richiederebbe almeno l’umana pietà… La Regione Piemonte chiuda il Museo o almeno trasferisca i resti dei meridionali nei loro luoghi di origine».

 (a cura di Romano Pitaro)