Mons. Nunnari: “La politica: un servizio all’uomo”. Lettera ai politici calabresi.

24 01 2012

L’Arcivescovo Metropolita di Cosenza, Mons. Salvatore Nunnari, ha scritto una lettera ai politici calabresi: “La politica: un servizio all’uomo” nella quale esorta quanti sono impegnati nella cosa pubblica ad un servizio di alta qualità che nelle attuali congiunture sociali ed economiche dia una “svolta” culturale, nella quale essi stessi sappiano dare da una parte spazio alle giovani generazioni, dall’altra essere modelli di vita.

Sintesi della Lettera

(a cura dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali)

 Clicca  QUI per scaricare la lettera integrale in formato PDF

La lettera è indirizzata a tutti i politici, credenti e non credenti, “accomunati da comuni valori ed obiettivi” ed il presule evidenzia quanto sia facile cadere nella tentazione dell’antipolitica mentre si consuma “un teatrino fatto di lotte, fazioni, guerra tra posizioni” che ha il sapore più di “gestione di potere” che di slancio, sogno, progettualità e servizio.

 Il Vescovo Nunnari contestualizza il suo scritto “in un momento in cui il Paese rischia di smarrire la bussola nella tempesta della crisi economica che ci sta attraversando”.

Senza “bacchettare nessuno” viene richiamato il senso di “servizio” che ciascuno, prestato alla politica, deve assolvere con responsabilità e senza “sbarrare il campo all’entrata delle nuove generazioni” con atteggiamento che il pastore cosentino definisce senza mezzi termini “da feudatari e non da uomini delle istituzioni”.

C’è la coscienza della fatica che fa la politica nel contesto storico attuale, soprattutto in quello calabrese. “La vita politica è costellata da continue scelte che mettono di fronte a veri e propri dilemmi” ma il politico deve tendere sempre verso l’alto, verso la perfezione, perché chi compie questo servizio, definito da Paolo VI alta forma di carità, “è inchiodato alla responsabilità e ai doveri verso la comunità”. Leggi il seguito di questo post »

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Trame. Festival dei libri sulle mafie

4 06 2011

Il festival ideato da Tano Grasso con la direzione artistica di Lirio Abbate, si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno 2011

Dal cuore della Calabria arriva la voglia di denuncia e di risveglio delle coscienze contro le mafie. Grazie alla lettura e alla cultura e all’esempio di autori di libri su Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra, impegnati in prima persona a denunciare e svelare l’aggressione al Nord come al Sud delle organizzazioni criminali.
Ogni anno sono decine le opere pubblicate con riferimento diretto o indiretto ai fenomeni mafiosi. L’idea nata a Lamezia Terme è quella di offrire una visione d’insieme di tutte le più importanti pubblicazioni e l’occasione di un confronto tra gli autori e un ampio pubblico di esperti e cittadini. Leggi il seguito di questo post »





Presentato al Salone di Torino il libro “Primo Sangue”

15 05 2011

AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO I GIOVANI DI “AMMAZZATECI TUTTI” CON DON CIOTTI E GIANCARLO CASELLI

Nell’ambito delle celebrazioni ufficiali per il ventesimo anniversario dall’uccisione per mano mafiosa del giudice calabrese Antonino Scopelliti, la Fondazione Antonino Scopelliti e l’assessorato alla Cultura della Regione Calabria, in collaborazione con il movimento “Ammazzateci Tutti” e la Rizzoli, organizzano al Salone del Libro di Torino un importante incontro con esponenti delle istituzioni e della società civile.
Sarà presentato, infatti, al grande pubblico di lettori, autori ed editori italiani il libro-inchiesta di Aldo Pecora, “Primo sangue” (Rizzoli Bur), volto a ricostruire la vita ed i misteri intorno alla morte del sostituto procuratore generale della Suprema corte di Cassazione ucciso in un agguato dalla ‘ndrangheta il 9 agosto 1991.
Aldo Pecora, giovane giornalista ed autore a Rai Educational, è il fondatore e presidente del movimento “Ammazzateci Tutti”, nato a Locri nel 2005 in seguito al Leggi il seguito di questo post »





Ricominciamo da quattro

13 05 2011

di Raniero La Valle (*)

Ci sono quattro referendum per cui andare a votare il 12 e 13 giugno.
Due sono per rivendicare la libertà dell’acqua. La libertà dell’acqua consiste nel fatto che essa non sia di proprietà di nessuno; è un dono di Dio, e come tale è celebrata in tutti i modi nella veglia della notte di Pasqua; in ogni caso, anche per coloro che non si fanno emozionare da Dio, essa è una pertinenza della terra, e come tale è un bene comune, il che vuol dire che appartiene di diritto all’intera umanità, e perciò a ciascun uomo e a ciascuna donna, e anzi ad ogni vivente, perché è la condizione della vita.
Di conseguenza non si può privatizzare, cioè dare in proprietà a nessuno, e nessuno se la può vendere, per il semplice fatto che non è una merce. Leggi il seguito di questo post »





Maxi sequestro di beni al clan Pesce di Rosarno

21 04 2011

di Claudio Cordova (su Strill.it)

Ancora una volta lo Stato ha mostrato i denti, adesso Rosarno è libera, ma ora tocca ai cittadini onesti riappropriarsi dei propri spazi rubati dall’arroganza mafiosa”. Il messaggio del Colonnello Alberto Reda, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza è chiarissimo: “Adesso tocca alla gente”.

Non bastano, insomma, solo sigilli e manette a combatte lo strapotere della criminalità organizzata, serve la reazione della gente. Lo Stato, però, ancora una volta, è andato a colpire, con un maxisequestro di beni, una delle cosche più potenti della ‘ndrangheta reggina: beni per centonovanta milioni di euro sono stati, infatti, tolti dalla disponibilità del clan Pesce di Rosarno. L’operazione, denominata “All clean”, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, è stata eseguita, congiuntamente, da Guardia di Finanza e Carabinieri. L’obiettivo degli investigatori è quello di stringere il cerchio Leggi il seguito di questo post »





Meridionali, attenti al federalismo quando fate la spesa!

17 04 2011

da Facebook (rete dei gruppi meridionalisti)

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Uno studio dell’economista Paolo Savona ha messo in evidenza il fatto che su 72 miliardi l’anno di spesa fatta dai cittadini del Sud, ben 63 sono di beni e servizi prodotti al Nord. Solo una parte dei restanti 9 miliardi resta poi nel Mezzogiorno, essendo compresa in essi anche la quota di spese estere.
Ufficiale è il fatto che la bilancia commerciale delle Regioni settentrionali sia positiva verso il sud Italia e negativa verso l’estero – fatta eccezione per il Veneto – che ha entrambe le voci positive. Questo cosa vuol dire?
Che le Regioni del sud Italia sono il mercato di riferimento delle aziende del Nord, le quali senza la nostra quota di consumi, sarebbero in passivo e destinate al fallimento.

La legge detta del “Federalismo fiscale”, fortemente volute dalla Lega Nord, prevede “il coordinamento dei centri di spesa con i centri di prelievo”.
Tradotto in linguaggio corrente: “le ricchezze-tasse restano a disposizione della Regione che le produce-versa”.

In termini pratici:

  • Io, a Napoli, acquisto una colomba “Le Tre Marie”, prodotto a Milano da una società con sede a Via Bistolfi, 31 – 20134.
  • Gli utili della società – a cui ho dato il mio modesto contributo – versati in tasse verranno usati per costruire scuole, strade, ospedali, ferrovie, teatri…
    DOVE? A MILANO. E LA LEGA RINGRAZIA. Leggi il seguito di questo post »




La legge Pica del 1863, ovvero la “licenza di uccidere i meridionali”

16 04 2011

di Giovanni Pecora            [clicca QUI per leggere l’intero testo della legge Pica]

Nola, 10 settembre 1863, un bersagliere mostra il cadavere del "brigante" Nicola Napolitano dopo la fucilazione e le sevizieSecondo il re sabaudo Vittorio Emanuele II dall’Italia meridionale si “alzava un grido di dolore” che lui, notoriamente di buon cuore e generoso, non poteva non ascoltare. E così mandò avanti Garibaldi con i suoi Mille improbabili liberatori che, a suo avviso, sarebbero bastati per accendere il fuoco della ribellione al tiranno Borbone.
Ed in effetti all’inizio fu così, e molti cittadini di idee liberali accolsero Garibaldi come un angelo liberatore, mentre molti ufficiali dell’esercito borbonico, precedentemente comprati dall’opera di intelligence posta in essere segretamente da Cavour, facevano in modo che i soldati di re Francesco II non ostacolassero in alcun modo l’invasione e gli insorti.
Bastarono poche settimane per far comprendere ai liberali ed al popolo meridionale che Garibaldi non veniva a portare la libertà, ma semplicemente a sostituire un re con un altro re. Ma ormai era troppo tardi, perchè a consolidare la conquista del Regno delle Due Sicilie erano già arrivati i bersaglieri ed i fanti dell’esercito piemontese, che prima sparavano e poi controllavano chi avessero davanti, fossero anche donne, bambini o vecchi inermi. Leggi il seguito di questo post »