Il Manifesto d’intenti della “Rete per la Calabria”

IL MANIFESTO DELLA CALABRIA CHE E’ GIA’ COMINCIATA

per l’Unità dei calabresi nella Legalità, nella Solidarietà, nell’Operosità

E’ trascorso più di un anno dal 16 ottobre 2005, ed è dal tramonto segnato dall’omicidio del Vicepresidente del Consiglio Regionale calabrese Francesco Fortugno che si è incominciata ad intravedere l’alba di una nuova Calabria, quell’alba il cui segnale lo hanno dato con la loro spontanea ribellione i ragazzi e le ragazze di tutta la regione, scesi in strada con le loro facce e con i loro striscioni pieni di rabbia e di determinazione a cambiare il destino di questa terra, a partire dallo “striscione bianco” e via via fino a quello con il quale hanno sfidato a viso aperto la ‘ndrangheta: “e adesso ammazzateci tutti”.
Da allora l’intero Paese sente la necessità di costruire una nuova cultura della legalità a partire proprio dai giovani, da quei “coraggiosi ragazzi di Locri”, che per una volta hanno fatto sì che si parlasse positivamente della Calabria.
Ora la Calabria non può più aspettare. I calabresi onesti non possono e non vogliono più aspettare.

In una regione dove a detta di tutti all’indomani dell’omicidio Fortugno tutto doveva cambiare e nulla avrebbe potuto essere come prima quasi tutto, purtroppo, è peggio di prima.
La ‘ndrangheta ha continuato tranquillamente a perseguire i suoi interessi e anche ad ammazzare nelle nostre strade, a soffocare con le richieste di “mazzette” ed a strozzare con il cappio del racket le attività imprenditoriali, a terrorizzare i cittadini onesti con il preciso intento di uccidere anche la speranza, affinché nessuno pensi di sollevare la testa e nessuno osi denunciare, tenendo sotto il tallone d’acciaio intere comunità, che è inutile chiamare Locride o Lamezia perché con la pistola alla nuca è la Calabria tutta intera.
E lo Stato, di cui è parte questa Calabria, finge di accorgersene.
Con le sue Forze dell’Ordine e la Magistratura senza uomini e senza mezzi sufficienti.
Con la sua stampa che spesso denuncia ma che più spesso viene denunciata.
Con le sue (sue?) banche che sono pietra d’inciampo anziché volàno di sviluppo per l’economia locale.
Con la sua classe politica che non può dare ciò che non ha.

Ma la partita non è ancora chiusa.
Occorrono passione e coraggio da parte di tutti, occorre saper alzare lo sguardo oltre il triste orizzonte attuale per coinvolgere attivamente quella grande parte di Calabria sana che per troppo tempo ha aspettato guardando alla finestra o è stata tenuta fuori dalla porta.
E’ la Calabria di chi sogna e spera di non scappare, di far crescere qui i propri figli e magari di veder tornare dagli esilii che si sono dovuti scegliere con loro sacrificio i  nostri figli migliori.
E per fare questo dobbiamo unirci, fare “Rete”.

Non dobbiamo, a questo punto, continuare a delegare la soluzione dei problemi della Calabria allo Stato, alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura. O comunque non solo a questi soggetti.
Bisogna ripartire dal basso, da una meravigliosa trasversalità positiva con associazioni, movimenti, cooperative, sacerdoti, magistrati, professionisti, studenti, imprenditori, professori, giornalisti, padri e madri di famiglia, la cosiddetta Società Civile, insomma, che deve dimostrare a tutto il resto del Paese quanta positività esiste nella nostra terra e quante capacità essa può esprimere nel risollevarsi anche da sola dal baratro in cui generazioni di colpevole abbandono, soprusi ed ingiustizie sociali l’hanno gettata.

In Calabria non siamo all’Anno Zero, come alcuni vogliono far credere agli italiani per dare un ulteriore alibi ad una resa per impraticabilità di campo: ma se vogliamo dimostrare di essere almeno all’Anno Uno dobbiamo scegliere tutti insieme di scendere in campo nella squadra giusta, che non è né di destra né di sinistra ma è “per la Calabria”.

“La gente fa il tifo per noi”, diceva spesso Giovanni Falcone a Paolo Borsellino, ed il coraggio esemplare dei familiari dei nostri martiri come il giudice Antonino Scopelliti, Massimiliano Carbone e delle vittime innocenti della violenza mafiosa, i cui familiari ci dicono che anche in Calabria è così.
Ce l’ha dimostrato concretamente l’Italia intera degli onesti in quest’ultimo periodo: la gente comincia a fare il tifo per noi.

La Calabria ha solo bisogno di passione civile e coraggio. E noi che sottoscriviamo oggi questo manifesto d’intenti accettiamo solennemente di combattere con le armi della cultura, della legalità e della non violenza questa battaglia.

 * * *

CHI SIAMO
Siamo i calabresi di buona volontà, senza distinzione di sesso, età, credo religioso, appartenenza partitica, ideologia politica, condizione sociale che credono fermamente in un riscatto della nostra regione dalla violenza mafiosa che parta da un’intransigente esigenza di legalità, in un’emancipazione dai bisogni e dalle ingiustizie sociali mediante la pratica quotidiana della solidarietà, in un rilancio a livello nazionale ed europeo della nostra terra fondato sulla laboriosità e sull’operosità di noi stessi calabresi, che siamo e sempre più dovremo essere consapevoli di essere noi gli artefici del nostro presente ed i buoni costruttori del nostro futuro.

   

A CHI CI RIVOLGIAMO
Ci rivolgiamo a tutti i calabresi che credono, testimoniandolo con la loro vita, nei valori irrinunciabili della legalità, della solidarietà e della giustizia sociale, nella centralità della persona, della libertà in tutte le sue espressioni, nella democrazia, alla famiglia, nel lavoro; a loro rivolgiamo il nostro appello per promuovere insieme un’azione politica nuova, ed a loro proponiamo questa nostra nascente organizzazione come laboratorio ed officina di vera innovazione sociale e politica.

L’esperienza storica e l’analisi sociologica ci inducono a sostenere che l’impegno politico non sia realizzabile attraverso esperienze individuali frammentate, incapaci di “creare sistema”. Riteniamo quindi che i cittadini debbano costituire una forza unitaria, radicata nel sistema democratico, operante a partire dai luoghi di aggregazione di base e concretamente aperta alle sollecitazioni provenienti dalle realtà organiche che, in ogni settore, innervano la società italiana nei suoi tratti più vivaci e vitali.

Il costituendo Coordinamento Regionale denominato “Costituente della Rete per la Calabria”, nasce per esprimere la duplice tensione verso un radicamento di base, che valorizzi le migliori energie della regione e al contempo guardi verso l’Europa.

  

 COSA VOGLIAMO

  • Creare una coscienza collettiva che ripudi l’illegalità, la ‘ndrangheta, la mentalità mafiosa e la mafiosità di comportamenti, e che questo ripudio venga iscritto a chiare lettere nello Statuto della Regione Calabria, ponendo l’Etica a fondamento della Politica, rigettando ogni forma di interesse privato ed abuso della Cosa Pubblica ed ogni commistione tra politica ed affari. Promuovere altresì un rinnovamento sostanziale di quella classe politica che troppo spesso si è prestata a farsi garante e persino traghettatrice di mafiosi all’interno delle Istituzioni democratiche in cambio di consenso elettorale, e non solo di questo.

  

  •  Recidere i tentacoli della piovra mafiosa in modo radicale, partendo da una capillare e quotidiana ed incisiva opera di educazione alla legalità nei giovanissimi e nei giovani, promuovendo in particolare politiche imprenditoriali e del lavoro capaci di offrire sicurezza e fiducia nel futuro di questa terra, innescando tutti i meccanismi idonei ad evitare la diaspora intellettuale e lavorativa dei calabresi ed a sollecitare ed incoraggiare il rientro nella nostra regione di tutti quei calabresi che in essa fino ad oggi non hanno trovato spazi vitali e prospettive di successo e che stanno dimostrando invece in altre regioni ed anche fuori d’Italia il loro valore e le loro capacità personali e professionali.

  

 

  • Collaborare attivamente come cittadini responsabili con lo Stato, la Magistratura e le Forze dell’Ordine affinché possa diventare sempre più incisiva e mirata la loro azione di contrasto alla criminalità, predisponendo così in sinergia non solo le condizioni essenziali per una maggiore opera di prevenzione del crimine ma anche i presupposti per un minor bisogno di repressione.

 

  • Elaborare, in una forma collaborativa virtuosa tra Istituzioni e Società Civile, politiche economiche tendenti alla valorizzazione delle risorse ambientali, turistiche ed eno-gastronomiche calabresi, nella consapevolezza che lo sviluppo economico può anche essere uno strumento importantissimo nell’emancipazione della nostra terra dal giogo mafioso.

   

 

  • Incentivare e promuovere con tutte le forze nella nostra regione una politica di sviluppo reale dell’informatica e delle telecomunicazioni, che possano veramente rappresentare, come in tutte le aree industrialmente meno sviluppate del mondo, uno strumento imprescindibile di superamento del nostro storico gap infrastrutturale e di compartecipazione ai processi di sviluppo culturali, economici e commerciali internazionali, dopo i drammatici ritardi e le inefficienze che siamo oggi costretti a scontare in Calabria a causa di una dissennata e più che sospetta politica del settore, inquietantemente trasversale alla classe politica regionale nell’ultimo decennio.

   

 

  • Costruire in Calabria, in spirito di servizio e cooperando al bene comune, un sistema sociale basato sull’eguaglianza di diritti e doveri, su una legalità intransigente, sulle pari opportunità per tutti, sulla solidarietà e la giustizia, sulla laboriosità operosa di ognuno come co-protagonista di questo grande progetto ideale.

 Noi intendiamo porre questo nostro Manifesto come primo mattone della nuova Calabria, che è già cominciata. E che il fresco vento di liberazione che ha iniziato a soffiare a Locri poco più di un anno addietro possa spazzare potentemente via tutte le nere nubi che fino ad oggi hanno oscurato la più bella terra del mondo.

“Non dimenticare che nei periodi più bui, un piccolo numero di donne, di uomini, di giovani e perfino di bambini sparsi sulla terra, sono stati capaci di cambiare il mondo” (Frére Roger Schutz)

Locri (Rc), Palazzo Nieddu del Rio, 6 novembre 2006

PRIMI SOTTOSCRITTORI DEL MANIFESTO:
 
  • Rappresentanti di movimenti, associazioni e cooperative sociali
    Movimento dei ragazzi di Locri e di Calabria “E adesso ammazzateci tutti”
    Calabria Protagonista
    Comunità di Liberazione
    Consorzio di cooperative sociali “Goel”
    Pic.Asso
    Studenti in Movimento
    Calabrialibre

  • Familiari di vittime della ‘ndrangheta
    Rosanna Scopelliti
    Liliana Carbone
     
  •  

    • Imprenditori, magistrati e rappresentanti del mondo delle professioni
      Pippo Callipo
      Vincenzo Linarello
      Concetta Polifrone
      Teresa Puntillo
      Luciano Guarnieri
      Roberto Montagnese
      Danilo Currenti
      Giovanni Pecora

 

5 responses

1 02 2010
Federica

Com’è possibile prendere parte alla Rete per la Calabria se non si è della locride?

1 02 2010
perlacalabria

Chiunque può aderire alla Rete, purchè sia incensurato, ovviamente.
Anche i non calabresi che guardano alla nostra regione con simpatia.
Stiamo cercando di organizzarci in coordinamento regionale: se vuoi tenerti informata manda un tuo recapito e-mail a info@perlacalabria.it

1 02 2010
Federica

Ho tentato di mandare il mio indirizzo mail a info@perlacalabria.it ma mi arriva come risposta l’avviso di mancato invio a causa di un errore nell’indirizzo indicatomi.
E’ sbagliato? Aspetto notizie, magari (se possibile) anche un altro eventuale contatto a cui inviare il mio indirizzo. Grazie

1 02 2010
perlacalabria

scusami! l’indirizzo esatto è rete@perlacalabria.it
GP

1 02 2010
Federica

Grazie!a presto

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