TASSE, RAPPORTO SVIMEZ: IL SUD PAGA LO 0,38% DI PIL IN PIU’ DEL CENTRO-NORD

1 04 2012

Triplicate in venti anni le entrate tributarie al Sud: da 119 a 298 euro. La SVIMEZ: più poteri alle Regioni in materia tributarie e interventi perequativi a sostegno del Sud come prevede la Costituzione.

 Roma, 30 marzo 2012

Protagonisti di uno sforzo fiscale senza precedenti e penalizzati dall’abolizione dell’ICI, che non ha comportato né sembra comportare nell’attuale formulazione dell’IMU, meccanismi perequativi a sostegno delle aree deboli, come prevede invece la Costituzione.

È questa la fotografia impietosa dello stato dei Comuni meridionali che emerge dal primo Rapporto annuale SVIMEZ sulla finanza dei Comuni scaricabile dal sito www.svimez.it.

 

Condotto sulla base di dati del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Interno, il volume, curato da Federico Pica e Salvatore Villani ed edito dalla SVIMEZ, prende in esame la finanza dei comuni delle Regioni a statuto ordinario degli ultimi vent’anni, dal 1991 al 2010.

Entrate correnti – Negli ultimi venti anni nei Comuni del Centro-Nord si è passati dai 1.063 euro pro capite del 1991 ai 976 del 2010, con una riduzione dell’8,2%, mentre nel Mezzogiorno nello stesso periodo le entrate correnti sono salite dai 765 euro del 1991 ai 780 euro nel 2010.

Trasferimenti – Negli ultimi venti anni i trasferimenti dallo Stato sono diminuiti considerevolmente sia al Centro-Nord che al Sud. I 555 euro pro capite trasferiti al Centro-Nord nel 1991 sono crollati a 292 euro nel 2010. Situazione leggermente migliore nel Mezzogiorno: qui i 555 euro del 1991 sono diventati nel 2010 331 euro a testa, circa 74 in più. L’erogazione dei trasferimenti ha comunque privilegiato i Comuni del Centro Italia rispetto al Sud, con 611 euro nel 1991 e 365 nel 2010, contro i 331 del Mezzogiorno.

Entrate tributarie – Le entrate tributarie sono schizzate in venti anni, dal 1991 al 2010, del 150% al Sud e dell’81% al Centro-Nord: ciò spiega l’aumento delle entrate correnti nel Mezzogiorno.

In termini pro capite, negli ultimi venti anni le entrate tributarie sono raddoppiate nei comuni del Centro-Nord, passando da 222 euro nel 1991 a 402 euro nel 2010, mentre al Sud sono triplicate: i 119 euro del 1991 sono lievitati fino a 298 euro nel 2010, a dimostrazione dell’enorme sforzo fiscale sostenuto dai Comuni del Sud per far fronte alle esigenze dei cittadini.

Contrariamente alla vulgata corrente i cittadini del Sud continuano a pagare più tasse di quelli del Nord e del Centro: nel 2010 ogni cittadino del Sud ha versato 298 euro pro-capite, contro i 385 del Centro e i 410 del Nord. In termini però di peso sul Pil le cifre cambiano: il peso delle entrate tributarie sul Pil al Sud è dell’1,74%, al dell’1,34%, al Nord dell’1,36%. Il Sud quindi si trova a pagare +0,38% di Pil di tasse rispetto al Nord.

 

Tab. 1. Comuni appartenenti a Regioni a statuto ordinario: entrate pro capite (a) in euro 2010
Voci

1991

1996

2006

2010

 

Nord

Entrate correnti

1.063,8

986,4

863,3

945,3

di cui:

 

 

 

 

Trasferim. dallo Stato

529,3

275,8

206,6

257,9

Entrate tributarie

222,4

404,7

394,3

410,6

 

Centro

Entrate correnti

1.063,1

1.017,2

948,2

1.042,6

di cui:

 

 

 

 

Trasferim. dallo Stato

610,8

321,3

248,2

364,5

Entrate tributarie

221,1

444,2

385,3

385,0

 

Centro-Nord

Entrate correnti

1.063,6

996,3

890,5

976,5

di cui:

 

 

 

 

Trasferim. dallo Stato

555,4

290,4

219,9

292,1

Entrate tributarie

222,0

417,4

391,5

402,4

 

Mezzogiorno

Entrate correnti

765,1

733,9

733,1

780,6

di cui:

 

 

 

 

Trasferim. dallo Stato

555,8

401,5

314,9

331,7

Entrate tributarie

119,3

226,0

270,9

298,8

 

Italia

Entrate correnti

976,9

919,6

846,3

922,5

di cui:

 

 

 

 

Trasferim. dallo Stato

555,5

322,9

246,6

303,0

Entrate tributarie

192,2

361,5

357,6

373,8

(a)    Valori calcolati sulla popolazione residente alla fine dell’anno.

Fonte : Elaborazioni SVIMEZ su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze 

(consuntivi di cassa): fino al 2008, dati della Relazione trimestrale di cassa; dal

2009, dati SIOPE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La quasi totalità delle entrate tributarie, circa l’81% nel 2010 nella media nazionale, è stata assorbita da addizionale Irpef, ICI e TARSU. In particolare, hanno pesato al Centro-Nord, nel 2010, per l’80%, al Sud per l’86%.

Dal 2007 al 2010, però, molte cose sono cambiate. Nel 2007 un cittadino delle regioni a statuto ordinario del Centro-Nord versava ai comuni 32 euro di addizionale Irpef contro i 24 del Mezzogiorno; tre anni dopo, nel 2010, le cifre erano raddoppiate (al Centro-Nord 60 euro, al Sud 41). Discorso diverso per l’ICI: ogni cittadino del Centro-Nord pagava nel 2007 296 euro contro i 154 del Sud; nel 2010, dopo l’abolizione nel 2008 dell’ICI prima casa, l’importo è sceso rispettivamente a 185 e a 109 euro. In risalita invece la TARSU: i 64 euro del 2007 al Centro-Nord sono saliti a 76 nel 2010. Molto più forte la crescita al Sud: da 88 a 106 euro.

A livello complessivo, se un cittadino del Centro-Nord dal 2007 al 2010 ha risparmiato su questi tributi 68 euro (dai 394 del 2007 al 322 del 2010), al Sud la convenienza è stata 6 volte più limitata: solo 11 euro di risparmio (267 euro nel 2007 contro i 256 del 2010).

 

Tab. 2. Comuni appartenenti a Regioni a statuto ordinario: entrate tributarie pro capite (a) (riscossioni di cassa, in euro 2010) 

Voci

2007

2008

2009

2010

 

 

Centro Nord

Entrate tributarie (b)

440,9

366,3

392,5

402,4

Addizionale Irpef

32,8

59,8

58,2

60,5

ICI

296,6

203,2

187,3

185,7

TARSU

64,7

63,6

66,5

76,4

Totale

394,1

326,6

312,1

322,6

% totale/entrate tributarie

89,4

89,2

79,5

80,2

 

 

Mezzogiorno

Entrate tributarie (b)

298,6

276,0

285,9

298,8

Addizionale Irpef

23,9

38,0

39,8

41,0

ICI

154,5

124,3

110,8

109,1

TARSU

88,8

87,5

92,6

106,8

Totale

267,2

249,8

243,2

256,9

% totale/entrate tributarie

89,5

90,5

85,1

86,0

 

(a) Valori calcolati sulla popolazione residente alla fine dell’anno.

(b) La conversione in valori costanti è stata ottenuta utilizzando l’indice dei prezzi impliciti del PIL nazionale.

Fonte: Elaborazioni SVIMEZ su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze

(consuntivi di cassa): fino al 2008, dati della Relazione trimestrale di cassa; dal  2009, dati SIOPE.

 

 Abolizione dell’ICI e perequazione – L’abolizione dell’ICI, che ha pesato per oltre il 50% sul gettito, è stata compensata con aumenti vistosi degli altri due tributi: Irpef +81%, Tarsu + 15%.

In più, l’abolizione dell’ICI ha penalizzato il Sud, perché i trasferimenti sono andati a compensare l’importo del gettito e reintegrare il taglio, non a riequilibrare e redistribuire le risorse, come prevede l’articolo 119 della Costituzione. In questo modo, ha avuto di più chi versava di più, le aree deboli non sono state oggetto di meccanismi perequativi.

La proposta: tornare alle Regioni e perequare – Occorre, secondo la SVIMEZ, “tornare ai contenuti effettivi delle riforme istituzionali del 2001, fortemente caratterizzate in senso regioni-centrico”: costruire il sistema dei tributi degli Enti territoriali a partire dalle Regioni (art. 117, comma 3, della Costituzione); applicare le regole perequative che la Costituzione e la stessa legge delega sul federalismo fiscale (L. 42/2009) definiscono.

“Con la riforma del Titolo V della Costituzione abbiamo stabilito regole finanziarie diverse e più avanzate – scrive la SVIMEZ – ma stiamo facendo ogni sforzo per non applicarle in concreto”.

 

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