Inquietudini nel centrosinistra a Cosenza

12 04 2011

di Anna Falcone

I fatti degli ultimi giorni dimostrano come le divisioni cercate e coltivate nello schieramento di centro-sinistra, in occasione delle prossime elezioni amministrative della città di Cosenza, siano chiaramente riconducibili non a diverse visioni programmatiche, bensì ad un preciso disegno di potere architettato da alcuni esponenti della vecchia politica, sordi e ciechi davanti alla prepotente richiesta di cambiamento e responsabilità politica proveniente dai cittadini, unicamente preoccupati della perpetuazione del proprio potere personale e – con essa – del peggiore ceto politico degli ultimi anni.
Anche per interposta persona.
Anche al di fuori dalla coalizione del centrosinistra.

Le scelte adottate in funzione di una rottura fermamente ricercata con la già costituita coalizione di centro-sinistra – e nel più pieno dispregio delle deliberazioni democratiche adottate al suo interno – lasciano  pochi dubbi su quale sia, per alcuni, il vero alleato da sostenere e quale l’avversario politico da vincere.
Sono dubbi con i quali non è possibile convivere ed in ragione dei quali siamo chiamati tutti a fare delle chiare scelte di coerenza e responsabilità politica.
Noi socialisti, che tanto abbiamo significato per questa città, non possiamo assumerci, per altri, la responsabilità di consegnarla a questo centrodestra ed a tutti gli interessi che lo sostengono.
Non possiamo avallarne la conseguente perdita di centralità strategica e di autonomia politica a livello regionale che una sua vittoria porterebbe con sé. Su questo orizzonte non sono consentite ingenuità o scommesse, né è pensabile subordinare il risultato della vittoria, la dignità e gli interessi del PSI alle piccole, discutibilissime, ambizioni personali di ancor più piccoli esponenti politici in cerca d’autore.

In questa scenario desolante, l’attuale dirigenza locale del Partito Socialista ha giocato un ruolo determinante ed irrispettoso della Storia e dell’identità di un partito che è stato, in altri tempi, esempio di lungimiranza, democrazia e libertà.
Ancor di più della dignità e buona fede di molti compagni, i cui nomi e passione politica sono stati spesi al servizio di chi – ormai estraneo al centro-sinistra – sperava dall’esterno di poterne tirare i fili, per imporre uomini e tattiche di potere già bocciate dalla cittadinanza.
In ultimo, la scelta di presentare, per poi ritirare a comando, la candidatura di Franz Caruso – compagno di grande valore e prestigio politico e personale, che avrebbe meritato ben altri scenari e altre chances – con contestuale appoggio alla candidatura Perugini, era, è e rimane una scelta verticistica e personale di pochi dirigenti. Una ‘strategia’ – come troppe ormai da tempo – non compartecipata e non condivisa da ampissima parte dei socialisti cosentini e degli iscritti al PSI.
È un fatto grave che espone il partito a giudizi pesantissimi da parte della cittadinanza e lo isola in una posizione debole, gregaria e senza sbocchi. Ancor di più perché si presta a letture di contiguità e sostegno a poteri che non ci appartengono e ad una coalizione, quella di centro-destra, che è e rimane l’unico avversario da battere.

Di ciò chiederemo conto nelle opportune sedi politiche ed istituzionali, prima ed a prescindere dall’esito delle elezioni.
Da tutto ciò prendiamo, io e molti altri socialisti, le distanze sentendoci liberi, fin da ora di adottare individualmente, e nel preminente rispetto della nostra identità e dignità politica, le decisioni più idonee per sostenere la vittoria del centrosinistra e l’unica candidatura legittima e democraticamente indicata dalla coalizione: quella dell’avv. Enzo Paolini, socialista e libertario, erede della migliore Storia di questo partito e della lezione di liberta, autorevolezza e autonomia che ha significato per il Sud e la per la città di Cosenza.
Mai come ora riteniamo sia indispensabile, per un definitivo riscatto del Mezzogiorno, dalla sua peggiore classe dirigente e dal predominio politico del Nord, lavorare per far emergere un ceto politico nuovo, credibile e finalmente libero da gioghi di vassallaggio verso le Segreterie politiche ad egemonia nordista e da ‘voti di silenzio’ verso la difesa degli interessi del Sud.

Anna Falcone
Partito Socialista Italiano

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