Nasce in Calabria il “Movimento per l’Autonomia del Sud” (ma non c’entra con l’MPA di Lombardo)

9 10 2010

Comunicato del Movimento per l’Autonomia del Sud

Non sono bastati 150 anni di storia unitaria per unificare realmente l’Italia. In tutti questi anni, infatti, nessun tentativo in tal senso convincente, al di là dell’esperienza del ventennio fascista, è stato realmente effettuato.
La politica di stampo secessionista, portata avanti dalla lega Nord, rischia di sfasciare la Costituzione prima ancora di averla attuata in tutte le sue parti.
L’Unità Nazionale, alla quale si sono ispirate le politiche dei governi del secondo dopoguerra, è rimasta un semplice obiettivo al quale tendere, mentre la questione meridionale continuava a languire all’ombra delle grandi clientele, molto attive nel tenere il Mezzogiorno assoggettato ai  potentati economici del Nord.
Serve dunque al Paese, prima che sia troppo tardi, una vera riforma costituzionale su base autenticamente Federale, che conceda alle aree socialmente ed economicamente omogenee, quella autonomia necessaria atta a consentire l’avviamento di politiche di coesione e di crescita culturale ed economica, in linea con i caratteri identitari e storici dei territori interessati all’autonomia.
 La riforma urge ad un Sud che da anni non costituisce più una semplice area di consumo dei prodotti del Nord, per via della crescita di realtà produttive altamente avanzate e competitive, ma pur sempre deboli, in quanto scarsamente coadiuvate da politiche di sostegno da parte di una classe dirigente inadeguata e collusa e da un apparato della pubblica amministrazione inefficiente e corrotto!
Assieme all’autonomia che non ha nulla a che vedere con il federalismo fiscale, serve al mezzogiorno uno scatto di orgoglio della sua parte migliore, serve un sussulto di dignità e coraggio da parte delle forze produttive, serve uno sforzo di coesione da parte dell’intellettualità che deve tornare a pensare e produrre da forza libera in una terra non più occupata, serve un programma di governo che tutte queste forze insieme devono elaborare, mettendo al centro il bene comune, vero tesoro dei giovani, al di sopra del bene dei singoli.
Un programma ricco di “fede pubblica”, partecipato e condiviso che, bandendo per sempre arrivismi e clientele, dovrà mettere al centro:

    * Un piano di sviluppo basato sulla valorizzazione delle risorse presenti nel Mezzogiorno che veda come unici protagonisti, gli imprenditori locali;
    * La costituzione di una fondazione dedita alla ricerca, partecipata  dalle istituzioni locali, dal mondo economico ed imprenditoriale, dagli istituti di ricerca, capace di fornire conoscenze e know how, all’imprenditoria innovativa del Mezzogiorno;
    * Un solido sistema di formazione basato su Università riformate, ispirato dalla società del lavoro e della produzione, alla quale va riconosciuto il primato;
    * Un piano di bonifica ambientale che levi il degrado prodotto da discariche, impianti inquinanti, interventi generalizzati di abuso edilizio e saccheggio del territorio;
    * Un sistema sanitario efficiente, sviluppato, di eccellenza, accessibile a tutti, a prescindere dalle condizioni economiche che eviti, nel futuro, viaggi della speranza fuori dal Mezzogiorno;
    * Un piano straordinario per l’occupazione, attraverso la creazione di lavoro “vero”, da ottenere mediante:

         1. Interventi di sostegno all’impresa artigiana, vera ricchezza di una economia basata su produzioni diffuse e di qualità;
         2. Interventi di sostegno all’agricoltura che nel Mezzogiorno dovrà rilanciare un sistema agroindustriale competitivo, di qualità, soprattutto in previsione della fine dei sostegni Comunitari, contro gli allevamenti senza terra e gli o.g.m., autentiche fonti di pericolo per la salute dei consumatori;
         3. Interventi di sostegno ad un turismo orientato alle ricchezze culturali, ai beni ambientali e paesaggistici, ai giacimenti archeologici, al benessere ambientale delle aree protette, numerose e di grande qualità nel Mezzogiorno;
         4. Interventi tesi a sviluppare l’industria delle energie da fonti rinnovabili, solare, eolico,  fotovoltaico, puntando alla creazione di una imprenditoria diffusa nel settore, in grado di sostituire in larga misura, gli attuali esclusivi produttori che corrispondono alle multinazionali del settore;
         5. La costituzione di un sistema creditizio a supporto dello sviluppo, ispirato al modello del microcredito, tipicamente solidale.

Sugli obiettivi annunciati è aperto il confronto con quanti vorranno partecipare con propri contributi ai dibattiti del Forum, previa sottoscrizione del presente manifesto.
Successivamente, con quanti avranno aderito, si passerà alla fase della strutturazione organizzativa del movimento che dovrà partecipare alle prossime competizioni elettorali, a partire da quella Amministrativa del prossimo anno.

(fonte: http://www.movimentoautonomiadelsud.org/)

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One response

9 10 2010
corinina

Sono d’accordo con questo programma d’autonomia che coinvolga le forze produttive ed oneste della Calabria,ma senza tentennamenti e con molto coraggio. Importanti sono però non solo le idee ,ma come esse si tradurranno in prassi e trasformeranno la mentalità dormiente degli abitanti.

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