Lamezia Terme, raccontata da un giovane lametino

16 08 2010

di Francesco Murone*

Voglio parlarvi della città in cui sono nato e vivo, Lamezia Terme. Conta ben 70.000 abitanti, è il terzo centro abitato della Calabria e polo industriale e commerciale di primaria importanza per il meridione grazie anche all’aereoporto internazionale. Ma a parte queste cose Lamezia si trova adagiata su monti verdi e bellissimi, si butta nel mare e si stende su una vasta pianura. Una terra splendida, davvero!

A Lamezia si vive benissimo, sento dire. Lamezia è una città tranquilla, sostengono altri. Però, però, però molte volte a Lamezia Terme ci si dimentica di un piccolissimo problema, irrilevante quasi, che viene trattato con indifferenza visto che è di poco conto. Questo problemuccio si chiama ‘Ndrangheta, ed è talmente piccolo che fattura annualmente il 6% dell’intero PIL italiano.

A Lamezia le principali cosche, quelle dei Giampà, Torcasio, Cerra, Iannazzo, Mercuri, Pagliuso e Torchia si spartiscono spesso il potere con varie alleanze. Ora, se un lametino, un ragazzo della mia età, leggesse soltanto questi nomi, sbiancherebbe! Perché? Perché qua si muore dalla paura, e non è un modo di dire! Qui le cosche agiscono indisturbate a causa dell’omertà!

Ma continuiamo con il giro della città, sveliamo un pò di usanze e di abitudini!

A Lamezia sono più rispettati i figli dei boss che i ragazzi per bene, però i primi stranamente girano solo in gruppi ben nutriti.

A Lamezia ci sono fruttivendoli proprietari di ville enormi e di auto di lusso.

A Lamezia ci sono 38 sportelli bancari che denunciano un giro di denaro molto più alto rispetto al prodotto della città, chissà da dove provengono questi soldi?

A Lamezia ti picchiano per un sì o per un no.

A Lamezia vieni catapultato nel mondo violento della ‘Ndrangheta da bambino, puoi uscirne o rimanerci per sempre.

A Lamezia i giovani vanno via il prima possibile.

A Lamezia ci vuole più coraggio ad essere onesti che a diventare mafioso.

A Lamezia l’ex consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni della Mafia.

A Lamezia offendere un santo fa più scandalo di un morto ammazzato.

Io so tutti i problemi della mia terra. Li conosco bene, ci vivo, guardo negli occhi queste persone. So solo che, comunque vada, io resterò qua, in Calabria. Andrò via solo per studiare. Ma prometto alla mia terra che non la abbandonerò mai.

Io, Francesco Murone, NON BACIO LE MANI!

*Attivista Lamezia Terme – Movimento antimafie “Ammazzateci tutti”

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2 responses

18 09 2012
Massimo Di Stefano

10 – 100 – 1000 – Ciccio Murone 🙂

20 09 2012
Raffaello Conte

attenzione a non imparare a vivere di “antimafia”.Apprezzo comunque.

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