Ritornano i piemontesi!

3 07 2010

di Giovanni Pecora

Nella migliore tradizione meridionale, e calabrese in particolare, leggo di indignate risposte al ministro Tremonti che ha definito “cialtrona” la classe politica meridionale. Ma le risposte piccate mi appaiono in molti casi legate ad un insulso senso di “intrusione” di un estraneo nelle cose di casa nostra, come a dire “che siano cialtroni lo sappiamo, ma tu non ti puoi permettere di dirlo perchè non sei meridionale come noi“.
Si attiva lo stesso istinto di linea materna che giustifica “a prescindere” i propri rampolli per le loro malefatte, anche quando hanno torto, per la logica di appartenenza alla “famigghja” da cui prende origine anche il fenomeno mafioso.

Noi cerchiamo di essere invece “calabresi nuovi”, e andiamo dritti al merito delle affermazioni di questo ministro dell’economia (del nord):

1 – E’ vero che le regioni del Sud non riescono a spendere i fondi dell’Unione Europea?

Risposta: DEVE ESSERE VERO PER FORZA.

Un ministro dell’economia che dicesse cose false in questo senso non solo si esporrebbe alla reprimenda degli accusati, che dimostrerebbero il contrario con carte alla mano, ma soprattutto si esporrebbe ad una figura terribile da incompetente a livello europeo, e di converso esporrebbe l’apparato amministrativo economico del Governo ad una preoccupante dimostrazione d’incompetenza (o di malafede nei conti) che farebbe scattare verso l’Italia la lente d’ingrandimento usata dall’UE per smascherare i conti truccati della Grecia.
Quindi preoccupiamoci di spingere i nuovi amministratori alla massima diligenza in questo senso per il bene della Calabria, anche perchè è meglio evitare la polemica politica “a prescindere”, visto che ci vorrebbe una bella faccia tosta a difendere i fallimentari governi regionali di centrosinistra di Campania e Calabria, tanto per fare due nomi.

 2 – I soldi si sono persi, e non possiamo recuperarli?

Risposta: FALSO.

Le Regioni potrebbero sempre attingere ai finanziamenti UE per tutti i fondi ancora disponibili. Quindi basterebbe rimboccarsi le maniche e l’invettiva tremontiana si trasformerebbe in una salutare tiratina d’orecchi.
Peccato che però una larghissima fetta dei fondi UE destinati alle regioni del Sud non è più, in atto disponibile.
Perchè ce li ha ritirati l’Unione Europea?
No. Perchè ce li ha SFILATI DI TASCA proprio l’ineffabile ministro Tremonti! Parlo dei Fondi F.A.S. (Fondo per le aree sottoutilizzate), che per l’Italia ammontano a circa 65 miliardi di euro dei quali l’85% era destinato proprio alle regioni del Sud. In atto questi Fondi non solo non sono stati resi disponibili alle Regioni del Sud che ne avevano diritto, ma addirittura saranno bloccati per le Regioni con un deficit sanitario troppo elevato: Lazio, Campania e Calabria.
E mentre i governatori delle regioni interessate allo “scippo temontiano” discutono e si agitano, l´ammontare della cifra iniziale continua ad assottigliarsi: finora il governo ha attinto a questo Fondo, infatti, per un totale di 11,335 miliardi (dato riferito al primo semestre 2009, ultimo disponibile).

Nel dettaglio, la sola manovra triennale approvata l’anno scorso ha sottratto al Fondo F.A.S. circa 7,7 miliardi.
A questi si sono aggiunti 450 milioni per la crisi dei rifiuti in Campania (Dl 93/2008), un miliardo per la parziale copertura del taglio Ici (Dl 93/2008), 240 milioni di euro per crisi rifiuti di altre città del Mezzogiorno, (Dl 97/2008).
Infine ci sono i quasi 2 miliardi di tagli al Fas contenuti nel Dl 154/2008: questo decreto detrae 780 milioni di euro per l´anno 2008 e 525 milioni per l´anno 2009 a copertura da un lato dei minori introiti dell´Ici per i Comuni, dall´altro dei maggiori oneri per il servizio sanitario nazionale (ticket).
Sempre nel Dl 154 sono previsti tagli di 500 milioni per il 2008 in favore del Comune di Roma e 140 in favore del Comune di Catania, anche questi sottratti al Fas.
Insomma, siamo al paradosso: ci chiamano cialtroni perchè “non spendiamo” i finanziamenti UE, ed invece ci fanno pagare CON I NOSTRI SOLDI LA LORO INCAPACITA’ DI AFFRONTARE LA CRISI ECONOMICA E CI FANNO FINANZIARE LA LORO “CRICCA” LEGATA AL CARROZZONE DELLA PROTEZIONE CIVILE!

C’è una bellissima canzone che circola in rete in questi giorni: è della cantastorie-cantautrice calabrese Francesca Prestia “SE NUI SIMU BRIGANTI, VUI CHI SITI?” (la potete ascoltare qui: http://www.youtube.com/watch?v=trxun4NaWYs). Adesso possiamo rispondere, su queste basi oggettive di valutazione, a Tremonti: “SE NUI SIMU CIALTRONI, TU CHI SSI’?”.

 3 – Ma è vero che la classe politica del Sud è fatta da “cialtroni”, come dice Tremonti?

Risposta: FALSO, ma spero solo perchè l’economista Tremonti zoppica un po’ in italiano e non conosce il significato dei termini che usa.

Difatti “cialtrone” significa “persona vile e abietta, perloppiù sudicia ed accattona. Persona pigra e trasandata, priva di serietà e di impegno”.
Se Tremonti conoscesse bene il termine “cialtrone” e lo avesse usato con cognizione, allora dovremmo rispondergli sprezzantemente solo “bugiardo!”.
Infatti di tutto può essere accusata la classe politica calabrese, e meridionale in genere negli ultimi vent’anni almeno, tranne che di essere “sudicia, accattona, pigra e priva d’impegno”.
Basta guardare alle fortune personali che alcuni politici sono riusciti ad accumulare in questi vent’anni, da che erano con le pezze al culo, e per la maggior parte di essi senza avere né arte né parte, come si dice, per capire che tutto sono stati meno che pigri e privi d’impegno.
Il problema è che il loro iper-attivismo ed il loro impegno l’hanno utilizzato per arricchirsi, e non per arricchire la loro terra.
Tremonti avrebbe potuto chiamarli con mille ingiurie, “LADRI, FARABUTTI, AFFARISTI, FACCENDIERI, INTRALLAZZATORI, TRADITORI, COLLUSI CON LA MAFIA…” e decine, forse centinaia di loro non avrebbero potuto battere ciglio.
E noi meno che loro, perchè ogni popolo ha la classe politica che si merita. Se gente così ci ha amministrati per decenni la colpa è solo nostra, che li abbiamo eletti.
Quindi avremmo dovuto abbassare la testa in silenzio.
Ma quel termine, “cialtroni”, ci offende al di là delle nostre indubbie responsabilità, perchè ha un marcato significato razzista, dispregiativo per le persone, per la cultura, per le tradizioni meridionali.
Il suo intento non è quello di “sgridare” cattivi amministratori, ma di umiliare un intero popolo.
E’ lo stesso urlo sguaiato, da osteria del porto, di Bossi, Calderoli, Salvini, Borghezio quando cantano oscenamente “Noi non siamo napoletani…“.
E’ perfettamente nel solco della storiografia bugiarda e vile dei “piemontesi” dopo il saccheggio infame e sanguinario di uno Stato sovrano, del pacifico e ricco Regno delle due Sicilie, quell’atto di pirateria internazionale chiamato “Unità d’Italia”: prima ci derubano, e poi ci chiamano straccioni.
Adesso prima ci scippano i Fondi F.A.S., e poi ci chiamano “cialtroni” perchè non li abbiamo spesi.
E mentre ridono, vìolano l’art. 119 della Costituzione, proprio quello che è posto alla base del federalismo regionale, quello che loro predicano di volere ad ogni costo. Non prima però di averci fottuto per l’ennesima volta, come nel 1860 e nel 1946.
Mi sembra di sentire la grassa e sguaiata risata di Bossi nell’ascoltare l’invettiva del leghista con la “evve” moscia.

 E adesso?

E adesso se noi meridionali non ci ribelliamo, se non mostriamo i muscoli ed il cervello di cui siamo dotati quanto è più di loro, mi spiace dirlo, ma fanno bene a fotterci.
Che ci piaccia o no noi siamo in guerra, in una guerra che ancora una volta non abbiamo dichiarato né cercato, ma che ci ritroviamo nelle nostre città, nelle nostre strade, nelle nostre case.
150 anni addietro ci colpirono a tradimento comprandosi i servigi di generali vigliacchi e traditori, di ministri rapaci ed incapaci, di una classe dirigente molle e senza spina dorsale.
Oggi stanno per colpirci a sberle e calci in culo, chiamandoci “cialtroni” e contando sul fatto che i nostri rappresentanti presenti sono legati mani e piedi al potere berlusconiano, e quelli passati hanno puntata alla tempia la pistola di un passato di latrocini ed imbrogli che impone loro un basso profilo ed il silenzio dei colpevoli.

Non tutti, ovviamente.
Ma dei politici che pur “tecnicamente” onesti non hanno mai alzato il dito contro le ruberìe dei loro colleghi, non li hanno mai denunciati per un frainteso “spirito di casta”, io francamente non so cosa farne né mi aspetto nulla di autenticamente onesto.
Se vogliamo partire alla controffensiva contro i poteri forti del nord leghista possiamo solo contare su noi stessi, sul popolo calabrese e meridionale che ha fino ad oggi subìto l’ipnosi del potere, della cupola politico-affaristico-mafiosa che ha governato la Calabria negli ultimi vent’anni prendendoci in giro con il giochetto “maggioranza-opposizione” per tenere sempre in mano la barra del timone.
Se vogliamo essere credibili, e soprattutto se non vogliamo essere presi ancora a coltellate alla schiena dai nordici per il tradimento di vigliacchi nostri conterranei, come già avvenuto nel passato, dobbiamo prima di tutto mettere a posto le cose in casa nostra.
Dobbiamo renderci conto che qui stavolta o si cambia, o si muore.

Loro, gli odierni “piemontesi”, sono sempre gli stessi, egoisti e rapaci, pronti ad approfittare delle nostre debolezze per farle diventare loro punti di forza: ed in questo momento il “ventre molle” del Sud è proprio la classe politica, che se non dà immediati e fortissimi segnali di indipendenza dalle appartenenze politiche quando in ballo c’è l’indipendenza ed il futuro della propria terra, del futuro dei propri figli, della stessa sopravvivenza del meridione d’Italia, deve essere immediatamente spodestata e scacciata via con disonore. E per farlo dobbiamo però organizzarci come movimento di popolo, come abbiamo dimostrato in passato di saper fare per una causa non grave e non mortale come quella che ci sta di fronte adesso, come abbiamo dimostrato di essere pronti ad affrontare a mani nude anche i carri armati ed i reparti militari in assetto di guerra.
Dalla Calabria, la terra fiera di quei partigiani eroici che i piemontesi chiamarono “briganti”, deve partire immediatamente un segnale che gli metta paura, un rumore sordo di rabbia che monta dalle viscere, che da un momento all’altro potrebbe esplodere in un ruggito terribile di rabbia mortale.
Noi non abbiamo nella nostra storia né velleità di conquista, né predisposizione genetica alla guerra, né aggressività verso i nostri vicini.
Noi siamo sempre stati bene nella nostra terra, con i nostri difetti e le nostre virtù, e quando abbiamo usato la forza l’abbiamo fatto solo per difenderci dalle aggressioni. Ed in quei casi siamo diventati veramente feroci, invincibili, e nemmeno il grande esercito di Roma imperiale è riuscito mai a sottometterci, e dopo le “scoppole” prese nel Sannio e nei monti della Sila e dell’Aspromonte, hanno preferito stipulare trattati di alleanza riconoscendo alle nostre città dignità di “civitas romana”, la stessa dignità di Roma stessa.
Altro che cialtroni!
Noi dobbiamo ricordarci del nostro onore, della nostra forza, della nostra intelligenza, e dobbiamo comprendere che se non ci opponiamo con tutte le nostre forze, con tutti i mezzi a quest’offensiva leghista del finto “federalismo” a senso unico, stavolta il Sud morirà.
E sarà solo, per l’ennesima volta, non merito dei nostri nemici, ma demerito nostro.

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9 responses

3 07 2010
jenne andrews

Seguo con interesse il tuo blog. Sono stato alla ricerca di un calabrese da tempo perduto – un uomo buono, una persona meravigliosa. Ammiro la vostra devozione alla Calabria. La tua analisi è approfondita e illuminante. Spero e prego ogni giorno che le cose migliorino per il sud. Sto scrivendo un romanzo su questa bella regione e la mafia calabrese. Continua!
xjen

3 07 2010
Direttore

Grazie dell’incoraggiamento e dei complimenti. Noi andiamo avanti.

3 07 2010
Luciano Raso

Carissimo Giovanni,
mi permetto di darti del tu, perchè sento una vicinanza con chi da il suo meglio per il bene della Calabria. Cominci l’articolo ammettendo che tremonti potrebbe avere ragione, ma poi vai avanti attaccandolo in maniera quasi infantile, fino ad appellarti al significato etimologico della parola cialtrone. E cosa fai quindi? ti schieri, come tutti, dalla parte dei cialtroni, che però sono “i nostri cialtroni”. come hai riassunto tu in una espressione che condensa l’idea, ” che siano cialtroni lo sappiamo, ma tu non ti puoi permettere di dirlo perchè non sei meridionale come noi“.
Bene allora, stai con bova, con loiero e con gli altri “tuoi” cialtroni. Io invece qui sto con la lega, che si è rotta di pagare tasse che vengono sprecate da cialtroni. E se per la lega è solo uno spreco di soldi, per chi vive in calabria è doppio danno: soldi sprecati e niente servizi.
La canzone l’ho ascoltata: pessima, mi ha fatto solo arrabbiare e mi ha dato il senso che non cambierà niente. “cu fatica cu na dignità”, come dice la canzone, chi lavora onestamente, non fa che riempire il piatto di chi invece si ingrassa e non dice neanche grazie. Non basta lavorare onestamente, bisogna informare, organizzarsi, partecipare. Quello che già fai, caro Giovanni, ma per favore non cadere nel tranello, non spendere nemmeno una parola in difesa de “i nostri cialtroni”.
Un cordiale saluto
Luciano Raso

3 07 2010
Direttore

Secondo me c’è un po’ di confusione, ma possiamo chiarirci subito le idee.
Tremonti non ha usato una terminologia tecnica, adeguata al suo ruolo istituzionale, ma ha ruttato per compiacere i suoi compari della Lega, che si divertono ad insozzarci di insulti.
Io preferisco pensare che Tremonti non conosca il significato della parola “cialtrone” che ha usato per offendere non i politici, ma tutti i meridionali, perchè altrimenti lo dovremmo riempire di altrettante male parole.
Ho scritto, mi sembra con sufficiente chiarezza, che se avesse definito i politici calabresi “LADRI, FARABUTTI, AFFARISTI, FACCENDIERI, INTRALLAZZATORI, TRADITORI, COLLUSI CON LA MAFIA…” non avrei battuto ciglio, perchè avrebbe fatto riferimento a misfatti legati alle loro indegnissime persone ed al ruolo che hanno svolto in politica.
Ma “cialtrone” ha un retrogusto razzista, legato ai presunti usi e costumi di un intero popolo, che solo un ignorante (o un farabutto se consapevole) può usare con tanta leggerezza.
Tu sei con la Lega, e questa è una tua libera scelta, che mi lascia molto, molto amareggiato, ma che non posso certamente sindacare.
Certo, un meridionale che sta con i “piemontesi” (intesi come eredi di chi, 150 anni fa, ci ha assaliti a tradimento, con una guerra mai dichiarata ad un pacifico Stato sovrano pieno di risorse economiche ed industriali) mi fa specie, non posso negarlo.
Se non ti offendi, faccio un semplice paragone esemplificativo, è come se il figlio di una vittima della mafia entrasse nella cosca mafiosa di chi ha assassinato il padre, magari solo perchè i cosiddetti “valori” di cui si riempiono la bocca i mafiosi sono giusti e condivisibili.
Ma io non voglio convincerti di nulla, per carità. Voglio solo dirti che siamo tutti dalla stessa parte, e che le prime vittime dello sfascio politico-amministrativo del Sud (io lo scrivo sempre con la maiuscola) siamo noi meridionali, non i leghisti.
Ci vuole poco per capire che io, che abito in provincia di Reggio Calabria, pago le stesse identiche tasse che paga un leghista a Milano o a Torino, con la differenza che se ho una malattia grave in famiglia devo correre a Milano o a Torino, se ho bisogno di una Tac o una Risonanza me la prenotano oggi per il prossimo marzo 2011, che se devo percorrere i 50 km che separano la mia cittadina da Reggio ci metto un’ora e un quarto sulla Salerno-Reggio, se mi va bene, e se voglio mettere su un’impresa devo mettere in conto che dopo sei mesi un mafioso busserà alla mia porta.
E pago le tue stesse tasse, identiche, Luciano, e questo è profondamente ingiusto.
Senza andare per le lunghe: io non solo sono d’accordo con il federalismo, ma andrei anche oltre: le grandi, laboriose, perfette regioni del nord hanno il diritto di fare Stato a sé, senza la palla al piede di noi terroni.
Perciò dividerei serenamente l’Italia in due Stati federali sovrani, uno del Nord (Piemonte, Lombardia e Veneto) ed il resto del Sud.
Un’unica cosa, piccolissima, metterei come propedeutica a questa separazione consensuale: che vengano restituite al Sud non le fabbriche, le industrie, gli opifici trasferiti al Nord dopo l’Unità d’Italia (quello che è perso è perso per sempre), ma almeno i tesori monetari e di preziosi che il predone piemontese ha rubato e saccheggiato nelle casse delle Banche del Sud e del Re delle due Sicilie, che Pino Aprile, autore del best seller “Terroni” giunto in questi giorni alla decima ristampa (che se potessi ti regalerei io stesso, te lo giuro), ha calcolato in circa 450 miliardi di euro al cambio attuale.
E’ un bella cifra, Luciano, ma non è poi tantissimo per togliere dai profumati piedi nordici questa palla di piombo di noi “sudici”. Vi faremmo anche dieci comode rate, magari… e poi VIA! Fora de’ ball i terun! Pensa che bello!
A quel punto, mettendo in pari il furto perpetrato, potemmo veramente partire tutti dalla stessa linea di partenza. E vinca il migliore.
Io sono un inguaribile ottimista, e sarei pronto a scommettere che in vent’anni il Sud doppierebbe il PIL del Nord, con tassi di crescita “cinesi”.
Ma per fare la corsa assieme non possiamo correre dopo che i tuoi amici “piemontesi” ci hanno sparato a tradimento alle gambe, non pensi?
Poi è vero che tutto il resto è stato opera nostra. Ma ti rendi conto di quanti Luciano Raso abbiamo perso in 150 anni?
Ti rendi conto che emorragia di intelligenze, di forze giovani subiamo ogni anno qui al Sud?
Io Luciano Raso, con la sua rabbia, la sua voglia di lavorare, lo volevo QUI, CON ME a combattere, non ad ingrossare le file leghiste.
La colpa di questo non è né tua né mia, Luciano.
Visto che sei attento, vai su Youtube e guarda questo filmato di Alberto Angela, che è un giornalista serio e non del Sud, quindi non di parte: http://www.youtube.com/watch?v=WE-h12f-Mfs
Poi, se ne avrai voglia, ascolta questa intervista a Pino Aprile (che oltre che scrittore è giornalista ed è stato direttore di Gente e vice direttore di Oggi) fatta dalla trasmissione Mizer del Tg2 un mese fa (è divisa in tre parti)
1 – http://www.youtube.com/watch?v=gG5fQG-c1m8
2 – http://www.youtube.com/watch?v=Ls1xgDRUs0Q
3 – http://www.youtube.com/watch?v=GKYQoSzHAR8

Alla fine, se vorrai e ti farà piacere, riscrivimi cosa pensi di tutto questo.
Ho fiducia nella tua coscienza e nella tua buona fede. Secondo me anche tu, come me fino a qualche mese addietro, sei meridionale e non lo avevi capito.
Aspetto fiducioso, e con grande stima.

5 07 2010
giovanni

direttore, è possibile che sta sempre a giustificare le malefatte dei politici calabresi? ma lei non ha un pò di giudizio oggettivo? il suo assunto preferito recita “Non è che se uno è calabrese è un cialtrone”, ma io le chiedo: da calabrese quando guarda programmi di inchiesta giornalistica seria (non gazzetta del sud) come report, anno zero, ballarò, che indagano sui nostri politici (Iacona ci ha dedicato 3 puntate di Viva L’italia), non ha vergogna? lei mi può rispondere che si tratta solo dei politici; ma chi li vota a sti politici? lei che era nella margherita, a chi ha dato il voto se non ad Agazio Loiero? e poi OGNI POPOLO HA IL REGNANTE CHE MERITA. Dica la verità, lo ammetta che in Calabria siamo tutti gli stessi!!!!!! Tutti chiediamo favori e raccomandazioni, e tutti abbiamo dei santi protettori (al momento mi sembra che il suo è Scopelliti). La lega è lo schifo di italia, ma quando parla del sud non possiamo dargli torto, e poi la calabria ha dato una notevole mano per vincere le elezioni nazionali alla coalizione di centro-destra (perchè siamo ignoranti, mafiosi e lecchini). Lei si attacca ancora al 1861…………..ha ragione! come hanno ragione la puglia, la Cina e Il brasile. Ma si è chiesto come mai la PUGLIA sta andando avanti e noi no? perchè la PUGLIA ha eliminato quasi totalmente il problema mafia e noi no? perchè la puglia da soldi ai giovani pugliesi in giro per il mondo per farli tornare a LAVORARE A CASA? Cosa mi risponde, che Cavour aveva casa a gallipoli?
L’ onestà intellettuale è la cosa che le manca…..mi spiace

6 07 2010
Direttore

Che bel commento, schietto e senza ipocrisie e salamelecchi!
Mi dà la carica e la voglia di replicare come piace a me, senza peli sulla lingua, “a muso duro”, come direbbe il grande Pierangelo Bertoli.
Allora, vediamo carissimo omonimo Giovanni, di darle soddisfazione punto su punto.

1 – Cito “è possibile che sta sempre a giustificare le malefatte dei politici calabresi? ma lei non ha un pò di giudizio oggettivo?
Se lei ha un po’, ma proprio un pizzico, di pazienza e va a guardarsi a ritroso il nostro archivio in questo blog, troverà articoli che mi sono costati una mezza dozzina di querele, delle quali una ancora in corso da parte dell’ineffabile “professor” Enzo Ciconte, grande businessman dell’antimafia nazionale (attenzione: non uso la trita espressione sciasciana utilizzando appositamente un termine anglosassone che renda meglio l’idea). E sa, Giovannino, perchè Ciconte mi ha querelato? Proprio perchè ho criticato, nel suo caso, la sua nomina (fatta personalmente da Agazio Loiero (metta un asterisco a questo nome, per favore, che poi ne riparliamo) a consulente antimafia della non meglio identificata “Consulta Regionale Antimafia” (da non confondere con la Commissione Regionale Antimafia, che è un’altra cosa), e gli ho chiesto cosa avesse lui prodotto per la nostra Calabria per giustificare il fatto che dal Bollettino Ufficiale avevamo letto che lui ed il suo compare-collega Pino Arlacchi avevano ricevuto per un anno 150.000 euro. Io, che mi onoro di far parte di quell’antimafia sociale che non è a busta paga di nessuno, andrò davanti ad un giudice NON perchè il Ciconte abbia negato di aver percepito l’emolumento regionale, NON perchè Ciconte mia abbia contestato la mia asserzione di sua nullafacenza, ma perchè io avrei affermato il falso in quanto i 150.000 euri non erano divisi esattamente a metà, e lui ne avrebbe percepito “solo” 63.000.
Quindi, se mi permette, io non solo ho scritto fiumi di parole contestando la classe politica calabrese (lo verifichi da solo), ma ho pagato anche le conseguenze per questa mia “verve” giornalistica.

2 – Cito “quando guarda programmi di inchiesta giornalistica seria (non gazzetta del sud) come report, anno zero, ballarò, che indagano sui nostri politici (Iacona ci ha dedicato 3 puntate di Viva L’italia), non ha vergogna? lei mi può rispondere che si tratta solo dei politici; ma chi li vota a sti politici? lei che era nella margherita, a chi ha dato il voto se non ad Agazio Loiero?
E secondo lei quando vedo le inchieste sui disonesti dovrei gioire? Certo che mi vergogno, come tutti i calabresi onesti e che hanno messo a disposizione della loro terra la loro onestà, ricevendone in cambio solo insulti, minacce, querele, e chi più ne ha più ne metta.
Ma la mia vergogna è temperata da due cose: la prima per il fatto che io non mi sono messo alla finestra, girando i pollici, pronto solo a criticare chi sbagliava, ma ci ho messo la faccia e tutto me stesso nella battaglia per fare una Calabria migliore: innanzi tutto accettando di candidarmi personalmente in una scommessa di cambiamento che aveva come punto di riferimento il mio amico Franco Fortugno, e quindi nella Margherita con lui; poi sappiamo tutti come è andata a finire, e la tragedia ha sommerso sogni e speranze. Quindi favorendo in ogni modo e con ogni sacrificio personale la nascita del movimento dei giovani antimafia chiamato “Ammazzateci tutti”, di seguito creando una piccola organizzazione di associazioni, movimenti, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti, professionisti, studenti, professori… chiamata Rete per la Calabria (di cui questo blog è il riferimento online). Quindi posso vergognarmi di loro, di quella che per anni abbiamo definito “la classe politica più inquisita d’Europa”, ma almeno posso provare, con carte alla mano, che il sottoscritto e tantissimi altri amici siamo “altro” rispetto a quella Calabria dei disonesti.
La seconda cosa che tempera la mia vergogna è il fatto che NESSUNO mi può accusare di aver percepito un centesimo per la mia attività politica, o derivante da essa: MAI una consulenza, MAI una nomina in un Ente, MAI un appalto è scappato sotto sotto. Ed i miei voti, come li ho dati certamente a Loiero, allo stesso modo glieli ho potuti negare alla tornata successiva.
Le sembra una cosa da poco? Non credo proprio. Una cosa così la può fare solo chi ha la schiena dritta e le tasche vuote, glielo assicuro. Non so lei, ma io sono proprio in questa condizione privilegiata.

3 – E veniamo ad un punto “bollino rosso”.
Cito: “Dica la verità, lo ammetta che in Calabria siamo tutti gli stessi!!!!!! Tutti chiediamo favori e raccomandazioni, e tutti abbiamo dei santi protettori (al momento mi sembra che il suo è Scopelliti)”.
Ahi Ahi Ahi, signor Giovanni! Questo è un autogol! E sa perchè? Perchè evidentemente LEI si identifica in questa zozzeria immonda dei favori, delle raccomandazioni, dei “santi protettori”. Lo dice LEI, non io che non sapendo neanche chi lei sia non potrei permettermi di dirlo.
Ma, come si dice, “parli per lei”, per piacere!
Le risulta forse che il sottoscritto abbia ottenuto favori, o qualcosa da raccomandazioni o da “santi protettori”?
Se è così la invito a sputar fuori il rospo, senza problemi di sorta.
Anzi, diciamo che LA SFIDO a far sapere ai nostri amici lettori, senza nessuna censura su queste pagine, a suo piacimento, se le risulta qualcosa in questo senso a mio vantaggio. Ma non negli ultimi cinque anni, DA SEMPRE. Compresa anche la recente scelta del “santo protettore” Scopelliti.
Naturalmente intendo FATTI, non fumose teorie massificanti, per cui nella notte nera tutte le vacche sono grigie.
Il mio brano preferito, diciamo il mio “inno personale” perchè scherzo sul mio cognome, è di Francesco Guccini e si intitola “Canzone di notte n. 2”. C’è il ritornello che ad un certo punto dice:
“Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori
e spento i vostri ardori
e’ bello, ritornar normalita’
e’ facile tornare con le tante
stanche pecore bianche.
scusate, non mi lego a questa schiera:
morro’ pecora nera”.

Forse non sarò una “pecora nera”, sarò rossa come nella mia scherzosa foto su Facebook, ma certamente di questa mia “diversità”, proprio perchè vivo ed opero in una regione difficile come la Calabria, ne faccio orgogliosamente una bandiera, e non permetto a NESSUNO di schizzare fango impunemente sulla mia morale personale e sulla mia etica pubblica.
Almeno i sacrifici e la mia scelta della povertà francescana serviranno a questo orgogliosa e piccata risposta, perbacco.

4 – Penultima citazione: “perchè la PUGLIA ha eliminato quasi totalmente il problema mafia e noi no? perchè la puglia da soldi ai giovani pugliesi in giro per il mondo per farli tornare a LAVORARE A CASA? Cosa mi risponde, che Cavour aveva casa a gallipoli?”.
Allora. Mi sembra di capire che sul fatto che il Sud sia stato bottino di guerra dei “piemontesi” siamo d’accordo.
Certo, dopo 150 anni dall’unità d’Italia l’unico dato certo è che il Sud – inteso globalmente come economia delle sette regioni che componevano il Regno delle due Sicilie – è molto più povero e disastrato oggi di allora (naturalmente in proporzione, eh? Tutto va contestualizzato ai tempi).
Poi è vero che il Sud ha oggi un’economia a macchie di leopardo, con piccole aree di soddisfacente progresso in un grande deserto di miseria e disoccupazione.
E’ vero, alcune aree della Puglia (come dell’Abruzzo, della Campania e della Sicilia) hanno “spruzzate” di benessere dovuto a situazioni contingenti, alcune delle quali, purtroppo, stanno per sparire come le aree industriali di Bagnoli, di Termini Imerese, dell’Ilva di Taranto, della filiera dei salotti in Puglia.
E’ altrettanto vero che la Calabria ha avuto solo aborti di sviluppo, come l’area dell’industria chimica di Crotone, le truffe dell’ex SIR di Lamezia e di Saline Ioniche, l’obbrobrio della privatizzazione del porto di Gioia Tauro (ma a questo punto mi viene il dubbio che almeno ora lavorano un migliaio di persone e si arricchisce un privato, ma se fosse rimasta nelle grinfie dei politici calabresi avremmo oggi un migliaio di disoccupati in più ed un paio di politici più ricchi di quanto già siano), le aziende della zona industriale e manifatturiera di Reggio tutte in crisi, O.ME.CA. e Officine Grandi Riparazioni in testa.
Infine è vero che la Puglia ha avuto in Nichi Vendola un ottimo governatore, ma questo riguarda solo gli ultimi cinque anni. Certo, cinque anni avanti loro, cinque anni indietro noi, in totale fa dieci. E si vedono.
Che devo dirle?
Ho appoggiato Peppe Scopelliti per un motivo molto semplice: non per affinità politiche, nè per amicizia o simpatia personale, ma solo perchè ho ritenuto che se la Calabria fosse rimasta per altri cinque anni in mano a Loiero, ma soprattutto Adamo e Bova, la speranza di noi calabresi onesti sarebbe finita per sempre.
Certo, Scopelliti è per me una scommessa sul futuro, non una certezza passata, e come tutte le scommesse si possono vincere o perdere. Sarò il primo ad ammettere di aver sbagliato pronostico, e spero proprio di no per il bene innanzi tutto della mia regione, come sarò orgoglioso di rivendicarne la scelta giusta se Scopelliti farà bene il suo lavoro.

5 – (UFF, CHE FATICATA CHE M’HA FATTO FARE…!) Ecco infine l’ultima citazione: “L’ onestà intellettuale è la cosa che le manca…..mi spiace“.
Caro Giovanni, le voglio dare una notizia buona ed una cattiva.
Cominciamo da quella cattiva: magari, come scrive lei, l’unica cosa che mancasse alla perfezione di questo povero uomo che sono io fosse l’onestà intellettuale! Vorrebbe dire che ho tutte le altre virtù, e purtroppo – non vorrei deluderla troppo, ma è la verità – non è così! Ho tanti di quei difetti che potrei persino passare … per calabrese, volte! ^_^
Ma adesso viene la notizia buona, che le toglierà quel velo di tristezza che leggo nelle sue parole con quel “mi spiace” finale.
Io non so qual’è l’unità di misura che lei adopera per misurare l’onestà intellettuale, se sono i chilogrammi, o i litri, o i metri…
Allora nel dubbio la metto così: dopo tutto quello che le ho scritto sopra, e che lei avrà modo di verificare, me le concede un paio di migliaia di tonnellate, o un intero mare, o qualche migliaio di ettari quadrati di onestà intellettuale?
Perchè se così non è, allora dobbiamo trovare un bravo meccanico che le dia una veloce revisionata alle rotelline…
Non si offenda! E’ solo un modo scherzoso per dire che accetto migliaia di altre colpe, ma proprio l’onestà intellettuale, che è il mio vanto ed il mio onore, che mi ha sempre permesso di sbattere la porta ed andarmene quando qualcosa non mi stava bene, che mi ha fatto strappare virtualmente il tesserino di giornalista quando ho visto che esistono giornalisti come il direttore di Calabria Ora, Pollichieni, e che mi ha fatto dire “No, grazie” sempre e “Grazie!” MAI ai politici calabresi… quella non me la deve toccare, per favore. Mi costringerebbe ad un duello rusticano a colpi di prove e controprove, mettendo anche lei allo spiedo come lei bonariamente ha fatto con me. E le premesse stuzzicano la mia “verve” giornalistica d’inchiesta, devo dirle la verità…
BUONA VITA, SIGNOR GIOVANNI!

5 08 2010
Pietro Scuteri

Preg.mo Gipovanni Pecora, ho appena letto l’articolo sopra enunciato, e mi hai lasciato senza parole, emozionante e molto esaustivo, chi ti risponde e un ragazzo di 34 anni, nato in piemonte con origini Calabresi e Siciliane, e credimi che nel mio cuore, da quando sono nato vorrei vedere le mie Regioni gloriose nei confronti dei Nordisti. Si.. nordisti, perchè è una vita che continuano a disprezzare, umiliare, infliggere ogni pregudizio di Merda, sulle tradizioni e origini meridionali, solo perchè “putroppo” la maggior parte dei nostri patrioti, per vivere e dare una vita umile e serena alle proprie famiglie ha dovuto, e ancor oggi accade emigragre, Colpa assoluta di chi nel Meriodione.. i nostri stessi paesani, ci costringono ad abbandonare le nostre terre, “Mafiosi”, coloro che rubano i nostri stessi cittadini, Se solo capissero che lottiamo tutti per una sola cosa, la nostra terra, le nostre origini, i nostri sogni, nelle terre di cui siamo parte. Ma perchè non capiscono che queste transumanze di uomini da Sud al Nord, sono poi continui conmpromessi con un popolo Nordista sempre superiore a noi, solo per il fatto che noi non abbiamo origni locali, tali per cui ci umiliano, ci insultano, con continui insulti ed umiliazioni… Se solo Potessi Organizzare un Movimento Forte, Serio, Inteligente, Associandomi con chiunque Volesse combattere nella Ns. Libertà, anche con gli stessi così detti mafiosi, fargli capiere che se tutti insieme unissimo le foreze nel Bene, Ripeto ” nel Bene”, senza metterci i bastoni tra le ruote, con le giuste azioni…. Credo che così Noi tutti, saremmo in grado di Cambiare questa Italia e perchè no, Potremmo avere noi La Locomotiva che spinge verso Nuovi orizzonti quasto immenso Stivale. Ricordiamoci che tutto il popolo Meridionale è e lo sarà sempre, composto da uomini volenterosi a lavorare, lavorare, lavorare….. Ma quello che più ci serve sono Uomini Seri, Audaci, Forti, pronti con tutti i mezzi giisti, per una solo volta nella Vita a dare ciò che è giusto per le regioni Meriodionali, RISPETTO….

5 08 2010
Pietro Scuteri

Preg.mo Giovanni Pecora, ho appena letto l’articolo sopra enunciato, e mi hai lasciato senza parole, emozionante e molto esaustivo, chi ti risponde e un ragazzo di 34 anni, nato in Piemonte con origini Calabresi e Siciliane, e credimi che nel mio cuore, da quando sono nato vorrei vedere le mie Regioni gloriose nei confronti dei Nordisti. Si.. nordisti, perchè è una vita che continuano a disprezzare, umiliare, infliggere ogni pregudizio di Merda, sulle tradizioni e origini meridionali, solo perchè “putroppo” la maggior parte dei nostri patrioti, per vivere e dare una vita umile e serena alle proprie famiglie ha dovuto, e ancor oggi accade emigrare, Colpa assoluta di chi nel Meriodione.. i nostri stessi paesani, ci costringono ad abbandonare le nostre terre, “Mafiosi”, coloro che rubano i nostri stessi cittadini, Se solo capissero che lottiamo tutti per una sola cosa, la nostra terra, le nostre origini, i nostri sogni, nelle terre di cui siamo parte. Ma perchè non capiscono che queste transumanze di uomini da Sud al Nord, sono poi continui compromessi con un popolo Nordista sempre superiore a noi, solo per il fatto che noi non abbiamo origni locali, tali per cui ci umiliano, ci insultano, con continui insulti ed umiliazioni… Se solo Potessi Organizzare un Movimento Forte, Serio, Inteligente, Associandomi con chiunque Volesse combattere nella Ns. Libertà, anche con gli stessi così detti mafiosi, fargli capiere che se tutti insieme unissimo le forze nel Bene, Ripeto ” nel Bene”, senza metterci i bastoni tra le ruote, con le giuste azioni…. Credo che così Noi tutti, saremmo in grado di Cambiare questa Italia e perchè no, Potremmo avere noi La Locomotiva “produzione Industriale” che spinge verso Nuovi orizzonti questo immenso Stivale.”Italia”. Ricordiamoci che tutto il popolo Meridionale è e lo sarà sempre, composto da uomini volenterosi a lavorare, lavorare, lavorare….. Ma quello che più ci serve sono Uomini Seri, Audaci, Forti, pronti con tutti i mezzi giusti, per una solo volta nella Vita a dare ciò che è giusto per le regioni Meriodionali, RISPETTO….
Abbiamo terre meravigliose, mari fantastici, spiagge bellissime, campi ricormi di qualsiasi pianta, frutto o verdura, pesci, cibi e dolci sublimi…. Abbiamo tutto – ci mancano i Veri Capitani pronti a guidarci.
Io sarei fiero, di far parte di un movimento Meridonale pronto a dare una nuova frontiera, assime a Tutti coloro che con giusti mezzi vuo,e cambiare le cose una volta per tutti – Gli stessi Politici Meridionali Devono essere Fieri e Urlarlo al Mondo Intero che il popolo Sudista è e vuole essere Indipendente dal Nord – Dateci la possibilità di tornare nelle nostre amate terre…

28 09 2010
Casalisi

Tanto lieto di conoscere il vosrto sito.

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