Ma davvero c’è poco da tagliare nelle Regioni? Guardiamo in Calabria che succede

22 06 2010
di Giovanni Pecora

Sembra che con la manovra “lacrime e sangue” predisposta dal Governo si stiano per tagliare addirittura le già vergognose indennità di invalidità (parliamo di un massimo di 240 euro al mese) per gli invalidi con reddito annuo inferiore a 4.000 euro che non superino addirittura l’85% di invalidità.
Se così sarà rimarranno drammaticamente senza anche quello schifo di elemosina, ad esempio, i malati oncologici ed i bimbi down.
Il Governo giura che i sacrifici saranno distribuiti su tutti. Io non ci credo, ma non potendo entrare nel pachidermico bilancio statale, perchè sarebbe troppo dispersivo, voglio limitarmi ad analizzare quel pezzo di “Stato” che mi sta sotto al naso, e cioè la Regione in cui abito, la Calabria.
E lo voglio fare tentando di restare fuori da logiche di riferimento contingente, tanto non mi risulta che ci siano segni di discontinuità in senso di sobrietà almeno negli ultimi trent’anni.

Certo, c’è un problema del QUANTO intasca la casta politica regionale. Che francamente è troppo, e dopo vi farò capire “quanto troppo”.
Ma a mio avviso c’è un problema ancora più grande che è il “PER COSA” guadagnano tanto, ad esempio, i cosiddetti “consulenti esterni” di nomina regionale.
Ad esempio, se un bravo professionista, un grande esperto nel suo campo, lavora e produce tanto e bene per la Regione, con FATTI concretamente verificabili, il beneficio ricavato ci dice che quei soldi sono stati comunque ben spesi.

Se invece parliamo di “guàllere” di sedicente competenza (mi viene in mente, ad esempio, l’incarico di “consulente antimafia” dato dall’ex presidente Loiero ad un “professore” romano, che sta tentando di intimidirmi con una ridicola querela perchè non ho paura di parlare pubblicamente di lui e del suo oscuro potere), allora sì che i soldi pubblici sono letteralmente buttati dalla finestra.
Non perchè si paga un consulente, ma semplicemente perchè la consulenza è pressocchè NULLA, non avendo prodotto, che se ne sappia, né una ricerca, né una pubblicazione, né uno studio, né niente di niente. Nulla di nulla, solo soldi in uscita, pari a oltre 60.000 euro in un solo anno.
Se il “professore” romano però avesse potuto dimostrare che la fiumara di soldi dei cittadini calabresi elargitigli da Loiero avessero avuto come corrispettivo un qualsiasi vantaggio CONCRETO E VERIFICABILE per noi calabresi stessi, allora i soldi sarebbero stati ben spesi e si sarebbe potuto ragionare sul “quanto”, che francamente a mio avviso in questo caso specifico è assolutamente troppo, vista la caratura di cotanto “esperto”.

Veniamo al QUANTO.
Un consigliere regionale eletto alla Regione Calabria, al netto di alcune indennità, prende di stipendio 11.316 euro al mese.
Il Primo Ministro spagnolo Zapatero si ferma a 7.296, il Presidente della Repubblica francese Sarkozy 6.714, il presidente brasiliano Lula non arriva a tremila.
Inoltre in Calabria un consigliere regionale guadagna più dei suoi omologhi di Belgio, Germania e Svizzera tutti messi insieme.
C’è qualcuno tra voi che se la sente di affermare, impersonalmente parlando in generale, che i nostri politici regionali li valgano tutti questi soldi?

Per non parlare dell’ex capo di gabinetto dell’ex presidente del consiglio regionale Peppe Bova, un giovane avvocato senza grande curriculum o superpoteri da Batman, che si è messo in tasca circa 180.000 euro all’anno (lordi), mentre l’altrettanto giovane portavoce dell’imperturbabile Peppe Bova (che come tutti sappiamo è uomo di sinistra, anzi un ex comunista, perbacco…) si è fermato a “solo” 110.000 euri all’anno.
Roba che i loro omologhi, ad esempio, del Ministero della Funzione Pubblica non arrivano a percepirne neanche la metà.

E intanto, come diceva un personaggio interpretato dal grande Renzo Arbore nel film “FF.SS.”, “Qui noi ci puzziamo della santissima fame!”

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3 responses

23 06 2010
gaetano

Come si vedeva chiaramente dalla trasmissione televisiva di Riccardo Iacona “viva l’italia”, al consiglio regionale della regione Calabria non trovi nessuno durante la settimana, l’usciere disse che in media gli “onorevoli” si vedono 1-2 volte al mese in consiglio. Oltre che ad abbassare gli stipendi, si dovrebbe mettere una tassa alla “greca aristotelica”; chi non è presente al lavoro (perchè di lavoro si tratta )paga un “pegno” economico. Non è possibile che uno lavora 3 giorni al mese e percepisce 11.000 euro di stipendio, e poi chiudono pomigliano perchè costa troppo….

23 06 2010
Valentina

Mi domando:come mai,anche per “pura invidia”,i consiglieri regionali delle altre regioni o “omologhi del Ministero della Funzione Pubblica” non denunciano tutto questo straripamento di soldi?Possibile che,nonostante vengano pubblicati questi dati,i nostri politici(ops,i politici di qualcuno visto che non mi sento rappresentata da tali tizi)non arrossiscano di vergogna in faccia?Forse la risposta la so:non hanno una faccia…..se non una faccia che si confonde con altro…..

26 06 2010
Valentina

concordo con gaetano!parli di “lavoro” giustamente,ma se solo avessero il concetto di “lavoro” e se solo intendessero il loro incarico come un lavoro(oltre che come dovere pubblico,impegno,dedizione…)forse metterebbero davvero in campo qualche competenza e potrebbero dire di “aver sudato per lo stipendio”,ma non li reputo cosi’ dignitosamente intelligenti!

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