Inchiesta/ Regione Calabria: i politici con super paghe

14 05 2010

Gli sprechi della Calabria e il confronto con regioni più vaste che spendono di meno.
Ecco come lievita il bilancio: con gli indennizzi ai consiglieri regionali e ai 400 portaborse

di ANDREANA ILLIANO (su “Il Quotidiano della Calabria” di ieri)

Virtuoso no. Tutto si può dire della politica regionale calabrese salvo che sia virtuosa
nella spesa. Una tessera di partito in tasca, l’adesione ad una corrente, un amico, un
parente e voilà l’incarico è assicurato.
Artisti, esperti, tecnici o pseudo tali, tutti hanno trovato un posticino ad una corte. Uno stuolo di collaboratori, ben tredici, ha avuto il presidente del consiglio regionale Peppe Bova, con contratto a tempo determinato, a cui va aggiunto il carrozzone delle strutture speciali (sopravvissute anche dopo la decadenza dei dirigenti generali) dove compare Nicola Gargano (tra i costituente del Pd) e tanti altri vicini ad una corrente quella del presidente del consiglio regionale (l’elenco è pubblico).
In Regione c’è chi entra per la porta stretta del concorso e magarideve aspettare anni, prima che quadri il bilancio, e chi invece si lega ad un amico, un politico, ed è fatta, almeno per cinque anni resta nella struttura.
Forse è per questo che i costi della regione Calabria sono superiori di oltre nove milioni di euro l’anno di quelli della Lombardia (che ha 9,5 milioni di abitanti, contro i due milioni della Calabria).
Quattrocento portaborse (costati 8 milioni di euro), ecco che cosa produce la Regione
Calabria.
La ricca Emilia Romagna impallidisce guardando i conti della regione “punta”dello Stivale.
Il bilancio calabrese per l’anno 2008 prevede un totale di spesa pari a 95.385.500,00 euro.
Epurando tale importo da partite di giro (17.410.500 euro) e spese compensative varie (475.000 euro), l’ammontare delle spese correnti risulta essere pari a 77.500.000 euro; un importo spropositato se confrontato con le spese correnti dell’Emilia-Romagna, regione simile per composizione dell’organo legislativo. Ecco i numeri.
Ogni anno peri 50 consiglieri regionali la Calabria spende 77.500.000; l’Emilia Romagna con lo stesso numero di consiglieri, cinquanta, (forse perchè meno efficienti?) 37.734.610,64, ovvero meno del 51 per cento di spesa. Il trattamento indennitario dei Consiglieri regionali e dei componenti della Giunta Regionale non Consiglieri è di euro 23.600.000.
E poi c’è la ciliegina sulla torta, le spese di rappresentanza del consiglio regionale sono di 900mila euro.
Per i gruppi consiliari 2.500.000.
Le spese del personale addetto al consiglio? Sono costate 34.385.000. Per telefonare,
documentarsi, resocontare in un anno si sono spesi in euro 8.870.000. E per i
convegni? Altro che miseria, in un anno gli studi conoscitivi e le ricerche sono costati
6.910.000.
In Emilia Romagna l’indennità dei consiglieri regionali e componenti della giunta è poco meno della metà, in un anno si spendono in euro 12.917.500.
Le spese di rappresentanza in Emilia Romagna sono di appena 265.000 euro l’anno. Quisquilie rispetto a ciò che si spende in Calabria.
Le voci relative a Irap (1.200.000 euro), Diaria (1.750.000 euro), Reversibilità assegno Vitalizio (1.063.000 euro)sono presenti solo nel bilancio del consiglio calabrese.
Per gli stessi motivi dal bilancio dell’Emilia Romagna sono state eliminate le voci relative a: Indennità di funzione (611.500 euro) e Formazione (25.000 euro).
Un ultimo particolare, la Calabria spende poi 600.000 euro per attività promozionali
e per il cerimoniale a fronte di 265.000 euro dell’Emilia.
Il bilancio calabrese destina 34.385.000 euro per il trattamento economico del personale; escludendo le molte voci che non compaiono nel bilancio emiliano (in particolare, emerge come la Calabria spende 10.500.000 euro per indennità e contributi del personale contro i 5.600.000 euro dell’Emilia Romagna; un importo quasi doppio che può essere ricondotto a due cause: il personale regionale calabrese è maggiore in numero rispetto a quello emiliano, oppure è meglio retribuito.

oooOOOooo

Ecco tutte le voci che incidono sul bilancio regionale calabrese previste ogni anno nei capitoli di spesa. All’associazione degli ex il contributo di 105mila euro

È una spendacciona la Calabria, non solo per le consulenze esterne, ma anche per le missioni, basti pensare che solo per andare avanti e indietro i consiglieri regionali spendono 150mila euro l’anno. Sul bilancio calabrese gravano anche le strutture speciali (alcune delle quali poi cancellate).
Continuando il paragone con l’Emilia Romagna entrambe le regioni hanno in organico dipendenti con contratti co.co.co., in fondo le strutture pubbliche dai Comuni alle Province, passando per la Regione, sono le grandi “fabbriche”, i più grandi incubatori di lavoro.
Perché in Calabria illavoro no c’è, ma una consulenza non si nega a nessuno. Certo a patto che si sia amico dell’amico.
Per i precari finora la Calabria ha destinato 635mila euro, mentre l’Emilia 200mila euro. Il motivo non è chiaro.
Alcune figure in Emilia Romagna neanche esistono, come quella dei collaboratori della rivista “Calabria” (40mila euro) e neanche ci sono i contratti con le società interinali (costo salatissimo, 450mila euro l’anno). A questo si aggiunge un servizio, previsto (ora nella società in house) del call center che non è chiaro come e quando funziona, in fondo è difficile raggiungere gli uffici telefonicamente.
La Calabria ha anche una convenzione con la Corte dei Conti (350mila euro), le voci delle spese sono disparate e diverse, talune frutto di anni di governo passate, altre “inaugurate” negli ultimi cinque anni.
Certo ci sono dei costi di “base” come quello della manutenzione, della gestione e dell’ammodernamento della sede del consiglio regionale che è pari niente di meno che di un milione e 770mila euro, a cui si aggiungono le spese di pulizia (850mila euro l’anno), quelle di vigilanza (800mila l’anno) e c’è un’altra voce che indica gli uffici decentrati quelli che, sulla carta, sono in ogni capoluogo di provincia, ma in alcune realtà è difficile raggiungere, ebbene per mantenere in piedi tale strutture si spendono ogni anno 250mila euro.
Nel bilancio c’è anche una voce quella data all’associazione degli ex consiglieri, ebbene per loro sono riversati 105mila euro l’anno. Di certo l’attività dell’associazione, rispetto ad altre che sono sul territorio, è quanto mai proficua, considerando la spesa impiegata. La Calabria ha anche gli oneri per le università, per gli istituti scientifici e le amministrazioni dei capoluoghi (come accade per le altre regioni) in questo caso la spesa è di 700mila euro.
Altra voce non presente in nessun altro capitolo di spesa di altre regioni è naturalmente quello del premio ai laureati calabresi per lo stage, l’importo è di 3 milioni di euro. Adesso bisogna capire se per loro ci sarà un futuro, magari non solo con un contributo o una consulenza a termine, ma con un lavoro vero, di una regione che non spreca. Produce. Perchè la ricchezza passa per il lavoro stabile.
and. ill.

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One response

22 05 2010
franco

Ma noi stiamo meglio dell’emilia e della toscana, no?

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