Why not, Call inbound

8 05 2010

di Emilio Grimaldi 

Tutte le vie delle città italiane portano a Roma, si dice. Grazie alla rete urbanistica che ci hanno lasciato gli antichi Romani. Allo stesso modo si può dire in Calabria, e non solo, che tutte le inchieste arrivano a Why Not, l’indagine aperta dall’ex pm Luigi De Magistris sul gruppo di potere con in testa Antonio Saladino, che avrebbe fatto razzie di finanziamenti pubblici. È successo per l’indagine della Procura di Firenze sui Grandi eventi in cui è rimasto implicato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e anche per l’indagine della procura di Crotone sulla realizzazione della centrale a turbogas di Scandale. A volte, però, il mostro di Why not appare talmente grande che sembra risucchiare gli stessi protagonisti e fedeli di de Magistris in un groviglio di interessi dove è difficile distinguere le vittime dai carnefici.
E così si viene a sapere che nell’inchiesta della Procura di Catania sui Call center sono rimasti coinvolti Marco Mannucci, Antonio e Claudio Battaglia. Tre commercialisti di Catanzaro, ai quali le Fiamme gialle hanno sequestrato beni per un valore complessivo di quasi 17 milioni di euro. Longa manus della truffa ai danni delle casse dello Stato sarebbero le società Multivoice, con sede a Milano, e gestore del Call center di via Magna Graecia di Catanzaro, la B2b con sede legale a Catania ma operante a Trapani, la Multimedia Planet con sedi a Trapani e Bistritto (Bari) e la Soft4web di Vibo Valentia.
Si dà il caso che Antonio Battaglia sia stato vicepresidente della Cat Cofidi Scarl, presieduta da Gianluca Amedeo Silipo, attuale commissario Idv nella Provincia di Catanzaro, partito dove è confluito il neo europarlamentare Luigi de Magistris, e sindaco delle società Samer e Mazzei Salvatore Spa (Salvatore Mazzei, titolare della cava di inerti che, a detta di Angela Napoli, è divenuta “oggetto di una parte della relazione sullo scioglimento per infiltrazione mafiosa del Consiglio comunale di Lamezia Terme. Oggi, invece, il Mazzei è accusato di essere uno dei rappresentanti della ‘ndrangheta nell’infiltrazione per i lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria). Nelle stesse società figura nel collegio sindacale anche Vittorio Iiritano, consulente commerciale dell’ex pm nella famosa inchiesta Why Not. Nel dettaglio Luigi De Magistris gli commissionò, insieme ad altri commercialisti, di indagare sulla Need, la società di Saladino. E vennero fuori strettissimi rapporti della Need con la Multivoice in merito alle consulenze per il Call center di Catanzaro. Della Need con la Soft4web. E con la Niu.com, nel cui organigramma figura Marco Mannucci, l’uomo ovunque dell’economia del capoluogo calabrese. Sindaco anche dell’Amc spa, l’azienda per la mobilità della città di Catanzaro. Nella cui società siede come consulente il collega di Battaglia, Iiritano, a sua volta Ctu di de Magistris
Why not, Call inbound.
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8 05 2010
Francesco Vrespi

MA GIANLUCA SILIPO COMMISSARIO DI IDV E’ ANCHE AMMINISTRATORE DI IDEA WEB SRL SOCIETA’ DI PROPRIETA’ DI ANTONIO CAPRIA CHE E’ L’UFFICIO STAMPA DI LUIGI DE MAGISTRIS. LE COMMISTIONI TRA POLITICA E SOCIETA’ MI RICORDANO IL CAMPANILE DI MASTELLA CON L’UDEUR, MA NON E’ CHE MO’ IL SISTEMA “UDEUR-CAMPANILE-MASTELLA” PARTORISCE UN CLONE “IDV-IDEA WEB-DE MAGISTRIS”?

F. V.

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