E’ Franco Talarico il nuovo Presidente del Consiglio Regionale della Calabria

4 05 2010

 E’ FRANCO TALARICO IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA PER LA NONA CONSILIATURA. 32 VOTI PER LUI, DUE IN PIU’ RISPETTO ALLA MAGGIORANZA IN AULA.
I consiglieri Nicolò e Amato sono stati eletti vice presidenti dell’Assemblea, rispettivamente su designazione della maggioranza e della minoranza.
I consiglieri Nucera e Sulla sono stati eletti segretari questori, anche loro rispettivamente su designazione della maggioranza e della minoranza.
Il gruppo IdV rimane a bocca asciutta, con polemiche dichiarazioni del commissario regionale Ignazio Messina, che parla di “un PD che fagocita tutto“.

SI CHIUDE COSI’ DEFINITIVAMENTE L’ERA DI PEPPE BOVA, IL PRECEDENTE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE CALABRESE, E CON ESSA UNA DELLE PAGINE PIU’ BUIE  E DA DIMENTICARE DELLA POLITICA CALABRESE.

AL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE GLI AUGURI DI BUON LAVORO DALLA RETE PER LA CALABRIA.

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Ecco il discorso di insediamento del neo-presidente del Consiglio Regionale. (si ringrazia Strill.it)

“Signor Presidente della Regione, Onorevoli colleghi,
è con profonda emozione che mi rivolgo a voi per un doveroso indirizzo di saluto in apertura della IX legislatura.
Sono onorato della fiducia che mi avete voluto accordare, affidandomi la Presidenza di questa istituzione, e ringrazio in primo luogo  coloro che mi hanno proposto e votato, e cioè i colleghi della maggioranza e il  nostro Presidente, Giuseppe Scopelliti, ma anche quanti, con scelta che merita pari rispetto, non hanno ritenuto opportuno esprimersi favorevolmente.
Permettetemi di rivolgere, in apertura del mio intervento, un pensiero ad un amico e collega Francesco Fortugno, ucciso nella passata legislatura  durante lo svolgimento della sua attività politica, che ha lasciato un profondo vuoto in tutti noi che abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscerlo.
Un saluto particolare a tutti i Presidenti del Consiglio regionale che mi hanno preceduto,  a cominciare da quelli presenti qui oggi con noi in quest’aula:  Giuseppe Scopelliti, Luigi Fedele, Giuseppe Bova, che hanno servito l’Assemblea in momenti spesso difficili, con impegno e dedizione.
Un saluto alla Chiesa calabrese, e ai suoi pastori, che svolgono nella Regione una costante e preziosa funzione di monito e stimolo positivo per tutta la politica e per la società civile nel percorso di crescita sociale e morale.

Onorevoli colleghi, per quanto mi  riguarda  ho una precisa identità politica. E ne sono anche orgoglioso. Ma  sono fermamente convinto che si debba adempiere a questo delicato ruolo con rigore ed equilibrio, nella assoluta parità di diritti tra tutti i consiglieri. Per questo, nell’esercizio della mia funzione, pur riconoscendomi espressione di una maggioranza ben definita, l’imparzialità sarà la mia guida, la mia linea direttrice. Questo è lo spirito che mi anima ed è l’impegno che assumo con tutti voi.
Maggioranza e minoranza, in un’Assemblea parlamentare, hanno funzioni paritariamente preziose. Entrambe devono essere svolte compiutamente e il mio dovere sarà quello di agevolare al massimo questo lavoro: chi governa deve poter operare, con rapidità ed efficienza, attraverso decisioni e gestioni trasparenti; chi è all’opposizione deve poter dispiegare tutte le proprie azioni di verifica e controllo, realizzando appieno quelle funzioni di stimolo che sono il sale della vita democratica.

Lo dico  subito:  non  sarò  notaio né  mi   limiterò a  dare e togliere la parola.
Sono chiamato a impegnarmi attivamente per il mandato ricevuto, perché si possa lavorare bene in quest’aula con produttività e efficienza, per agevolare il confronto tra i diversi gruppi politici, ma  sarò anche impegnato per favorire sinergia e collaborazione  tra Giunta e Consiglio e accorciare le distanze che si sono venute a creare negli anni passati.
La legislatura che si apre oggi, dovrà essere di riforme e cambiamenti. Di svolta, come hanno voluto con chiarezza i calabresi il 28 e 29 marzo.
Il largo consenso avuto dalla nostra coalizione dev’essere un monito per tutti noi per innescare processi di  rinnovamento, sia nel governo della Regione, sia nei processi legislativi  a partire dal ruolo fondamentale delle Commissioni permanenti.

 E’ questo quello che si aspettano i Calabresi e noi non possiamo deluderli.

Le Regioni, oggi più che mai, sono enti fondamentali per lo sviluppo e la crescita dei territori con poteri legislativi esclusivi per effetto della riforma del Titolo V della Costituzione, con una forte stabilità politica a seguito della Legge Costituzionale 1/99 sull’ elezione diretta del Presidente e soprattutto  per l’ingente disponibilità di fondi comunitari da spendere nel prossimo quinquennio.
L’ottimizzazione dei processi d’impiego dei fondi strutturali è la vera sfida che ci attende fino al 2013, per realizzare segni tangibili di progresso, superare la logica dei finanziamenti a pioggia e puntare in maniera chiara e netta alla valorizzazione delle nostre vocazioni territoriali.

Onorevoli colleghi, la concomitanza  del quarantennale del regionalismo con il Centocinquantesimo  anniversario dell’Unità d’Italia rappresenta un occasione da non perdere, per celebrare le due ricorrenze non in modo rituale ma in termini fattivi e dinamici.
L’anniversario dell’unità d’Italia, ripropone il tema del divario Nord-Sud, tra regioni ricche e povere.
Questo impone un percorso virtuoso di crescita se non vogliamo un paese a due velocità. La Calabria non vuole assistenzialismo o prebende ma pretende interventi in favore delle infrastrutture incominciando dalla Salerno-Reggio Calabria,  dalla 106, dal completamento dell’alta velocità. E tutti, a cominciare da quanti siamo stati eletti in quest’Aula, dobbiamo sentirci impegnati, nelle rispettive postazioni. Dobbiamo volerlo tutti insieme, senza distinzione di ruoli, nel difficile compito di conciliare una naturale visione di parte politica con il sentimento delle istituzioni.
Il federalismo, in quest’ottica, può anche rappresentare un’opportunità, a patto che ci si rimbocchi le maniche e si affrontino i problemi sul tappeto, senza vittimismi. 
Dovremo dedicarci al rinnovamento e alla razionalizzazione dei nostri apparati, sia quelli burocratici sia quelli normativi,  appuntamenti che in più d’una occasione abbiamo disatteso.
Per la buona politica e la buona amministrazione sono indispensabili uffici funzionali, efficienti ed efficaci, che premino il merito e l’operosità.
La lentezza dei nostri ingranaggi contrasta con la velocità delle decisioni che ogni giorno vengono prese nell’economia della società globalizzata, ma anche con le esigenze degli amministratori dei nostri 409 Comuni.
Dobbiamo lavorare per unire la Calabria, limitando gli inutili campanilismi, sentendoci orgogliosi di essere Calabresi, sviluppando la nostra capacità di ascolto delle istanze che provengono della società civile e favorire il confronto con le diverse categorie sociali e produttive.  
Avviando contestualmente lo snellimento normativo con la realizzazione di testi unici per materie facilmente consultabili: tante, troppe leggi, spesso poco comprensibili e difficilmente attuabili per gli stessi nostri concittadini.
Serve lavorare per una qualità migliore nella produzione legislativa, e nel contempo  colmare i vuoti e le incongruenze che troppo spesso abbiamo verificato.

Dobbiamo avviare un nuovo percorso teso  all’innovazione e alla modernizzazione di questa Assemblea, anche con un Palazzo più efficiente e trasparente, più vicino alla gente che sappia farsi interprete dei bisogni dei calabresi e che sappia chiedere a se stesso comportamenti improntati al rigore. 
Ritengo che in questo senso, il rispetto regolare e programmato del calendario dei lavori d’aula, l’attività delle Commissioni permanenti e speciali, la presenza assidua e puntuale di noi colleghi, possano tutti concorrere  a dare una immagine positiva dell’istituzione che rappresentiamo.
Rigore, quindi, ma anche esempi concreti di novità: quali la discussione delle interrogazioni in quest’aula sul modello Question Time della Camera dei Deputati, affinchè l’intero Consiglio possa verificare costantemente l’operato del governo. 
I dieci anni che ho trascorso in quest’Aula mi hanno insegnato molto: conosco direttamente limiti e ostacoli, ma ho ben presenti anche le potenzialità e le energie che si possono esprimere in questa Assemblea.
Quella che ci attende sarà la stagione delle riforme, ma anche dell’affermazione della legalità come valore irrinunciabile. 
 Legalità e sicurezza sono fra le richieste più pressanti che vengono dalla gente. Dal Pollino allo Stretto non ci sono più zone franche né isole felici.
Insieme all’azione di contrasto alle cosche mafiose occorre intensificare e migliorare le strategie per combattere anche le altre forme di criminalità compresa quella dei cosiddetti “colletti bianchi”.
Sono inoltre fermamente convinto che la lotta alla ‘Ndrangheta non dovrà avere, ma neanche mostrare, alcuna pausa.
Su questo fronte il nostro Consiglio regionale si è determinato proficuamente, ha sostenuto magistratura e polizia giudiziaria e aiutato le vittime del racket delle estorsioni e dell’usura.
Continuerò su questa strada da cittadino calabrese, prima ancora che da uomo politico, sento forte anche personalmente, la necessità di un impegno crescente per la sicurezza e per l’affermazione dei valori di legalità.
Onorevoli colleghi, abbiamo il dovere di affrontare e dare risposte concrete in tanti settori, passando dalla logica dell’emergenza a quella della programmazione. Incominciando dalla sanità.

L’art. 32 della Costituzione “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. In Calabria purtroppo bisogna ammettere che questo principio non è attuato. Questo dovrà essere il primo punto del nuovo governo regionale. Per migliorare l’offerta sanitaria e i livelli di assistenza riducendo al minimo la migrazione sanitaria in altre regioni,  eliminando gli sprechi e avviando progressivamente la riduzione della pressione fiscale che grava sui nostri concittadini.
Bisogna puntare sul lavoro e sull’occupazione, attraverso politiche efficaci per evitare quella fuga dei cervelli che è il vero impoverimento della nostra terra. E’ paradossale girare per l’Italia e incontrare ai più alti livelli della pubblica amministrazione tanti nostri corregionali.
Servono serie ed efficaci politiche sulla famiglia, oggi sempre più lasciata sola e disorientata. Occorre assicurare a questa basilare aggregazione umana la priorità assoluta delle politiche sociali. Passano necessariamente da qui le politiche che vogliono essere efficaci per i giovani, gli anziani, le donne, bambini i disabili e tutte le fasce più deboli.
E’ nella famiglia e nella scuola, luoghi dove si formano i calabresi di domani, che nascono, crescono e si diffondono i valori per costruire una società sana e giusta.
Gli effetti devastanti della crisi qui si avvertono in termini ancora più acuti. E l’emergenza economica resta. Occupazione, imprese, ambiente, sanità e famiglia sono fronti sui quali, ovviamente, non basta la volontà di una sola parte politica.
Mi viene spontaneo affermare che non basta neppure una maggioranza, sia pure ampia e compatta: serve un impegno comune all’interno di quest’aula ma anche fuori per far emergere la parte sana della società civile calabrese che è la stragrande maggioranza. 
Con una sinergica azione di maggioranza e opposizione dobbiamo riuscire a trovare la capacità e la forza di esprimere collettivamente livelli molto più alti, davvero all’altezza delle sfide che impone il quadro socio-economico della Calabria.

Sono convinto, concludendo, che con questa visione, nella nona legislatura potremo recuperare in Calabria la centralità della questione sociale. 
Io intendo spendermi molto su questo fronte. Perché siamo chiamati a fornire non solo risposte positive alle esigenze espresse oggi dalla società calabrese, ma anche alle attese e ai bisogni dei nostri giovani.
Alcide De Gasperi  diceva “ un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione ”.
E ricordando figure come la sua, cerchiamo d’orientare insieme le nostre scelte in coerenza con quest’esortazione, perseguendo un unico obiettivo: l’interesse della Calabria e dei calabresi, al di là e al di sopra delle sollecitazioni di appartenenza e delle nostre stesse posizioni politiche.

Onorevoli colleghi, Vi ringrazio per l’attenzione con cui mi avete ascoltato.

Voglio augurare a me stesso e a voi, un’ interlocuzione ed una collaborazione franca e serena, affinché possiamo rivelarci tutti all’altezza dell’imponente impegno che ci attende.
Ringrazio i giornalisti e tutti gli operatori dell’informazione per l’attenzione che porrete ai lavori del Consiglio.
In me troverete il massimo difensore della vostra autonomia professionale che è garanzia per i cittadini e per le istituzioni.
Ringrazio anche tutto il personale dell’Assemblea, certo di poter contare sulla loro collaborazione.
Un sincero augurio di buon lavoro a tutti i consiglieri, soprattutto a coloro che sono alla prima legislatura, al Presidente Giuseppe Scopelliti, agli assessori, al Vicepresidente della giunta che è l’unica donna ai vertici della Regione: con lei  saluto affettuosamente tutte le donne calabresi.

Grazie e Buon lavoro a tutti”

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3 responses

7 05 2010
gino

Comunque questo articolo è la prova che questo sito è la foglia di fico della regione Calabria. Sempre a osannare il vincitore e a dirci che in realtà la Calabria è una regione viva, ma fate schifo

7 05 2010
Direttore

Secondo me fai schifo tu. E siamo pari.

7 05 2010
Valentina

Ragazzi,abbassate i toni!!!Dai,siate un pò più responsabili!Gino,chiunque tu sia,ti invito alla calma e,anche se non ti senti vicino a questa parte politica ora al governo,non è carino quello che hai detto e poi,prima di parlare di schifo o altro,vediam che farà la nuova giunta,poi magari dirai “schifo” dell’operato dei “nuovi”….aspettiamo!Non penso siano costruttivi questi toni,ne’ da una parte ne’ dall’altra…….

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