MicroMega: “La Sindone, un autentico falso”. Flores d’Arcais, “l’antipapa rosso”, colpisce ancora

4 05 2010

di Giovanni Pecora

Io a volte, da laico, mi pongo la domanda delle domande, e cioè se è peggio il fanatismo religioso o il laicismo.
Da laico e cristiano mi domando: ma è davvero così difficile essere tolleranti verso chi crede (se non credo) e verso chi non crede (se credo)?
E’ così difficile rispettare, pur non credendo, chi crede senza sbeffeggiarlo con insostenibile spocchia?
Il “micromeghismo” è un’anomalia genetica della sinistra, ovvero è quella sinistra radical-chic che tra un drink ed un happy hour, tra un crociera ed una regata sul proprio cabinato, predispone meticolosamente la rivoluzione del proletariato.
Chi non ne ride ne ha paura.
Nel merito, dedicare addirittura metà numero di MicroMega alle tesi negazioniste sulla Sindone pone, per quanto mi riguarda, Paolo Flores d’Arcais nel novero dei talebani cinici e provocatori, né più e né meno che Mahmud Ahmadinejad, che ama colpire ad effetto per attirare su di sé i riflettori dei media, senza curarsi se con le sue sparate ferisce l’anima di un popolo o di una nazione.
E questo non perchè Flores non abbia il diritto di scrivere su tutto lo scibile umano, ma appunto perchè ha l’arroganza di porre la sua tesi tranchant non su una vicenda “religiosa”, ma su una vicenda “sacra”.
La differenza tra le due cose è abissale.
Chi parla di religione ha buon diritto di assumere le proprie tesi, e nessuno può sentirsi offeso nell’intimo, ma semmai può dissentire e proporre in contrasto i propri convincimenti.
Ma chi si avvicina al “sacro” deve farlo sempre in punta di piedi, con il massimo rispetto per chi crede e con la consapevolezza che il credente la sua fede la porta nel più intimo del suo intimo.
Io sono profondamente cristiano, ma anche profondamente laico. So bene che la laicità dello Stato è la mia assicurazione sulla libertà, e mai prenderei una decisione “politica” facendomi condizionare da ciò in cui credo, ma semmai facendomi “aiutare” dalla fede per guardare agli altri come fratelli uguali in tutto e per tutto a me.

Non credo che Flores d’Arcais abbia ben chiara la stoltezza di questa sua scelta ingiustificabile, dovuta secondo me più a furore anti-Ratzinger che a odio verso i cristiani.
Se così non fosse allora potrei solo constatare che dopo aver contribuito in maniera determinante a distruggere la sinistra, a missione compiuta adesso stia cercando nuove libidini dissolutorie.
Attaccare la Sindone è semplicemente una inutile e autolesionista follia: inutile perchè nessuno, tra i cristiani, ha espresso certezze assolute su questa reliquia, che forse per questa sua “forza debole”, questa sua sacralità sussurrata e mai urlata ha un posto particolare nel nostro cuore; è una posizione autolesionista perchè in tutti i sondaggi d’opinione realizzati in diverse epoche la Sindone è stata posta sempre ai primissimi posti nell’immaginario sacro degli italiani, su un piano emozionale di assoluta tenerezza.
Aggredire la Sindone porterà alle elucubrazioni intellettuali di Flores d’Arcais una decina di sodali plaudenti, che poggeranno per un attimo il drink sul bracciolo della poltrona Frau del loro salotto, e farà inorridire e voltarsi nauseati dall’altra parte il 99,99% degli altri italiani, anche non necessariamente cattolici praticanti, come il sottoscritto ad esempio.
Adesso concluda l’opera con una bella trilogia contro l’Eucarestia (“Un’ostia di carboidrati”, sarebbe un buon titolo…), contro la Madonna (“Le apparizioni della Signora…Ciccone” potrebbe andare?) e perchè no, contro Padre Pio (“Arricchirsi facendo il Pio”, mi viene immediatamente).
Così almeno avremo una spiegazione concreta sul perchè milioni d’italiani schifano Berlusconi ma poi, pensandoci bene, si vedono costretti o a votarlo o a non votare.

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One response

12 05 2010
Valentina

Beh,unire la questione Sindone e tutto ciò che ruota intorno ad essa con il degrado politico e Berlusconi…..mi sembra un pò azzardato,quasi iperbolico!Penso che se siam nella situazione in cui ci troviamo i motivi siano di tutt’altro genere,i “colpevoli” siano altri!Leggo MicroMega e questo numero l’ho letto con uno spirito diverso probabilmente rispetto a Lei o altri che la pensano come lei:semplicemente come un resoconto storico,in molti casi piuttosto critico,su un “caso mediatico”,oltre che ovviamente un oggetto sacro per tutti i credenti.Che va certamente rispettato,ma non per questo non se ne può far una discussione!Non credo che il credente(anch’io lo sono) dopo avere letto MicroMega smetta di credere nè tantomeno si senta offeso,anche perchè la discussione non è unilaterale,infatti all’inizio il dialogo Odifreddi-don Ghiberti mostra due punti di vista totalmente differenti…ovviamente.Io mi limiterei a prender atto di quanto scritto senza prendermela con chi scrive su queste tematiche:alla fine non sarà questo a far crollare una fede,nè ad incentivarla.E non sarà una rivista come questa a far decidere al popolo italiano di votare,non votare o votare male,credere,non credere…..d’altra parte è ben noto che gli italiani si informano generalmente solo dalla tv(ahimè!),quindi hanno ben poco peso queste riviste per poterle additare come “mandanti” della “catastrofe politica e sociale italiana”!

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