Operazione “All Inside” a Rosarno contro la cosca Pesce, 40 indagati

29 04 2010

Operazione stamani dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con i militari del R.O.S. e alla Polizia di Stato
Operazione “All Inside” a Rosarno contro la cosca Pesce, 40 indagati 28/04/2010 E’ stata denominata in codice «All Inside» l’operazione contro il clan Pesce di Rosarno che ha portato stamani all’esecuzione di 40 arrresti. L’indagine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, ha fornito uno spaccato degli assetti criminali esistenti a Rosarno, nonchè degli equilibri e dei legami tra i soggetti appartenenti alle diverse famiglie, desunto proprio dalla dinamica degli eventi.
In particolare, le indagini hanno delineato i contorni di una delle più importanti cosche mafiose imperanti sul territorio di Rosarno, e con ramificazioni sul territorio nazionale.
L’attività condotta dai Carabinieri, è scaturita dall’omicidio, perpetrato l’8 ottobre 2006, di Domenico Sabatino, soggetto ritenuto organicamente inserito all’interno del sodalizio criminale facente capo alla cosca Pesce. In quest’ambito sono stati controllati gli esponenti della famiglia, alcuni dei quali detenuti, al fine di penetrare all’interno dell’ambiente criminale nel quale era inserito lo stesso Sabatino.
Le indagini, secondo quanto reso noto, hanno fornito altri spunti investigativi che hanno consentito agli investigatori di introdursi nelle dinamiche criminali, comprenderne le logiche e gli equilibri, ed ascoltare in diretta, per voce dei principali protagonisti, il contenuto delle relazioni e degli accordi, nonchè registrare le modalità di esecuzione di progetti criminosi alla base dell’associazione di tipo mafioso.
I Pesce, con l’altra cosca rosarnese dei Bellocco, nei cui confronti sono già stati eseguiti diversi provvedimenti cautelari a partire dal luglio 2009, costituiscono due poli intorno ai quali gravitavano altre famiglie ad esse legate, oltre che da legami di parentela, anche da cointeressenze affaristiche. Ognuna delle due cosche costituisce baricentro di interessi di tipo economico, ed in alcuni campi le rispettive sfere di influenza si intrecciano, intervenendo per ricomporre gli attriti eventualmente creatisi tra le «famiglie» satelliti. E’ il caso delle vicende che riguardano le «famiglie» Ascone e Sabatino, rispettivamente legate ai Bellocco ed ai Pesce. Il quadro delineato intorno alla famiglia Pesce» emerge dalle indagini svolte proprio nei confronti dei principali esponenti del sodalizio, che tratteggiano le linee guida dell’intera organizzazione. In tutto al momento sono 30, rispetto ai 40 emessi, i provvedimenti di fermo eseguiti da carabinieri e polizia di Stato. Tra le persone che risultano irreperibili c’è Francesco Pesce, di 32 anni, figlio del boss Antonino, capo della cosca, attualmente detenuto.

La RADIO PRIVATA PER TRASMETTERE MESSAGGI MAFIOSI
C’è anche una radio privata, Radio Olimpia, tra i beni sequestrati a Rosarno su disposizione della Dda di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione All Inside contro la cosca Pesce. Dall’indagine è emerso, infatti, che l’emittente radiofonica veniva utilizzata per mandare messaggi in codice ai boss della cosca Pesce rinchiusi in carcere. «Si trattava – hanno detto il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, ed il procuratore aggiunto, Michele Prestipino – di uno strumento di comunicazione importante nell’ambito delle strategie della cosca». La programmazione dell’emittente, hanno riferito magistrati ed investigatori incontrando i giornalisti a Reggio Calabria, rispondeva perfettamente all’esigenza di trasmettere messaggi cifrati, attraverso la scelta di determinati brani musicali che di volta in volta rappresentavano un sì o un no alle disposizioni che i capi della cosca impartivano dal carcere attraverso i colloqui con i familiari.

INDAGATO IL PRESIDENTE DELLA ROSARNESE
C’è anche il presidente della squadra di calcio della Rosarnese, Domenico Varrà, di 56 anni, tra le 30 persone fermate da carabinieri e polizia di Stato contro la cosca Pesce di Rosarno. Dalle indagini è emerso che la Rosarnese, che milita nell’Interregionale, sarebbe stata sotto il diretto controllo della cosca Pesce, un esponente della quale, Francesco Pesce, figlio del boss Antonino, sfuggito all’arresto nell’operazione della scorsa notte, era presidente onorario della società.

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