L’ultima vergogna di Bova e Loiero: forse dovremo pagare una decina di consiglieri regionali in più

22 04 2010

Abbiamo registrato, tra i commenti al nostro blog, l’intervento di un lettore che ha articolato una sua convinzione: la figura del “consigliere supplente”, prefigurata da Loiero e Bova nella precedente legislatura e poi eclissata in seguito allo scalpore mediatico ed all’indignazione popolare seguita al suo semplice annuncio, a parere del nostro lettore è purtroppo vigente e quindi obbligherà il neo eletto Presidente Scopelliti a tenerne conto.
Trascriviamo qui di seguito l’intervento del nostro lettore.

^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^

La figura del consigliere supplente è perfettamente vigente, e sarà applicata obbligatoriamente.

E’ stata l’ultima magagna del governo Loiero, e del presidente del Consiglio Regionale Peppe Bova, che ci avevano fatto credere di non aver istituito il consigliere supplente.
Il nuovo Presidente Scopelliti dovrà, volente o nolente, necessariamente applicarla per non incorrere in un consiglio regionale illegittimo.

Insomma per la prima seduta del 03-05-10 gli organi competenti dovranno per forza notificare la convocazione anche ai consiglieri supplenti per non aver un consiglio regionale invalido.

 La Legge regionale 19 gennaio 2010, n. 3 prevede Modifiche allo Statuto della Regione Calabria (PUBBLICATE SU BURc  n. 1 del 16 gennaio 2010, supplemento straordinario  n. 1 del 21 gennaio 2010)

 Articolo 4

(Modifiche ed integrazioni dell’articolo 35 dello Statuto)

 All’articolo 35 dello Statuto, approvato con legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25, sono apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:

 a)   nel comma n. 4, la frase: «Il numero degli Assessori esterni non può essere complessivamente superiore a due unità» è sostituita con la seguente: «Il numero dei membri esterni non può essere complessivamente superiore a quattro unità».

 b)   dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

 «4 bis. La nomina ad Assessore di componenti del Consiglio regionale comporta la sospensione di diritto dall’incarico di Consigliere regionale e la sostituzione con un supplente secondo le modalità previste dalla legge elettorale regionale».

 Per  vedere il nuovo statuto vigente:

http://www.consiglioregionale.calabria.it/hp2/statuto/nuovo_statuto.html

 La modifica riportata, così come le altre contenute nella medesima legge, è perfettamente vigente.

Difatti, le modifiche statutarie necessitano di una doppia approvazione, a distanza di almeno 3 mesi, a maggioranza assoluta;  la prima volta è stata approvata con L. n. 371 dell’8 ottobre 2009 ( indico il link del Burc da cui evincere, alla fine, la doppia approvazione

 http://www.consiglioregionale.calabria.it/gestbur_2002/bur2010/sups1_1.pdf 

 e cioè una approvazione in data 8-10-09 ed una in data 19-01-10 .

 Pertanto il dato da cui partire è che lo Statuto vigente, prevede un dispositivo imperativo:  La nomina ad Assessore di componenti del Consiglio regionale comporta la sospensione di diritto dall’incarico di Consigliere regionale

Questo è il primo dato incontestabile e legalmente efficace.

 La problematica starebbe nel fatto che dopo la parte dispositiva ed imperativa testè citata si dice  e la sostituzione con un supplente secondo le modalità previste dalla legge elettorale regionale.

Ora, questa modalità prevista dalle legge elettorale non è stata approvata. Tale mancata approvazione sulle modalità non fa venir meno la vigenza della prima parte e cioè che La nomina ad Assessore di componenti del Consiglio regionale comporta la sospensione di diritto dall’incarico di Consigliere regionale.

Diverso sarebbe stato se nella legge che stiamo analizzando fosse stata prevista la subordinazione dell’efficacia della modifica innovativa alla successiva approvazione delle modalità, per esempio scrivendo un comma successivo con scritto La regola che il consigliere è sospeso in caso di nomina ad assessore è valida ed efficace solo quando il consiglio emanerà le regole per la modalità di nomina del supplente.

Questa subordinazione della efficacia non c’è stata e pertanto ci troviamo in presenza di due elementi:

 a) uno positivo ed efficace: il consigliere nominato assessore è sospeso dalle funzioni di consigliere;

b) uno negativo: apparentemente mancherebbe la previsione delle modalità di supplenza.

 In realtà ad un attento esame, non c’è alcun vuoto in relazione alle modalità di supplenza, poiché  dire   e la sostituzione con un supplente secondo le modalità previste dalla legge elettorale regionale  non significa secondo una legge che dovrà essere emanata (altrimenti si sarebbe usato il verbo al futuro) ma significa secondo la legge elettorale nel senso secondo la graduatoria che il sistema elettorale produce avuto riguardo anche alla legge elettorale nazionale 108/1968 in materia di elezioni regionali, che – in caso di vuoti della legge elettorale regionale – integra la legge elettorale regionale medesima.

Pertanto il primo dei non eletti sarà il supplente/sostituto.

Difatti la legge regionale elettorale è integrata, in caso di vuoti, di diritto dalla legge nazionale in materia di elezioni regionali n. 108/1968 che già prevede l’istituto della supplenza/sostituzione (si pensi al consigliere sospeso  a causa di procedimento penale, entra il primo dei non eletti, e quello sospeso – assolto entro la fine della legislatura –  rientra al posto del supplente/sostituto).

Anche perchè la legge sulle modalità sarebbe stata per forza pleonastica e ripetitiva del articolo 35 comma 4 bis dello statuto: non è che poteva prevedere che il supplente fosse il più alto o il più bello, ma necessariamente il primo dei non eletti!!!!

 Ma c’è di più; attesa la parte dispositiva imperativa incontestabilmente efficace e cioè che   La nomina ad Assessore di componenti del Consiglio regionale comporta la sospensione di diritto dall’incarico di Consigliere regionale, la mancata supplenza produrrebbe un consiglio monco ed imperfetto decurtato del numero pari ai consiglieri nominati assessori.

E cioè, ad esempio, con una nomina di 4 consiglieri ad assessori, per via della sospensione obbligatoria statutaria, si avrebbe un consiglio con 46 consiglieri e non 50 con conseguente nullità delle elezioni, atteso il seguente concetto: tu Regione Calabria hai fatto una legge elettorale che, in quanto non contemplativa delle modalità di supplenza, produce un consiglio imperfetto, poichè se un minimo di assessori deve necessariamente  venire dai consiglieri per come previsto dallo statuto, e questi sono sospesi di diritto sempre per come previsto dallo statuto, in mancanza di supplenza si produce necessariamente un consiglio imperfetto e difforme da quello statutariamente previsto di 50.

E’ per tale motivo che, a protezione della validità delle elezioni, entra in campo la legge elettorale nazionale 108/68

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/6/20040608140337_10-113-232-21.pdf

che all’art. 16 e 16 bis contempla in via generale l’istituto della supplenza  dicendo, in caso di vacanza temporanea del seggio,  “affidando la supplenza per l’esercizio delle funzioni di consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti “.

 

Del resto è pacifico principio costituzionale che è obbligatoria l’applicazione delle leggi dello Stato nelle materie attribuite alla competenza della Regione fino a quando non sia diversamente disposto con legge regionale.

 

Aggiungo due elementi ulteriori a riprova:

1)Testo bozza modalità di supplenza < < l6-ter. In caso di nomina come assessore di un consigliere regionale, ai sensi dell’art. 35, comma 4-bis, dello Statuto, il Consiglio regionale, nella prima adunanza successiva al decreto del Presidente della giunta di nomina, procede alla temporanea sostituzione, e proclama supplente per l’esercizio delle funzioni di consigliere regionale il candidato risultato primo dei non eletti nella stessa lista provinciale in cui è stato eletto il Consigliere regionale nominato Assessore. La supplenza ha termine con la cessazione del mandato di assessore del consigliere regionale cosi sostituito. >>

Questo era il testo della proposta di legge sulle modalità di supplenza successivamente non approvato con l’emendamento abrogativo Nucera.

Questa disposizione, come già evidenziato, è meramente pleonastica e ripetitiva dello Statuto  – confermando il carattere dispositivo e imperativo che ha già di per se la  disposizione statutaria in vigore – limitandosi a riprendere il dispositivo già vigente nel nuovo statuto, e le modalità di supplenza già vigenti nella L. 108/1968.

(per vedere il testo della proposta  vai a pag. 5 del seguente link

 http://www.consiglioregionale.calabria.it/pl8/388.pdf   )

 2) se si leggono, nei resoconti consiliari, gli interventi dei consiglieri durante la successiva discussione sulle modalità di supplenza, che qualcuno presume non approvate in base all’emendamento abrogativo Nucera, molti consiglieri dicono in sostanza il seguente concetto: al di là dell’emendamento abrogativo della proposta sulle modalità di supplenza, la frittata è fatta perchè la supplenza la abbiamo prevista nello Statuto.

Per esempio    Guerriero: “è già contenuto nello Statuto il discorso della supplenza, che certamente non possiamo modificare”

                        Tripodi: “ormai messo dentro lo Statuto della Calabria, sicuramente sarebbe stato molto meglio per quelli che l’hanno proposto allora, oggi presentarsi, cospargersi il capo di cenere, dire che hanno sbagliato e che bisognerebbe cambiare quello Statuto”

CONCLUSIONE: Il consigliere supplente è perfettamente vigente e, subito dopo la nomina degli assessori, v’è l’automatica legalmente obbligatoria sospensione dei consiglieri nominati assessori come da nuovo Statuto in vigore, e di procedere alla supplenza senza possibilità di discrezionalità, pena:

a) sedute consiliari invalide ed impugnabili da chiunque, o perchè con convocazioni inviate anche a consiglieri sospesi con conseguente sostanziale violazione del numero dei consiglieri che formano il consiglio, o perchè con convocazioni notificate solo ai consiglieri in carica che, detratti quelli nominati assessori e quindi sospesi di diritto, sono sempre in numero inferiore al numero previsto;

b) ipotizzabilità dei reati di abuso in atti d’ufficio o omissione di atti d’ufficio per non aver proceduto alla supplenza così come previsto dallo statuto.

Ad esempio, se al primo consiglio, composto senza supplenti, viene eletto il Presidente del Consiglio Regionale, tale elezione è illegittima e facilmente invalidabile con ricorso al TAR.

Tutte le deliberazioni saranno illegittime e annullabili.

Il Consigliere supplente non integrato in Consiglio, da parte sua, ricorrerà all’autorità giudiziaria ordinaria chiederà un provvedimento impositivo della convalida nonché il risarcimento del danno, con grave danno erariale per  l’ente regionale.

Insomma 8 consiglieri nominati assessori= (in caso di mancata declaratoria di supplenza)  8 supplenti che ricorreranno all’autorità giudiziaria per la “reintegra” in Consiglio ed il risarcimento del danno sicuri.

 

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2 05 2010
Italia

Statuto della Regione Calabria articolo 35 comma 4bis ” consigliere supplente”: mera enunciazione di principio

La legge elettorale regionale è stata emanata in data successiva alla approvazione del comma 4bis dell’articolo 35 dello Statuto si desume, pertanto, che il legislatore non ha inteso inserire la figura del consigliere supplente, pertanto, qualora ne avesse avuto la volontà, considerato anche i tempi ristretti che non gli consentivano di effettuare modifiche statutarie, avrebbe quanto meno inserito una norma transitoria subordinandone l’efficacia alla successiva approvazione della legge contenente le modalità di sostituzione del consigliere supplente, ne è pensabile che la fattispecie non essendo regolamentata da legge regionale è integrata, come in caso di vuoti dalla Legge statale (legge n. 108/1968 in materia di elezioni regionali), la stessa infatti prevede l’istituto della supplenza nei soli casi di sospensione del consigliere a causa di procedimento penale, prevedendo inoltre, che la supplenza ha termine con la cessazione della sospensione; e qualora sopravvenga la decadenza interviene la surrogazione.
Si ritiene, pertanto che l’articolo 4bis dell’articolo 35 dello Statuto va inteso solo come mera enunciazione di principio.

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