Angela Napoli: «Qui c’è la dittatura, vogliono farci fuori»

20 04 2010

Intervista alla deputata anti-‘ndrangheta Angela Napoli. «Non voterei Pdl e seguirò Gianfranco anche da sola. Ci saranno ritorsioni contro me, Bongiorno e Granata»

di Tommaso Labate (su Il Riformista del 20 aprile 2010)

«Altro che Popolo della libertà. Questo partito è una dittatura». Non solo, «è un soggetto politico che, a oggi, io nemmeno voterei». Di conseguenza, «se Gianfranco decide di andarsene io lo seguirò senza alcun dubbio, anche se fossi l’unica a farlo».
Con la consapevolezza che «loro» – Berlusconi e compagnia – «sfrutteranno questa situazione per fare fuori tutte le voci fuori dal coro: io e Granata via dall’Antimafia, la Bongiorno via dalla commissione Giustizia…».
Angela Napoli racconta al Riformista il suo stato d’animo in vista della riunione con “Gianfranco” alla quale parteciperà, oggi pomeriggio, in qualità di “finiana”. La parlamentare calabrese, paladina di mille battaglie anti-‘ndrangheta, sa già che la possibile creazione di un gruppo autonomo sarà per molti fedelissimi del presidente della Camera l’anticamera dell’epurazione dalle postazioni chiave in Parlamento.
Ve la faranno pagare, onorevole?
Non c’è alcun dubbio. Se andiamo in un gruppo autonomo, pur rimanendo nella maggioranza, inizieranno le ritorsioni. Molti di noi dovranno lasciare le commissioni in cui lavorano.
Qualche esempio?
A Fabio Granata sarà tolta la vice presidenza dell’Antimafia, una commissione dalla quale finalmente riusciranno a far fuori anche me. La Bongiorno, che ha sempre detto quello che pensava sui provvedimenti ad personam, dovrà fare a meno del suo ruolo sulla Giustizia.
Lei è preoccupata?
Non ho paura di niente. Mi creda, non ho certo bisogno della seggiola in commissione per continuare la mia battaglia contro la mafia.
Onorevole, da La Russa in giù, tra gli ex an più vicini a Berlusconi ci sono molti pontieri sono in azione. Spera che lo strappo venga ricucito?
Non mi fido dei pontieri. Anzi, credo che tutte le persone che si stanno ritagliare
questo ruolo, e non sono poche, complichino soltanto la situazione. In giro c’è gente che punta solo a rimanere a galla a prescindere da come finirà il braccio di ferro
tra Silvio e Gianfranco.
I berlusconiani dicono che il vostro obiettivo sono gli organigrammi.
È falso. Io domani (oggi, ndr) ascolterò quello che dirà Gianfranco alla riunione. E se lui decide di fare un gruppo autonomo io lo seguirò senz’altro. Anche a costo di essere l’unica.
Sarà l’anticamera del divorzio dal Pdl?
Questo non glielo so dire ancora. Però mi creda: sto ricevendo una quantità indefinita di telefonate, tutta gente che mi prega di lasciare il Pdl. Perché, a dispetto della «libertà» del nome, questo partito assomiglia è una dittatura. Un luogo in cui, se la pensi in maniera diversa, finisci nel mirino.
Addirittura.
Quando mi sono permessa di astenermi sulla mozione su Cosentino me ne hanno
dette di tutti i colori. Hanno aspettato che uscissi dall’aula e mi hanno ricoperto di insulti. In questo partito non c’è spazio per nessun confronto perché non c’è democrazia.
Da elettrice, oggi voterebbe per il partito che rappresenta in Parlamento?
A essere sincera no. Oggi mi comporterei come ho fatto alle regionali calabresi: non votare per nessuno.
Berlusconi è convinto che Fini non abbia seguito elettorale.
È una bugia messa in giro da Berlusconi proprio perché il Cavaliere teme Gianfranco. Una forza politica guidata da Fini ha più consenso fuori che dentro le aule del Parlamento. Ecco perché non ci interessano gli organigrammi. Sappiamo già di essere forti tra gli elettori, nel Paese.
Dica la verità, è vero che il Cavaliere sta cercando di attirare nella sua orbita tutti gli ex fedelissimi di Fini?
Le rispondo così: per stare con Gianfranco, in questo momento, bisogna essere coraggiosi. Io starò con lui a qualsiasi costo. E sono convinta che chiunque farà la mia scelta sarà ripagato nel futuro.
Scopelliti, Polverini: anche i governatori eletti in «quota Fini» sono in marcia d’avvicinamento verso Berlusconi. Non trova?
Scopelliti non è mai stato finiano ma gasparriano. Diciamo che s’è servito dell’amicizia
con Gianfranco per assicurarsi la candidatura a governatore della Calabria. Ma anche in campagna elettorale si è piegato ai diktat dei berlusconiani. Diverso il discorso della Polverini. Io stimo Renata e la capisco. E mi rendo conto che, soprattutto dopo quello che è successo al Pdl di Roma, è ovvio che discuta con quel partito per la formazionc della giunta.

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8 responses

21 04 2010
massimo

Parole importanti queste, che vengono da una di quelle persone che io non riuscivo a capire come stessero vicine a persone come quelle di forza italia…. Io prima votavo AN, dopo l’avvicinamento a Berl….. (non lo nomino neanche) ho perso stima e rispetto nei confronti di Fini e di tutto il suo seguito; vedremo se c’è realmente un rinsavimento.

21 04 2010
pippo

se si separano finalmente avrò un partito da votare: quello di Fini

21 04 2010
leghista

chiacchiere su chiacchiere.. solamente quelle voi sapete fare..
tra voi e bassolino e la jervolino e mancino che differenza c’è?

21 04 2010
francesco

Non penso che la consapevolezza di che persona fosse mr. B l’abbiate aquisita solo ora. Fini ha assecondato mr. B per molti anni anche nelle peggiori nefandezze. Ci avete scommesso su, sperando che il tempo e il normale ciclo biologico Vi avrebbe risolto il problema. Sorry, ma egli sembra indistruttibile e trae forza dalla qualità tutto sommato scadente dell’italiano medio (categoria della quale faccio parte pur avendo con testardagine sempre votato a sinistra). Anche di quà, tranne che nel periodo Prodi e non a caso, non si è visto molto, anzi…. Comunque ora finalmente Vi rendete conto della mortale trappola nella quale, non Voi, ma il paese intero è caduta. Il nord a Bossi e che tutto il resto vada a fondo, tanto a mr. B interessa solo la propria salvezza e quella delle proprie ricchezze. E l’obbiettivo è quasi raggiunto, sia che ottenga la nomina a presidente della repubblica e sia che vadano a fondo queste ultime noie giudiziarie, che sono bazzecolle rispetto a quelle dalle quali è sfuggito anche grazie a Voi. Nel mio piccolo rispetto comunque le scelte che state facendo Meglio una battaglia tardiva ma combattuta che una battaglia che non si ha il coraggio di affrontare. Con stima
Francesco

21 04 2010
alighieronoschese

Meglio tardi che mai, lo avete capito, finalmente! Era ora che vi svegliaste nel torpore che in cui vi eravate assopiti. Cercavate la democrazia dove non esiste, un giorno pagheranno, la risposta è, Quando? Quando saremo tutti con il culo per terra, allora sarà dura rialzarsi, si sa che noi italiani siamo capaci nel rialzarsi, ma forse troveremo tanti di quei cocci che sarà difficile a mettere insieme, divisione del nostro paese, distruzione della giustizia, saranno due dei tanti guai. Io sono uno di quelli che cercò di fondare un nuovo partito con Gianfranco Fini, ma come si fece presente il Berlusconi, io, lasciai, sapevo con chi avevo a che fare, inutile elencare, le persone oneste sanno.

21 04 2010
tristeuomo

Carissima Angela, bella e esauriente la tua intervista; ma ancora c’è l’errore:
il partito di Berlusconi non è “Popolo della libertà” ma è ” Popolo per la Sua libertà”
Ti abbraccio!

21 04 2010
Bimba

tra un po’ ritornano tutti a cuccia, avrebbero dovuto pensarci prima, non mi si dica che non conoscessero bene Berlusconi e i suoi metodi.

21 04 2010
Valentina

Spero che prima o poi anche altri decidano di aprir gli occhi su mister B&company!Mi meraviglio dei leghisti cosi’…….intellettualmente attivi(vedi trota……..)!

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