I bimbi poveri di Montecchio Maggiore sono i nostri bimbi

25 03 2010

di Giovanni Pecora

Sono passati tre giorni, ma ancora l’immagine di quei sette bimbi lasciati senza cibo alla mensa della scuola elementare di Montecchio Maggiore, non mi dà pace.
Questi esseri abietti non sono esseri umani, e non possono essere neanche italiani.
Gli italiani non sono così, non lo sono mai stati.
Questi mostri infami, nutriti dall’odio leghista, non sono italiani.
E a questo punto non sono loro a sognare la secessione dall’Italia: dobbiamo essere noi italiani a cacciarli via a pedate, lontano dalla nostra civilissima nazione.

Vorrei ribadire un concetto: il problema non è sul panino se era imbottito o meno. Ci mancherebbe pure che ne facciamo una questione culinaria o dietologica.
I bambini sono TUTTI UGUALI, questo è il principio cardine.
Se in casa dei miei nonni, durante la guerra, c’era pane per tre persone e si era in sei a tavola, dividevano a metà e mangiavano poco ma tutti.
Sia io che mia moglie lavoriamo nella scuola, e come a tutti gli insegnanti ci è capitato di toccare con mano cos’è la povertà quando di tanto in tanto vedevamo (o vediamo) un alunno che non porta a scuola né il panino per la colazione né i soldi per comprarlo. E vi posso assicurare che la stragrande maggioranza di noi mette mano al portafogli ed in silenzio cerchiamo di ovviare con i nostri pochi mezzi al problema.
Piuttosto salto io la colazione, ma nessuno dei miei alunni deve subìre non i morsi della fame fisica, ma soprattutto quelli dolorosissimi dell’ingiustizia sociale. Questi generano ferite che non guariscono più, che incancreniscono e sfociano nella violenza o persino nell’odio.
Chi ha figli può capire il dolore che hanno provato prima quei bambini, ed ancor più ad evento avvenuto i loro genitori.
Fosse stato un mio figlio sarei andato dal sindaco, o da chi ha dato quest’ordine schifosissimo, lo avrei preso per il collo e gli avrei detto “Da oggi in poi la retta per i bambini poveri la paghi tu, fino alla fine dell’anno. Poi, quando avremo di nuovo il lavoro, te li restituiremo fino all’ultimo centesimo. MA GUAI A TE se un solo bimbo dovrà subìre ancora una sola volta l’umiliazione di sentirsi inferiore agli altri bimbi. GUAI A TE!”.
Io, adulto, posso anche chiudermi in casa e mangiare pane ed acqua se non ho altro, MA I BAMBINI NO!

C’è un limite a tutto. Ed in questa storia il limite si è abbondantemente stra-superato: QUESTA E’ BARBARIE ALLO STATO PURO, e non c’è più margine per risposte civili e paciose.
E un popolo che non reagisce con forza e sdegno ad un episodio come questo non è degno di essere considerato un popolo civile.
Comunque – guarda caso – ho scoperto che un mio compaesano ha lavorato in quella scuola. Siccome voglio vedere fino in fondo cosa è successo realmente, al di là dei resoconti giornalistici, gli ho scritto se poteva darmi le sue impressioni dal posto.
Ecco la sua risposta (che pubblico omettendo il suo nome per evitare di esporlo a ritorsioni):
“Ciao Giovanni, è un piacere ritrovarti.
In merito ai fatti di questi giorni, purtroppo è vero. La scuola di cui trattasi è quella nella quale ho lavorato l’anno scorso e due anni fa.
Conosco bene la situazione ed i colleghi.
Qualche mese fa ho avuto modo di esprimere le mie preoccupazioni ad un amico comune su quello che stiamo vivendo noi insegnanti meridionali a partire dal mese di gennaio scorso.
Io ho scritto un articolo sul giornale di Vicenza per difendere alcuni colleghi (ti invierò copia).
Non adesso ma nei prossimi giorni ti invierò la delibera comunale con la quale è stato dato l’ultimatum alle scuole, le quali avrebbero dovuto sospendere l’erogazione del servizio a partire dal 22 marzo 2010.
Ti premetto che i bambini interessati sono stati 9, di cui 2 italiani. Tra i 7 di nazionalità staniera ve ne era 1 disabile.
Comunque la situazione è davvero insostenibile, in quanto c’è un clima di tensione nei confronti degli stranieri.
Pare che, da parte della Lega, ci sia la volontà di prediligere gli insegnanti del posto.
Se alla regione dovesse andare Zaia la direzione è questa.
Scusa se non mi soffermo nè esprimo l’amarezza e lo sdegno per quanto accaduto, ma la cosa si commenta da sè.
Ieri sera insieme ad una delegazione della CGIL scuola con le più alte autorità a livello regionale e nazionale c’è stato un presidio davanti al municipio di Montecchio .
Noi, come CGIL Scuola, abbiamo dato la disponibilità a farci carico di quanto dovuto dalle famiglie facendo ricorso all’autotassazione, lo stesso la caritas e uno degli imprenditori più importanti della zona, che si è reso disponibile a pagare fin da subito l’importo.
Caro Giovanni, se si arriva a colpire i bambini allora la cosa è davvero grave.
Pensare che nella convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia si parla di diritto alla vita, all’alimentazione, all’uguaglianza e …
Rimpiangendo la mia terra, dove, nonostrante tutto, alcuni valori sono ancora preservati dalla generosità e dall’umanità che da sempre contraddistingue le persone, approfitto per lanciarti un appello: lottiamo per combattere il “male” che la pervade in modo da consentire ai nostri figli di non essere costretti ad emigrare e sentirsi offesi ed umiliati da chi “parla bene e razzola male”.
Cari saluti, ….”

GRAZIE, AMICO MIO, per avermi dato la possibilità di guardare il problema dal di dentro.
Ora sono ancora più convinto che chi tratta a questo modo sette bimbi, tra i quali persino uno disabile, non è degno né di rispetto umano né di rimostranze civili.
Questi esseri ignobili devono imparare una volta e per sempre una lezione: I BAMBINI NON SI TOCCANO!

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3 responses

27 03 2010
DOMENICO

Caro Giovanni di questo si parla nella nostra umile famiglia, lo schifo di quello che è accaduto a dei bambini che non hanno nessuna colpa…sento ancora l’eco e gli inviti di mandare soldi ai bambini dell’altro mondo, ai bambini di Haiti, e noi non diamo da mangiare a quelli che abbiamo in Italia, siamo informati che in Italia buttiamo il cibo e non abbiamo da sfamare numero nove bambini.
Ma chi butta il mangiare in Italia ? i soliti ricchi, quelli che ridevano persino della situazione dei terremotati , ridevano per il Dio soldo…Quanti soldi spendono i nostri parlamentari solo per il mangiare.
i nostri parlamentari………..
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

21 04 2010
MARCELLO

Bravo Sindaco.. che sia una minoranza quella che ti critica lo dimostra il risultato delle ultime regionale il centro destra totalizza quasi il 70%…
Continua cosi… fai rispettare le regole in un mondo di furbi!!

26 04 2010
matteo pedrini

Gentile sig. Pecora, ma con tutti i problemi che avete in Calabria, avete in mente la scuola di montecchio?!?!?! mah, detto questo mi sembra che faccia più pensare il fatto che dei genitori se ne siano altamente sbattuti dei loro figli (dopo decine di richiami, manco il tempo per fare una scheda di adesione alla mensa… ). chissà come sono seguiti a casa, chissà come sono trattati, altro che panino. Eppoi non si faccia abbinadolare dlla risonanza mediatica che volutemente i media hanno dato alla cosa, e non si lasci annebbiare la mente dal suo livore ideologico, è cosa comune che nelle scuole ci sia il buono pasto prepagato, chi ce l’ha mangia, chi non ce l’ha chiede aiuto, ma se non lo chiede chi lo può aiutare?

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