“No Mafia Day”, scarsa affluenza (e qualche coro sgradevole) all’iniziativa nazionale contro i clan

13 03 2010

Reggio Calabria. Un “vaffa” ai mafiosi, a chi chiede il pizzo, ma anche una domanda forte, a un tratto urlata: “Reggio dove sei?”

di Mario Meliadò (www.reggiotv.it)

Dal “popolo viola” a “daSud” passando per le altre associazioni promotrici del “No Mafia Day” (…e anche per diversi partiti), un po’ tutti si sono resi conto che l’opposizione alla tracotanza delle ‘ndrine di questo sabato pomeriggio reggino ha incarnato più che altro la veste di una testimonianza verace. Contando pure chi ha voluto fortemente esserci al punto da attraversare lo Stretto, non si è andati oltre qualche centinaio di manifestanti, il cui momento di raccolta è stato già nel primissimo pomeriggio, in piazza Garibaldi. Ma fin dall’inizio è stato chiaro che – a fronte delle numerose adesioni raccolte su Facebook – la concomitanza di una cruciale manifestazione capitolina, i fatti di questi giorni, la campagna elettorale in corso, il maltempo e la contemporaneità della partita casalinga della Reggina hanno costituito davvero una ricca serie di fattori negativi che ha reso impalpabile la partecipazione per quella che, nelle intenzioni almeno, voleva essere una solida manifestazione nazionale contro tutte le mafie…

E pensare che proprio in riva allo Stretto, di cose ne sono accadute davvero!, dall’inizio di questo sfortunato 2010: dalla bomba alla Procura generale alle intimidazioni a giornalisti come Nino Monteleone e Peppe Baldessarro (entrambi presenti) fino ai “messaggi di morte” a magistrati come Antonio De Bernardo…

Sul fronte numerico, però, non è bastato.

<Reggio, scendi in piazza!> oppure <Giù le mani dai magistrati> gli slogan più gettonati nel corso del minicorteo che ha solcato corso Vittorio Emanuele fino a piazza Italia, per poi da lì spostarsi su corso Garibaldi fino a raggiungere piazza Duomo.

Ma all’iniziativa c’era pure – in rappresentanza del Comune – uno sbigottito Peppe Raffa: non solo il vicesindaco, ma pure alcuni rappresentanti di centrosinistra e del sindacato non hanno gradito alcuni dei cori ascoltati (“Peppe a testa in giù”, sgradevole riferimento a un nuovo piazzale Loreto, oppure “Il primo mafioso è Berlusconi, il secondo è Scopelliti”) urlati da pochi tra i manifestanti nella sosta all’altezza di Palazzo San Giorgio.

Mario Meliadò

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One response

17 03 2010
Valentina

Grazie per il “benvenuta” datami dalla redazione!E quindi ari-eccomi a lasciar un altro commento!Il giorno della manifestazione a Reggio mi è rimasto un pò di amaro in bocca……vedendone le immagini al tg mi son chiesta come mai da noi non si riesca ad avere una partecipazione di massa a manifestazioni del genere.E la risposta, forse affrettata e seccante e banale e…..devastante,è che forse ancora non siamo pronti a scendere in piazza.Ritorna un pò quello che ho scritto in un altro commento,siamo noi che dobbiam svegliarci e assumere quella “posizione eretta” mentale che ancora abbiam solo fisicamente.E credo che l’aspetto ancora più terrificante sia il fatto che troppo spesso ci si abitua all’illegalità e se ne accetta la convivenza,quasi come una certezza assiomica da assumere senza ma e senza se…….in tutto questo aspetto desolante e anche imbarazzante la consolazione rimane la presenza di blog come il vostro che rende fruibile l’informazione e da’ spunti di riflessione….spero sempre a più persone…
Grazie.
Buon lavoro!

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