Angela Napoli è una di noi. Tutti noi siamo Angela Napoli

7 03 2010

Un pentito confessa che esisteva un piano per assassinare l’On. Angela Napoli. Ed immediata scatta in tutta Italia una enorme solidarietà con la coraggiosa parlamentare calabrese, solidarietà a cui ovviamente non può non unirsi quella di tutti noi della Rete per la Calabria, che consideriamo Angela Napoli una di noi.
Pubblichiamo a titolo di esempio due messaggi: uno dello scrittore Emiliano Morrone, l’altro dei ragazzi antimafia del movimento “Ammazzateci tutti”.

Scrivo la mia vicinanza Angela Napoli e invito all’unità dei calabresi contro la ‘ndrangheta

di Emiliano Morrone

Volevano uccidere Angela Napoli. Lo abbiamo appreso oggi. La fonte è un collaboratore di giustizia, già affiliato alle cosche, ora pentito. Loro, gli uomini della ‘ndrangheta, che bramano il palazzo di là dai colori, progettavano di eliminarla. Ciechi, spavaldi e vigliacchi, pensavano di risolvere i propri guai procurando la morte a una donna che non teme, non si nasconde: fa i nomi di appartenenti e collusi, lotta senza partigianeria contro mafie e malaffare.

Angela Napoli è una coscienza vigile, una voce libera, uno spirito giusto. In una terra provata e sofferente, segnata dalla debolezza della politica, da un diffuso senso d’impotenza e rassegnazione che si coglie ogni giorno, anche nelle piccole storie.

Chi siamo, dove andremo?

Mi pare questa la domanda chiave per la nostra terra, oltre ogni scadenza elettorale, indipendentemente dal rito del voto, dalle alleanze, dalle faccende interne agli schieramenti politici, dalle ipotesi di vittoria e governo, da qualunque cruccio sugli assetti del domani.

Siamo calabresi, anzitutto. Quindi dobbiamo riconoscerci entro una democrazia bloccata dalle minacce, dalle pressioni, dai ricatti e dalle operazioni della ‘ndrangheta; la quale è a volte sorridente, altre orrenda e funerea. Questi sono due aspetti della strategia e comunicazione criminale negli anni dell’impero finanziario ed economico delle ‘ndrine, abilissime a reinvestire, riciclare, conquistare mercati lontani.

La ‘ndrangheta prende il potere individuando i metodi e gli investimenti elettorali migliori. È nemico chi s’oppone, chi la combatte con le armi della legalità, della parola e dell’intervento politico o civile. Dunque va abbattuto. Lentamente o all’improvviso: con l’isolamento oppure coi bazooka, per lo più nascosti nel crotonese. In ogni caso, tra modi fini e crudi non c’è differenza: non sono il sangue, i brandelli di carne, le macerie umane e l’atrocità delle stragi a segnalarci la presenza d’un pericolo terribile, di un’organizzazione rodata quanto spietata, causa di povertà, disservizi, disavanzo, paura di cambiare.

Il problema più grave è il silenzio quotidiano, la convinzione, in largo radicata, che non si possa né debba parlare, che conviene farsi gli affari propri e rinunciare alla solidarietà concreta, a quella che nessuno può ricondurre a calcolo opportunistico, ad azione interessata.

È ancora vivo il sacrificio di don Peppe Diana, che decise di non tacere per amore del suo popolo, così scuotendoci con tutta la tensione profetica e la vocazione sociale che portava dentro.

In nome del suo esempio e dell’indiscutibile testimonianza di Angela Napoli, come semplice giovane chiedo alla Calabria di ripudiare le anguste logiche elettorali; di ritrovarci, salve le appartenenze politiche, legittime e indispensabili, nell’impegno culturale contro la vigente sufficienza rispetto al fenomeno criminale, ai sistemi dissuasivi della ‘ndrangheta. Qui non si tratta di promuovere o elevare qualcuno a scapito d’altri, di dividere la politica in buoni e cattivi, di attribuire meriti e discredito, usando strumentalmente una materia che tira.

È probabile che noi calabresi non siamo stati mai uniti, divisi da una storia di sconfitte ed emigrazione.

Oggi, però, è indispensabile superare la contrapposizione ingannevole dei colori politici e l’inquietudine, paralizzante, della propaganda di parte. Per uscire dalla minorità, dobbiamo incontrarci sulla via dell’emancipazione culturale, riscoprire la nostra dignità di popolo ricco, generoso, fiero, reattivo.

La politica, da qualunque lato od angolo la si faccia, può ripartire da questo punto, dimostrando responsabilità, coscienza identitaria e una visione finalmente costruttiva del futuro comune.

Emiliano Morrone

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‘NDRANGHETA, INTIMIDAZIONE ANGELA NAPOLI. AMMAZZATECI TUTTI: GENTE ONESTA OGGI CONSAPEVOLE

CATANZARO – <<L’onorevole Angela Napoli andrà avanti ancora più determinata di prima, di questo ne siamo veramente certi. A lei la nostra sincera vicinanza.>> E’ quanto scritto in una nota dai giovani calabresi del Movimento antimafie Ammazzateci tutti in merito al progetto di attentato nei confronti della parlamentare da parte della ‘ndrangheta.
<<La forza, la passione e l’incisività che l’onorevole Napoli ha messo in questi anni da membro della commissione parlamentare antimafia è stata tale – prosegue la nota – che le cosche hanno tentato più volte di intimidirla non riuscendo nel loro intento>>.
<<Nel mentre alla ‘ndrangheta piace far ricordare a tutti la sua esistenza  attraverso questi atti minacciosi a volte eclatanti – concludono i giovani del movimento antimafia – noi dall’altro lato continuiamo la nostra battaglia consapevoli che, oltre alla meritevole opera di contrasto da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, oggi la gente onesta di Calabria è finalmente consapevole ed ha tanta voglia di cambiare>>.

Ufficio Stampa
Movimento “Ammazzateci tutti”

www.ammazzatecitutti.org

www.killusall.org

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2 responses

7 03 2010
ToninoChiodo

-È probabile che noi calabresi non siamo stati mai uniti, divisi da una storia di sconfitte ed emigrazione-

-La politica, da qualunque lato od angolo la si faccia, può ripartire da questo punto, dimostrando responsabilità, coscienza identitaria e una visione finalmente costruttiva del futuro comune.-

Voglio prima di tutto esprimere piena solidarietà all’On. Angela Napoli e poi complimentarmi per il blog che seguo con interesse.
Ho voluto estrapolare i due concetti espressi nell’articolo per aggiungere qualche personale considerazione.

Il popolo Calabrese è sempre stato, volutamente, tenuto diviso, le sonfitte e l’emigrazione ne sono una conseguenza e non una causa. Divisi da sempre, anche quando il mondo andava verso momenti e movimenti di unitarietà e di identità si sono creati ad arte occasioni per mettere gli uni contro gli altri. Ricordo, per non andare tanto lontano, la guerra di Reggio e i “boia chi molla”.

La politica, cosi come conosciuta e interpretata dai “politici ” fino ad oggi, non ha nessuno interesse a cambiare lo stato delle cose, perchè di questo si alimenta e ne trae consensi. Di volta in volta cambia pelle si aggrega, si scopmpone, cambia pelle a seconda della posta in gioco, o della torta da dividire. Le lotte, le faide all’interno dei partiti per l’ultima occasione, perchè questa sarà veramente l’l’ultima, per non restare fuori dai giochi credo sia sotto gli occhi di tutti. Di una cosa sono certo, finiti i fondi comunitari, e con l’entrata del federalismo fiscale, non ci sarà più nulla da spartire. Forse dopo il 2015, se si creeranno nuove organizzazioni-associazioni-movimenti potrà avere inizio qualcosa di nuovo.

8 09 2010
Enzo M.

Gentile onov. nell’esprimerLE la mia gratitudine come calabrese per il suo costante impegno contro le consorterie malavitose, o meglio politico-malavitose, che appestano la nostra realtà sociale, alla luce di quanto oggi leggo on-line sui giornali vorrei esprimerlLE, altresì, la mia solidarietà per il coraggio non usuale che dimostra nel dire la verità. Conferma, qualora c’è ne fosse ancora bisogno, sono le sue dichiarazioni attuali riguardo al ‘carrierismo politico’ di alcune sue colleghe. Mi permetto di suggerirLE di non farsi intimorire dal coro di proteste che si sta levando. L’opportunismo, l’ipocrisia, si veste spesso e volentieri d’immacolatezza, oscurando e fingendo di non vedere ciò che è palese agli occhi di tutti.
Cordiali saluti.
Vincenzo

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