Scopelliti: “Sogno la rivoluzione dei giovani per la Calabria”. E sabato grande convention giovanile a Lamezia per siglare un patto generazionale

26 02 2010

di GIUSEPPE SCOPELLITI *

Una convention per parlare ai giovani e intessere un rapporto diverso rispetto a quanto fino a oggi è stato loro negato dalla classe dirigente e politica di questa terra. Le giovani generazioni chiedono di diventare protagoniste in una regione in cui i fermenti del cambiamento indicano, n modo incontrovertibile, la fine del vecchio modo di gestire la cosa pubblica per rapportarsi con il cittadino, il territorio e con i suoi bisogni. Le elezioni di fine marzo rappresentano l’appuntamento della svolta, perché la Calabria diventi protagonista in Italia, in Europa e, soprattutto, nel Mediterraneo. Ai diplomati, ai laureati, ai giovani in genere, a quanti operano nei settori produttivi e delle professioni non può essere consentito di abbandonare questa terra e mettere le loro intelligenze al servizio di altri contesti geografici nazionali ed esteri.
L’impegno dei giovani verso politica dovrà segnare la discontinuità con il passato, nel cui feebdack ritroviamo abbandono, subalternità, disamministrazione, mafia, corruzione.
Rifacendomi all’invito che Benedetto XVI ha rivolto ai giovani “La vostra missione è cambiare il mondo”, credo non sia azzardato chiedere alle nuove generazioni di questa
terra di impegnarsi in una rivoluzione che parta dal basso per fondare una nuova Calabria. I giovani, innanzitutto.
Ma l’invito a partecipare al cambiamento è rivolto anche a tutte le altre componenti sociali che reclamano ed auspicano una regione diversa: moderna, funzionale, più accogliente, finalmente libera della mala pianta della ‘ndrangheta, in cui la sicurezza sociale ed ambientale diventino l’elemento caratterizzante della vita quotidiana.
Cambiamento significa impegno corale. Alle generazioni delle tempie grigie e dei capelli bianchi chiedo di mettere a disposizione l’esperienza maturata nei settori più disparati della vita professionale, imprenditoriale, artigianale: anche di questo la nuova Calabria non può fare a meno. I nostri corregionali reclamano il diritto di dire basta alle utopie del passato che una certa classe politica, con lusinghe e raggiri, ha iniettato nel tessuto sociale al punto da determinare, tra l’altro, un grande  disorientamento.
Basta con la logica clientelare per avviare l’era della meritocrazia; basta con la burocrazia malata asservita alle logiche di potere: si metta da parte per agevolare il coinvolgimento deigiovani calabresi – di quelli che sono qui e di quanti vogliono tornare – per farli diventare il motore di sviluppo di una terra che può e deve rinascere. Il mio impegno è quello di offrire l’opportunità di misurarsi, di creare competizione nel contesto di un sistema virtuoso che generi sviluppo e ricchezza.
Ai giovani voglio dire che in questa Calabria è importante diventare squadra. Ma voglio sottolineare che compagine significa sacrificio, umiltà, sudore, lavoro; significa prodigarsi per chici sta a fianco aiutandolo a recuperare la strada maestra rispetto alle insidie ed alle devianze che una parte del territorio offre loro.
La comunità giovanile calabrese, nella sua totalità, rappresenta la vera grande sfida per segnare lo spartiacque tra gli ultimi 40 anni di un regionalismo, che ha cancellato sogni e speranze di intere generazioni, e la possibilità di avviare la stagione del cambiamento, dell’orgoglio e della calabresità. Non più una classe politica piagnona e con la mano tesa, ma un’élite di grande qualità, in grado di programmare e guidare la fase del cambiamento, in cui pianificazione e lungimiranza diventino gli strumenti per tirare fuori dalla palude la regione.
Con loro voglio stingere un’alleanza affinché si possa uscire dal tunnel in cui oggi ci troviamo per dar vita ad un cambiamento vero, reale e duraturo.
Da Lamezia, sabato prossimo, voglio lanciare un messaggio chiaro, senza distorsioni: quello di gettare le basi di un nuovo patto sociale con al centro la comunità giovanile. La Calabria non può più attendere, non può e non deve più tollerare il vecchio establishment politico che ha rappresentato e difeso gli interessi delle lobby che, trasversalmente, si sono arricchite ai danni dei cittadini onesti. Politica e giovani: un binomio vincente, un crogiolo di speranze non di utopie, di iniziative, di progetti in cui tutti diventino gli artefici del cambiamento reale indispensabile per disincagliare la nostra comunità dalle secche dell’immobilismo che fino ad oggi le hanno impedito di mettersi al passo con il resto del Paese.

*Giuseppe Scopelliti, candidato del Pdl a governatore della Calabria

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