Usura: l’editore di “Calabria Ora” Pietro Citrigno condannato anche in secondo grado. Ed il suo giornale nasconde la notizia

13 02 2010

di Pietro Gerace

Nuovo atto dell’inchiesta anti-usura “Twister”. La Corte d’Appello di Catanzaro ha definito martedì 9 febbraio 2010 l’ultima posizione rimasta al vaglio dei giudici di secondo grado, aggravando la pena inflitta in primo grado a Pietro Citrigno, l’imprenditore cosentino, editore del giornale Calabria Ora.
Citrigno era rimasto coinvolto nella maxi-operazione del 2004 condotta dai Carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro contro un’organizzazione che gestiva un vasto giro di usura a Cosenza.
Il processo di primo grado a carico di decine di imputati si concluse il 15 dicembre del 2006 davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Cosenza, con diciotto condanne, tra le quali quella di Citrigno al quale fu inflitta una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione.
La difesa dell’imprenditore ed anche la Procura della Repubblica hanno proposto appello, chiedendo rispettivamente l’assoluzione dell’imputato la prima e l’aggravamento della condanna la seconda. Il collegio di secondo grado (presidente Fabrizio Cosentino, consiglieri Francesca Garofano e Maria Teresa Carè) ha ritenuto l’editore di “Calabria Ora” Pietro Citrigno responsabile del reato di usura, revocando anche la prescrizione di tre specifici episodi sancita in primo grado, ed ha rideterminato così la pena in 4 anni e 8 mesi di reclusione, 10 mila euro di multa ed il risarcimento alle parti civili da liquidarsi in separata sede (erano costituiti Giuseppe Cappai con l’avvocato Giuseppe Vuono e Francesco De Luca con l’avvocato Roberta Perrelli).
Con l’operazione “Twister” si è fatta luce su un’ associazione a delinquere capace di tenere mezza città di Cosenza in pugno con prestiti usurari che hanno creato una vera e propria economia parallela.
Nel marzo del 2009 l’inchiesta “Twister” è passata anche dal giudizio della Corte di Cassazione Lo zoccolo duro dell’inchiesta “Twister” è costituito da centinaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali, accertamenti bancari e dalle ammissioni di alcuni imprenditori costretti dagli strozzini a pagare cifre da capogiro dopo aver ricevuto dei prestiti.

Dove ha collocato la notizia della condanna del suo Editore, mercoledì 10 febbraio 2010, il giornale “Calabria Ora” diretto da Paolo Pollichieni?
In un trafiletto nella penultima pagina delle notizie regionali, in basso a sinistra, seminascosta e senza alcun cenno nel titolo al nome di Citrigno.
Ecco nelle mani di chi è, purtroppo, una parte dell’informazione calabrese.
Quale informazione libera e senza padroni potrà mai garantire un quotidiano che ha il suo Editore condannato a 4 anni ed 8 mesi per usura?

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10 responses

1 06 2010
Giovanni Cariati

Calabriaora è un buon giornale . Merito dei giornalisti . L’ editore è persona discutibile . Tra l’ altro anche ignorante . Non capisco che ci faccia con un giornale .

2 06 2010
Direttore

“Calabria Ora” è un buon giornale perchè l’ha inventato così il primo direttore Paride Leporace, esautorato ed esiliato dall’arrivo del potentissimo affarista-lobbista Paolo Pollichieni.
L’editore, di cui abbiamo detto il curriculum, ha cacciato il buon Leporace e l’ha sostituito con il noto affarista-lobbista ed ex giornalista della Gazzetta del Sud, essendo quasi un ex giornalista tout-court, Pollichieni.
Perchè la cacciata di Paride Leporace, che aveva fondato ed ideato il giornale con ottimo successo iniziale?
Misteri calabresi, che come sempre non sono poi così misteriosi.
Come resta ancora un mistero come mai l’Ordine dei Giornalisti non abbia niente da dire di un direttore di quotidiano come Pollichieni che mentre con una mano scrive il “suo” giornale, con l’altra bussa alla porta dell’assessorato al turismo della Regione Calabria per mettersi in saccoccia consulenze ed appalti milionari.
A ciascuno il suo, direbbe qualcuno.
Evidentemente alle logiche ed ai bisogni di cotanto editore serviva cotanto direttore.
Due più due fa sempre quattro. E di questi tempi così confusi solo la matematica non è un’opinione.

6 06 2010
Francesco Ascioti

Calabria Ora e’ un giornale fazioso, di parte e che dopo l’apparente effervescenza iniziale si e’ incanalato nella peggiore tradizione leccaculista del giornalismo calabro. Sconcertante la posizione dei Calabria Ora durante la campagna elettorale delle regionali, dove ha cercato di difendere l’improponibile Loiero con una fortissima campagna anti Scopelliti fatta di insulti, illazioni e calunnie. L’avversione della testata verso il movimento Ammazzateci Tutti dimostra palesemente che questo media alla Calabria coraggiosa e onesta non offre un tubo.

13 06 2010
Aniel

concordo!!!!!

25 02 2011
letizia

ho grande nostalgia di Leporace, il giornale con lui ha conosciuto la vera informazione ma come tutte le cose calabresi chi dice il vero non sopravvive alla melma fetita che avvolge le “nostre cose”

24 05 2011
lello

mi meraviglio come uno come leporace, abbia potuto accettare l’incarico di direttore a calabria ora, eppure cosenza è piccola forse pensava in un cambiamento
dell’editore mi viene da ridere.

30 06 2011
Antonio-CS

Ciao, fai “un’update” dell’articolo. La Cassazione ha dichiarato INAMMISSIBILE il ricorso confermando i 4 anni e 8 mesi inflitti dalla Corte di Appello di Catanzaro.

30 06 2011
Direttore

Ecco fatto. Il tuo commento è già un update, no?

30 06 2011
Antonio-CS

Oh grazie:) Gentilissimo! Era giusto per puntualizzare, dovere di cronaca. Stanno sempre ad attaccare in quel giornale. Preferisco i siti come i tuoi, diretti. Infatti mi da che posterò un articolo e ti linko pure se me lo consenti:) Ciao

17 09 2012
giuseppe picciotto

“O senno tu sei fugito fra gli animali bruti e gli uomini hanno perso la ragione”
Non ho altri modi per esprimer in sintesi il mio pensiero se non quello di citare il mio garnde amico William Shakespeare.
Sintesi significa sintesi quindi non mi perdo in chiacchiere, ma solitamente ci sono degli uomi, dei validi imprenditori come il sig. pietro Citrigno che vengono manipolati dal sistema politico-finanziario per ruoli e scopi torbidi… se vogliamo dir questo di Citrigno allora diciamolo pure ma lui più che aguzzino è vittima di un meccanismo perverso che lo ha strumentalizzato. Calbria Ora è un gran giornale che onora la nostra terra. Il suo management si muove in maniera corretta seguendo quelle che sono le linee degli editori e gli editori si muovono correttamente seguendo le linee dei finanziatori che a loro volta seguono le linee della politica di parte. Tutti fanno così in Italia ( e anche all’estero) quindi i capri espiatori altro non sono che pedine bruciate di un sottile gioco politico. Io più che usuraio userei il termine di “fesso” per Pietro Citrigno. Fesso per aver creduto nell’amicizia di chi poi lo ha venduto, fesso per esser succube di una provinciale ambizione, fesso per aver sacrificato le sue capacità imprenditoriali in nome di un’astratta linea di potere. Insomma i criminali stanno più in alto… Quando questa storia sartà finita avremo di nuovo un grande imprenditore che opererà in Calabria e sicuramente non sarà più tanto fesso.
Giuseppe Picciotto

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