Antonino Monteleone nuovamente nel mirino: la ‘ndrangheta alza ancora il tiro

5 02 2010

di Giusva Branca e Raffaele Mortelliti

Chi decide di fare un giornalismo coraggioso dalle nostre parti sa perfettamente a cosa rischia di andare incontro. Antonino Monteleone è, senza dubbio, il più spregiudicato dei giovani talenti da tastiera venuti fuori dalla palestra di Strill.it. Ha censurato senza mezzi termini politici e ‘ndranghetisti, giornalisti e funzionari. L’incendio della sua autovettura, avvenuto stanotte secondo le più classiche modalità mafiose, testimonia – ancora una volta – un fatto: la ‘ndrangheta è attenta, attentissima alle mille sfaccettature che possono in qualche modo arrecarle fastidio. Ed allora bombe per chi non paga il pizzo, bombe per gli amministratori pubblici magari un pò sordi a certe richieste, bombe per i magistrati e – perchè no – bombe per chi scrive. D’altra parte è noto che ne uccida più la lingua che la spada. Questo accade alle nostre latitudini; vorremmo tanto che – per gioco, per carità – un nostro omologo veneto o lombardo provasse per due mesi a vivere ed operare qui. Provasse ad avere a che fare con un sistema che, contemporeanemente, ti rimbalza come un muro nei suoi rappresentanti politici, ti fa piombare in un incubo quando si tratta di trattare con le banche, ti fa vivere in prima persona la storia della tela di Penelope se c’è da incassare i tuoi – sacrosanti e certificati – guadagni, non ti offre un servizio che sia uno e, nel caso in cui tu ti metta in testa, come Monteleone, che non ci sono mille modi di fare giornalismo, ma uno solo, ti minaccia, ti pedina, ti fa sentire il fiato sul collo e poi ti mette le bombe, ti incendia le auto.

Chiariamo: non è molto diverso, il caso di stanotte, dalle decine che ogni settimana registriamo con puntualità cronometrica, ma la sua portata è assai più grave. Principalmente perchè, come più volte scritto, si colloca in un momento preciso di grandissima schizofrenia e nervosismo del panorama criminale cittadino, ma ancor di più ove si consideri che Antonino Monteleone non scrive per tornaconto proprio nè per nessun altro interesse particolare. Scrive in ossequio a banali – e probabilmente superati – baluardi etici sotto forma di principi che prova,attraverso la tastiera, a difendere strenuamente. E questi principi giovano ( o dovrebbero) a tutti.

Monteleone, a meno di 25 anni, ha dimostrato in questi anni il coraggio che tanti illustri colleghi a capo di prestigiose redazioni non hanno palesato in decenni di “onorata carriera”; da Strill.it e dal suo celeberrimo blog www.antoninomonteleone.it/ ha spiccato il volo verso ribalte sempre più nazionali senza, però, distogliere mai l’occhio dalle vicende locali che, con caustica e lucida capacità di analisi, ha sempre dipinto con contorni netti e spietati.

Ma viviamo qui, dove siamo nati e cresciuti e già ci sembra di sentirlo il coro di “se l’è cercata, ma chi glielo ha fatto fare di rompere le scatole in quel modo…a lui cosa ne entra…”.

Ecco, la differenza sta proprio qui, e comincia ad avvertirsi esattamente quando, spente le luci della ribalta, chi decide di fare il proprio dovere di uomo, cittadino e professionista resta solo e, magari, torna a casa da solo, quando è sera.

Ma in quella differenza c’è tutto quel che resta di un respiro – ormai quasi un rantolo – di libertà e di speranza per una terra che pare scavarsi da sola la fossa ogni giorno.

Ed ogni maledetta notte.

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One response

6 02 2010
domenico

piena solidarietà a tutti i giornalisti impegnati a far conoscere la verità…..
di giovani talenti in Calabria ci sono ,cito Antonino Monteleone ,Emilio Grimaldi..
e altri, giovani d’età ma con tanto coraggio.

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