Aboliamo il “Listino” alle Regionali? SI

28 01 2010

Oltre duecento adesioni di amministratori all’iniziativa di Mario Oliverio
«Aboliamo il listino»
Parte la campagna per raccogliere 200.000 firme

di FRANCESCO VIOLA

«Nei luoghi di rappresentanza non ci possono essere delle riserve indiane dove gruppi ristretti hanno la possibilità di scegliere un quinto del consiglio regionale, inquinando processi democratici che dovrebbero svolgersi liberamente». Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza, sintetizza così le ragioni che l’hanno spinto a promuovere, in vista delle imminenti elezioni regionali, il movimento per l’abolizione del listino bloccato. Un movimento, spiega Oliverio, al quale hanno già aderito oltre duecento sindaci calabresi, numerosi consiglieri regionali e provinciali, parlamentari e rappresentanti di partiti e istituzioni.
«La nostra non è un’iniziativa “contro” – prosegue il presidente della Provincia di Cosenza -. Al contrario vogliamo aiutare l’assemblea regionale a condurre in porto la riforma della legge elettorale più volte annunciata e ancora non approvata».
Per sgombrare il campo da ogni dubbio, Oliverio specifica che la nascita del movimento per cancellare il listino «non è strumentale, non è dettata da calcoli politici. Questa proposta è in campo già da tempo e l’ho ribadita anche durante la recente manifestazione del Pd al Rendano durante la quale è stato deciso di sospendere le primarie e di cercare di costruire una nuova alleanza, aprendo un dialogo con l’Udc». L’accelerazione degli ultimi giorni, aggiunge l’amministratore provinciale, è dettata dall’avvicinarsi della scadenza della consiliatura e quindi della necessità di muoversi in fretta. L’obiettivo indicato da Oliverio è l’abolizione del listino già nella prossima seduta del consiglio regionale prevista per venerdì prossimo: «Dobbiamo cancellare al più presto questa alterazione della vita democratica calabrese e ridare ai cittadini la possibilità di eleggere tutti i cinquanta consiglieri regionali ».
Un’esigenza, ricorda il presidente della Provincia di Cosenza, «condivisa da Loiero e Bova, ma pure da Callipo e Scopelliti». Sandro Principe si dice d’accordo con Oliverio tanto da dichiararsi «disponibile a candidarsi nel proporzionale se il Partito democratico lo riterrà opportuno».
Dopo aver criticato Casini e l’Udc, Principe lancia un appello all’unità del Pd e della coalizione di centrosinistra: «Non dobbiamo concedere altri vantaggi al centrodestra, ma convergere rapidamente su un programma condiviso e un candidato governatore
rappresentativo».
Franco Pacenza, dal canto suo, propone che l’abolizione del listino sia inserita al primo
punto del prossimo consiglio regionale.
«Bisogna dare priorità a questa battaglia – sottolinea – per evitare che si perda in una riforma della legge elettorale che si presenta molto complessa. Se successivamente si riuscirà a fare di più, tanto meglio».
L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, il socialista Luigi Incarnato riporta la discussione sui binari della politica paragonando il listino alla politica dell’Unione di centro, «entrambi fanno perdere tempo prezioso. Anche perché l’ipotesi di un’alleanza con l’Udc non c’è mai stata».
Secondo Incarnato bisogna rilanciare il centrosinistra («ha le regionali»), riconoscendo il ruolo guida al Pd, «se però non sa fare il capofila rischiamo una pericolosa frammentazione della coalizione». Un appello all’unità del centrosinistra arriva pure da Ernesto Magorno, sindaco di Diamante: «Non dobbiamo consentire a questa pessima destra di tornare a governare la Calabria».
Il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, preannuncia una protesta da martedì di fronte a Palazzo Campanella per sostenere l’iniziativa promossa dal presidente della Provincia di Cosenza.
Le conclusioni del dibattito spettano ad Oliverio che annuncia la nascita di un comitato ad hoc e una sottoscrizione popolare per dare ulteriore forza alla battaglia per l’abolizione del listino. Il traguardo indicato dal presidente della Provincia di Cosenza è ambizioso: la raccolta di duecentomila firme prima del consiglio regionale di venerdì prossimo, «dobbiamo farcela perché anche da queste cose passa il rilancio della Calabria».

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