Naccari Carlizzi «La Laganà ved. Fortugno e Mimmo Crea avevano un patto di ferro»

25 01 2010

L’assessore Naccari contesta la ricostruzione della parlamentare del Pd al processo “Onorata sanità»

da “Il Quotidiano della Calabria” del 23 gennaio 2010

Non sono piaciute all’assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi, le dichiarazioni fatte dall’onorevole Maria Grazia Laganà ved. Fortugno durante il processo “Onorata sanità”, che sista svolgendo a Reggio Calabria contro l’ex consigliere regionale Domenico Crea. In particolare l’esponente del Pd, ritiene inesatta la ricostruzione fatta in tribunale la scorsa settimana, sulla campagna elettorale delle scorse Provinciale.
La Laganà, avevava detto che la lista assieme a Crea «era stata fatta perchè poche ore prima della presentazione delle liste Naccari aveva comunicato che avrebbe fatto, autorizzato da Roma, una propria lista». Di conseguenza la componente della Laganà sarebbe stata costretta a proseguire con chi era rimasto nel partito (Crea, ndr) senza alcuna possibilità. Tant’è che «oltre alla presentazione ufficiale della lista non si era poi impegnata durante la campagna elettorale».
Ricostruzione che, come accennato non sono piaciute a Naccari, che ieri ha fatto pervenire una nota nella quale propone una versione diversa i quanto accaduto in quei giorni.
Afferma Naccari: «Apprendo dalla stampa che la storia delle liste della Margherita alle ultime elezioni provinciali è stata riscritta ex post in occasione di un’udienza del processo “Onorata sanità”, ormai si usa così. La verità è invece semplice e lineare». Spiega l’assessore: «Alle elezioni provinciali non avevo alcuna voglia di fare lista insieme alla Laganà e a Crea. Con la prima perché mi separa una diversa sensibilità politica. Con il secondo perché, da commissario provinciale del partito popolare nel 1995, avevo avuto già modo di espellerlo dal partito perché tra il primo e il secondo turno aveva ritenuto utile votare per il candidato a presidente dell’altra coalizione dietro patteggiamento di un assessorato. Non mi sembrava quindi il caso di lavorare insieme a lui a qualsivoglia progetto politico. Della vicenda erano al corrente tutti dall’inizio».
Da qui per dire ancora: «La componente della Laganà come è noto tentò di non farmi autorizzare un’altra lista pensando, in un accordo di ferro con Crea, a restringere gli spazi per i candidati che si richiamavano alla mia posizione. Ad una settimana dalla presentazione delle liste fu invece autorizzata formalmente dal partito nazionale la mia lista, “La Margherita con Rutelli”. La stampa riportava ormai da tempo la mia intenzione in tal sensonon equivocabile. Laganà e Crea lavorarono a stretto contatto per competere e superare la mia lista, sottraendo candidati, proponendo insieme soluzioni e festeggiando insieme i risultati. Addirittura dopo le elezioni provinciali in una riunione del partito provinciale la componente Laganà, per bocca di un congiunto della stessa, molto attivo nel settore della telefonia mobile e stipendiato dal Consiglio Regionale, propose Crea come assessore regionale in evidente alternativa a me».
«Certo – conclude Naccari – è stata una vicenda imbarazzante, credo più per le decisioni di allora che per le giustificazioni di ora. Poi ognuno è libero di dire qualsiasi cosa e convincersi anche che sia vero».

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One response

25 01 2010
idiversi

E’ uno scandalo che la Laganà sia diventata paladina dell’antimafia sedendo addirittura in Commisione antimafia…lei ha troppo da raccontare sulla vicenda dell’uccisione di suo marito..

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