Un progetto alternativo: Il “Ponte Galleggiante Abitato” sullo Stretto di Messina

22 01 2010

L’idea è dell’architetto israeliano Mor Temor: “la bellissima natura del territorio e la sua ricca e lunga storia meritano un’opera di grande valore architettonico” (guarda l’animazione cliccando QUI)

Emanuele Rigano (su “Tempo Stretto”, quotidiano online di Messina)

Il Ponte sullo Stretto. Un’opera che con il tempo ha assunto sempre più connotati “politici” e sempre meno “tecnici”. Ci si è infatti più concentrati sugli aspetti finanziari/istituzionali della vicenda, come le ricadute sul territorio, sull’economia del Mezzogiorno e delle due regioni interessate nello specifico, della società la “Stretto di Messina” che si dovrebbe occuparsi del coordinamento dei lavori. Schieramenti che prendono questa o quell’altra posizione e ne fanno bandiera, soprattutto elettorale. Minore invece l’attenzione sul piano vero e proprio di realizzazione del collegamento stabile. Minore perchè limitato è stato il dibattito sul progetto a campata unica (3300km) che dovrebbe realizzarsi e sui possibili rischi ad esso connessi.

Gli autori dell’articolo “Aspetti geologici e di stabilità per il Ponte sullo Stretto di Messina”, Alessandro Guerricchio e Maurizio Ponte (Università di Reggio Calabria), hanno concluso la loro ricerca con l’affermazione: “In caso di sisma di particolare energia, la struttura potrebbe essere coinvolta in fenomeni gravitativi di importanti dimensioni. Un eventuale, anzi probabile, meccanismo di instabilità che dovesse coinvolgere il versante su cui insiste la torre dal lato della Calabria, produrrebbe una sollecitazione di tipo impulsivo sulla struttura, con serissime consequenze sulla stabilità strutturale”.

Così come l’economista Guido Signorino dell’Università di Messina, notoriamente contrario alla costruzione dell’opera, nel suo articolo “Mistakes and Erroneous Solutions in Urban Planning: The Project for a Bridge over the Straits of Messina” ha scritto: “Mi limiterò a sintetizzare alcune delle molte ragioni per cui il progetto appare del tutto anti economico, sia a livello locale, sia a livello nazionale. A livello locale, il ponte riduce il benessere a causa dei costi ambientali e di congestione; i costi ambientali del ponte si riferiscono al suo impatto sulla ecosfera urbana:
a) la riserva naturale di Ganzirri (di interesse Comunitario) sarà irrimediabilmente danneggiata;
b) più di 5 milioni di m3 di residui dei lavori di scavo sono localizzate in posizioni molto pericolose, sulle pendici dei monti Peloritani, adiacente alla parte residenziale della città. Inoltre, il ponte sarà costruito a 15 km dal centro della città, per un totale di 25,7 km di tunnel ferroviario e stradale e viadotti che collegano il ponte con le zone più centrali della città.
La conclusione dell’analisi economica del progetto è sicuramente negativa, a causa di:
a) errori nelle previsioni di traffico; b) sottovalutazione dei costi di investimento, c) imprecisioni in analisi costi-benefici;
d) le conseguenze negative per il bilancio pubblico e per l’economia siciliana”.

Ma c’è per il governo italiano un’alternativa molto più conveniente, economicamente e finanziariamente sostenibile e al tempo stesso socialmente più desiderabile? C’è chi una proposta l’ha lanciata: un “ponte galleggiante”. L’idea è venuta a Mor Temor* (vedi scheda in fondo all’articolo), architetto isrealiano che sta per conseguire il dottorato di ricerca- PHD al “Technion” dell’Israel Institute of Technology dove la sua ricerca è seguita dal prof. Michael Burt e dal prof. Yehiel Rosenfeld. L’argomento del dottorato è sui ponti galleggianti, e il ‘Case Study’ che ha predisposto è proprio sul ponte di Messina

Per capire di cosa stiamo parlando basta guardare le foto ma ancora meglio il video che riportiamo in basso. “I ponti ordinari e le gallerie, sotterranei e sommersi, sono stati studiati e valutati per risolvere il problema dello Stretto di Messina da vari recercatori – spiega Temor -. Senza dubbio si è concluso che tali strutture non sono in grado di rendere fattibile il sogno italiano. Per realizzare il Ponte è necessario pensare diversamente. Un ponte basato su Piattaforme Galleggianti Abitate. Si tratta di un concetto unico nel suo genere, venuto al mondo grazie a tre anni di laboriose ricerche fatte dal sottoscritto sulle strutture galleggianti”.

Le caratteristiche principali del Ponte Galleggiante Abitato vengono illustrate nel dettaglio dallo stesso architetto israeliano:
1) Si usa l’acqua come fondamenta per le trave e il pilone del ponte. La configurazione proposta si basa su piattaforme galleggiante di calcestruzzo armato, in cui lo spazio interno in questi piattaforme verrà destinato ad attività commerciali, uffici, alberghi, parcheggi, parchi, ecc. Inoltre, si possono costruire anche case a schiera nello spazio a forma di ellisse che costituisce le due travi in acciaio a forma di archi (cfr il filmato: http://www.youtube.com/watch?v=gMYwNo-uzX0).
La fondazione galleggiante è stata scelta come soluzione a causa della profondità d’acqua che supera 100 metri, la presenza delle falde attive sulle coste messenesse e calabrese, e la presenza di forte terremote.
Il Ponte ofre più di 3.000.000 mq di spazio abitabile.
2) La possibilita’ di costruire gran parte del Ponte (le Piattaforme Galleggianti) in un cantiere navale che poi verrà trascinata nella sua posizione galleggiando sull’acqua, risparmiando così nei costi e nei tempi di costruzione.
3) Il Ponte Galleggiante Abitato verrà finanziato dalla vendita delle unità abitative, più di 3.000.000 m² di spazio abitabile.
4) Il vantaggio economico ottenuto dalla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina si farà sentire a livello nazionale, a seguito del miglioramento dei mezzi di passaggio tra Reggio Calabria e Messina, facilitando il rapido sviluppo regionale su entrambi i lati dello Stretto, in particolare nel settore del industriale e del turismo. Durante la costruzione, avverrà un boom economico locale. Le varie attività a sostegno della costruzione del ponte mobiliteranno una quantità enorme di forze che porteranno benessere alla regione.
5) Grazie alle piattaforme galleggianti, la posizione del Ponte Galleggiante Abitato sullo Stretto di Messina non dipenderà più dalla distanza minima tra la Sicilia e la Calabria. Il Ponte Galleggiante potrebbe essere costruito a pochi chilometri dal centro della città di Messina. Il totale di 25,7 km di gallerie ferroviarie e stradale che è stato suggerito per collegare le zone più centrali della città di Messina non sarà necessario.
6) L’impatto ambientale del Ponte Galleggiante è di molto inferiore rispetto a quello degli altri progetti proposti.
“Il progetto del Ponte Galleggiante Abitato è stato inviato al Ministero delle infrastrutture italiano via e-mail il 15 novembre scorso e, finora, non ha ricevuto alcuna risposta – ci rivela Temor -. Mi auguro che il governo italiano lo valuti come un’alternativa valida. Lo Stretto di Messina, la sua bellissima natura e la sua ricca e lunga storia merita un ponte di grande valore architettonico. Merita un opera d’arte unica nel suo genere, come la Torre di Pisa, il Ponte Vecchio di Firenze, la Piazza di San Marco di Venezia, ecc. Finora, secondo me, nessuno ha pensato a dare al Ponte sullo Stretto il suo vero valore. Tutti i progettisti hanno solo pensato a un ponte tradizionale, per far passare i passegeri da una parte all’altra”.

Emanuele Rigano

*Nato nel 1974 ad Haifa, Mor Temor, risiede a Shefa-Amr Provincia di Nazareth cioè nell’alta Galilea. Arabo di nascita è uno dei pochi cristiani cattolici rimasti nella Terra di Gesù. Diplomatosi al liceo di Shefa-Amr, si è laureato in Italia al Politecnico di Milano 10 anni fa e da 8 dirige uno studio privato specializzato nella progettazione d’opere ad alto valori architettonico.

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