Ma Loiero è stato espulso dal PD e non lo sa?

22 01 2010

Circola da ieri uno strano invito, proveniente dall’account ufficiale del PD Calabria su Facebook: “iscrivetevi al gruppo Blocchiamo il ricatto di Loiero: per una nuova coalizione riformista“.

di Giovanni Pecora

Se nei giorni scorsi ero molto perplesso, ora sono sinceramente preoccupato per il PD calabrese.
Difatti giorni addietro avevo ricevuto una e-mail, dall’account ufficiale del PD – Calabria su Facebook, con la quale mi si chiedeva di votare Peppe Bova alle Primarie di quel partito. Strano… non mi era mai successo di vedere un partito chiedere la preferenza per uno solo dei suoi candidati in danno degli altri, tanto che in molti ci siamo chiesti se Agazio Loiero, ma anche Bruno Censore, avessero ritirato la propria candidatura abbagliati dall’illibata verginità politica del giovanissimo Peppe Bova, vera novità del panorama politico calabrese.

Ovviamente non era così, ma era nulla a confronto di quanto io, ed altre decine di migliaia di utenti calabresi d Facebook, abbiamo assistito oggi.

Ve la trascrivo così come l’ho ricevuta, perchè non c’è davvero bisogno di commenti.
Dal Partito Democratico – Calabria, iscriviti al gruppo ‘Blocchiamo il ricatto di Loiero: per una nuova coalizione riformista’.

Descrizione: blocchiamo il ricatto di Loiero, che antepone i propri interessi personali all’affermazione di una nuova coalizione.
Il centro sinistra così com’è oggi non è autosufficiente.
Per vincere le elezioni regionali costruiamo una nuova alleanza di governo in Calabria con un nuovo presidente, condiviso dalle forze che si oppongono al governo Berlusconi”.
(per vedere con i vostri occhi: http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=260583673700)

Sinceramente un uso così sfrontato, illeggittimo, privatistico di un simbolo di partito e di una sua struttura ufficiale non può non preoccupare qualsiasi libero cittadino, ancorchè non iscritto al PD.
Perchè se sono capaci di fare questo al loro massimo esponente istituzionale, ancora in atto governatore della nostra regione, immagino con raccapriccio cosa sarebbero capaci di fare contro un loro avversario politico.

Non c’è bisogno di essere simpatizzanti del presidente Loiero per comprendere appieno le ragioni che lo stanno inducendo a prendere le distanze da queste squallide metafore di una Calabria che è in ginocchio sotto i colpi di una dilagante questione morale.
Dietro questo ciarpame politico non c’è un partito devastato e imputridito, ci sono proprio nomi e cognomi del cancro che devasta da decenni la nostra regione.
E se noi calabresi vogliamo veramente voltare pagina, quando entreremo a marzo nella cabina elettorale, ricordiamoci non solo di chi vorremo votare, ma anche di chi non dovremo votare mai più.

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