ROSARNO/ Bersani arriva in città e respinge le accuse di xenofobia «Qui non esiste razzismo»

17 01 2010

Affondo di Don Demasi: «La questione Calabria dev’essere affrontata da una politica pulita»

di Michele Albanese (Il Quotidiano della Calabria)

ROSARNO – Aveva appena finito di parlare ai cittadini di Rosarno. L’auditorium comunale pieno con persone in piedi, nonostante le preoccupazioni della vigilia, tanto che qualcuno aveva persino avuto l’idea di attrezzare un piccola sala, molto meno capiente. Il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani aveva pensato che poteva ripartire tranquillo, i suoi a Rosarno c’erano dopo i gravi fatti dei giorni scorsi, compresi i deputati Doris Lo Moro, Maria Grazia Laganà e Rosa Villecco Calipari, l’assessore regionale Frasca, il consigliere Racco, e poi consiglieri provinciali,sindaci ed amministratori e dirigenti politici. Il partito aveva fatto bella figura di fronte ad una miriade di telecamere e cronisti.
Ma alla fine della manifestazione che doveva finire proprio con l’intervento di Bersani l’arrivo del parroco di Rosarno Don Pino Varrà e di Don Pino Demasi referente di Libera e Vicario Generale della diocesi ha stravolto la scaletta. La parola è stata data a don Demasi per un saluto e l’affondo del sacerdote è stato durissimo. «La questione Calabria deve essere al centro della politica con la P maiuscola che coincide con la P di pulizia».
Il gelo è calato nella sala. Il messaggio era chiarissimo anche se poi è stato più esplicito: «Se l’esercito di un partito è corrotto – ha aggiunto don Demasi – il segretario non può far nulla.
Devono finire i tempi delle zone grigie». «Parole che valgono per il Pd ma anche per gli altri partiti» ha poi precisato don Demasi. Bersani, arrivato accompagnato dall’ex ministro Livia Turco, dal segretario  provinciale Strangio e da quello regionale Guccione, ha ringraziato ed ha guadagnato l’uscita, glissando le domande dei giornalisti che gli chiedevano lumi sulla cosiddetta riunione “caminetto”in programma ieri sera a Romacon i maggiorenti del Pd per definire le strategie per le prossime elezioni regionali. « Sono qui per altri motivi» ha risposto secco.
Prima di arrivare a Rosarno il segretario del Pd si era recato a Palmi per un colloquio privato con il vescovo della diocesi di Oppido-Palmi Luciano Bux.
«La chiesa – aveva detto a caldo Bersani- è una presenza attiva su terre di frontiere delicatissime e quindi mi interessava il suo punto di vista. Io ho ricavato una comprensione profonda della situazione di tipo pratico e culturale. In particolare, abbiamo convenuto su un’impressione, cioè, che la psicologia di queste terre è una psicologia di accoglienza.
I drammatici fatti, gravissimi, rispetto ai quali c’è occorre lo sforzo delle istituzioni e della società, non possono oscurare il fatto che in queste terre non risulta nemmeno all’occhio attento di una chiesa che è maestra di solidarietà una psicologia razzista».
Subito dopo si è appartato per un faccia a faccia con il governatore Agazio Loiero. Poi a Rosarno per l’incontro con il Prefetto Bagnato e con i cittadini. Prima del segretario i saluti di Dorina Ventre – Mamma Africa e di Cristina, un’immigrata di ghanese che hanno respinto le accuse di razzismo emerse in questi giorni su Rosarno.
«Io sono qui perché su questa comunità si sono dette cose sbagliate – ha chiarito Bersani – noi invece vogliamo dire quelle giuste. Negli anni Rosarno ha saputo avere un rapporto con gli immigrati che non ha prodotto nessun riflesso di tipo razzista». Gli attacchi al governo sul tema della tolleranza, sulle difficoltà esistenti per la regolarizzazione del lavoro nero e sulle politiche di integrazione.
Questioni, queste ultime, «sulle quali il Pd sta lavorando ad un progetto che ha annunciato Bersani – verrà presentato il prossimo anno proprio a Rosarno».
Tra i temi toccati quello della ndrangheta , del rafforzamento degli organici di magistrati e forze dell’ordine , ma anche delle altre agenzie dello Stato, tra le quali l’ispettorato del lavoro e il mezzogiorno «una parola che ha perso dignità – ha detto – e che sta diventando difficile anche pronunciare nella politica italiana». La battaglia per l’integrazione sempre secondo il segretario del Pd: «Passa anche da un nuovo impegno meridionalista, per la legalità e il lavoro. I pullman carichi di immigrati che sono partiti devono ritornare – ha concluso – anche in nome di Rosarno».

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