Il futuro del porto di Gioia Tauro: multifunzionalità e logistica, ecco la sfida per lo sviluppo

17 01 2010

di Sergio Laganà *

Il porto di Gioia Tauro rappresenta per la Calabria una infrastruttura di interesse strategico nazionale. Si tratta di uno strumento capace di offrire all’intero Paese una finestra di dialogo e di confronto con il resto del mondo che poche altre realtà possono vantare sul territorio nazionale ma anche nel resto d’Europa. Non è un caso, infatti, che il Governo Prodi avesse un dossier costantemente aperto su questa infrastruttura.
Il porto di Gioia Tauro però non può essere nella disponibilità del gioco elettoralistico del momento. Con gli amici del centro destra che seguono la vicenda dobbiamo sforzarci di non far rientrare questi argomenti nel carosello della fibrillazione elettorale.
L’approccio deve qualificarsi per rigore e competenza, attraverso i quali i calabresi – protesi a mantenere e richiedere rispetto e dignità – divengono interlocutori qualificati per il rilancio strategico di Gioia Tauro.
Ho letto in questi giorni tutti gli interventi pubblicati dai giornali regionali su Gioia Tauro. Mi preme sottolineare la nota del Dr. Pedà, il quale ha colto almeno due aspetti da rimarcare, gli stessi sui quali il Presidente Loiero e i sindacati intendono spendersi con incisività e autorevolezza.
Il primo è quello di riavviare un confronto con il Governo nazionale istituendo un tavolo permanente su Gioia Tauro con l’obiettivo, innanzitutto, di attivare misure idonee a far ritornare la portualità italiana competitiva nel mondo (l’ultima finanziaria ha aumentato, ad esempio, la tassa di ancoraggio del 50%, tanto da far diventare i costi su Gioia di quattro volte superiori a quelli di Malta).
In più, Gioia Tauro, dovrebbe ricevere da questo Governo l’attenzione che finora non si è riscontrata (si sta costruendo l’intermodalità del porto di Genova verso il Piemonte e, per questo motivo, molti ritengono che Ferrovie dello Stato e Governo siano distratti su Gioia Tauro).
Il porto di Gioia Tauro, dopo aver fatto registrare nel 2007 il picco di movimentazioni più alto dalla sua fondazione, sta attraversando un periodo di crisi importante, dovuto a più fattori.
Il primo è dato dalla crisi globale della produzione e del commercio delle merci.
Il secondo dal fatto che all’imbocco Nord e Sud del Mediterraneo le grandi compagnie internazionali di trashipment (comprese le medesime imprese presenti a Gioia  Tauro) stanno investendo o costruendo nuovi porti,maggiormente competitivi quanto a manodopera, costi dei servizi e tasse.
Il terzo fattore è dato dalla lontananza dai mercati di arrivo delle merci, accentuata dalla carenza di infrastrutture nazionali efficienti.
In questo quadro nessuno può dipingere i grandi gruppi mondiali che operano con logiche di efficienza finanziaria e di mercato come nemici dei lavoratori calabresi. MCT a Gioia Tauro da occupazione diretta e indiretta a circa millecinquecento persone e, negli anni, ha investito circa 330 milioni di euro.
Non si può non constatare che la maggiore azienda terminalista abbia acquisito quattro grandi gru (le più grandi al mondo) consegnate nel 2008 con costi per milioni di euro d’investimento.
Mi sento, però, di condividere la richiesta dei sindacati che, entrando nel merito della crisi, vogliono confrontarsi sui piani industriali di sviluppo per Gioia Tauro.
La Regione ha già avviato questa analisi.
I dati acquisiti rappresentano perdite di traffico intorno al 18% rilevate soprattutto nell’ultimo semestre 2009, a cui si sommano previsioni di ulteriori perdite del 16% per il primo semestre 2010. Una situazione aggravata sul piano finanziario dal fatto che le grandi società di vettori pretendono, giustamente, la diminuzione delle tariffe praticate, adeguandole a quelle praticate nei principali scali concorrenti. In questa fase tutti i sindacati mantengono la necessaria prudenza in attesa di conoscere nel dettaglio l’impatto della crisi sulle aziende.
Ma tale prudenza è unita alla ferma volontà di non far pagare ai lavoratori prezzi dovuti solo ad aspetti di mera speculazione finanziaria. I lavoratori del porto hanno già contribuito con grande responsabilità e concreti sacrifici agli sforzi delle aziende di attrarre i grandi vettori internazionali.
Il rischio di interrompere per un incidente di comunicazione il dialogo tra le parti sociali è alto e nessuno può assumersene la responsabilità.
I Calabresi, soprattutto il mondo politico, devono anche saper esprimere una dignità di approccio adeguata al confronto in atto nel rapporto con le grandi compagnie internazionali che investono nella nostra regione secondo logiche che seguono gli andamenti dei mercati internazionali. I “fuori tono” abbassano la nostra credibilità e offrono facili alibi di fuga da Gioia Tauro.
Al contrario, occorre produrre uno sforzo corale che offra, a chi ci opera, “l’alibi” per rimanere a Gioia Tauro.
L’obiettivo finale è quello di ampliare la capacità del porto di attrarre nuove imprese. Se si riuscisse a innescare  – anche in tempi bui – un meccanismo di reciproca fiducia tra tutti i soggetti e le amministrazioni competenti sarebbe alla nostra portata la produzione di una grande azione di sviluppo.
Tutti hanno prerogative e funzioni che nessuno deve mettere in crisi, ma ciascuno deve offrire (prescindendo dalla contingenza) il massimo apporto senza alcuna pausa perché Gioia Tauro non si confronta con i tempi della politica ma con quelli del mercato globale. Per questo non deve esserci, sul punto, distinzione di approccio tra centro destra e centro sinistra calabrese e nazionale.
In passato, è unanimemente affermato, il fattore umano ha frenato importanti processi di sviluppo. Attualmente può divenire un punto di forza, a condizione che tutti lo vogliano.

Il terzo ordine di argomenti che preme chiarire riguarda lo sviluppo del porto e la sua attuale dimensione.
È possibile affermare senza tema di smentita che su Gioia Tauro esiste una raffinata programmazione.
I documenti principali sono quattro.
Il primo è il Piano di Sviluppo Strategico per l’Area Ampia di Gioia Tauro, curato da Booz Allen Hamilton in qualità di Advisor del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività connesse allo sviluppo di Gioia Tauro.
Il secondo è il Piano Regolatore Portuale, di competenza dell’Autorità Portuale, definito e in corso di approvazione. Detto strumento è decisivo per poter concretizzare qualsiasi opera nell’area e, quindi, il suo sviluppo.
Il terzo è costituito dal Piano degli interventi infrastrutturali e per lo Sviluppo delle aree di competenza ASI.
Il quarto è offerto dalla Delibera di Giunta Regionale 542/09 che racchiude e sintetizza tutti gli elementi della programmazione regionale e comunitaria per Gioia Tauro.

Tali atti di programmazione alcuni realizzati da grandi advisor internazionali ed altri frutto dell’alta competenza dei Dirigenti regionali rappresentano la base che sta consentendo alla Regione e alle Amministrazioni Statali e Comunitarie di mantenere una visione unitaria degli interventi che ciascuno sta o dovrà effettuare.
Alla luce di ciò, entro il venti febbraio sarà definita una Apq (Accordo di Programma Quadro) su Gioia Tauro che racchiude tutti gli interventi e le azioni previste: regionali, comunitarie e nazionali. I tempi di tale procedura amministrativa sono contingentati dalla Comunità Europea, non rispettarli significherebbe rinunciare ad una enorme massa di risorse finanziarie.
La Regione Calabria, sotto la costante guida del Presidente Loiero, è in questi giorni impegnata su tre direttrici.
La prima riguarda l’emergenza occupazionale.
È attivo un bando che incentiva il salario per i nuovi occupati (al 50%) per almeno un anno ed è possibile fruirne anche per stabilizzare i contratti precari e di apprendistato. La procedura è a sportello con tempi brevi di valutazione delle istanze. È in via di pubblicazione (entro la prossima settimana) un bando sulla formazione continua dei lavoratori, rimodulato per soddisfare anche le problematiche delle grandi imprese, con procedura negoziata e tempi brevi, attraverso il quale i lavoratori possono essere impegnati ad accrescere la propria qualità professionale. È stato attivato un gruppo di assistenza tecnica di Italia Lavoro, finalizzato a realizzare politiche attive a sostegno dei lavoratori dell’area di Gioia Tauro.
La seconda riguarda le infrastrutture.
Sono in via di realizzazione da parte dell’Autorità Portuale almeno quattro grandi interventi di ampliamento e adeguamento del canale di imbocco e delle banchine. In più, l’Autorità Portuale, con il consenso della Regione, sta per appaltare il progetto esecutivo del terminal ferroviario. A ciò si aggiungono tutte le opere previste dal Piano che la medesima Amministrazione riterrà prioritarie e che, attraverso l’Apq, potranno trovare copertura finanziaria aggiuntiva. Parallelamente, la Regione, attraverso l’Asi di Reggio Calabria, metterà a bando, entro marzo, la progettazione esecutiva del layout delle infrastrutture dell’area retro portuale.
Infine, stanno per essere pubblicati bandi per interventi di rilancio dell’area retro portuale attraverso azioni di marketing e commercializzazione internazionale dell’infrastruttura, per il suo cablaggio. È previsto il finanziamento di progetti di energia alternativa finalizzata all’abbattimento dei costi energetici, l’abbattimento dei maggiori costi per il trasferimento su strada ferrata dei containers. Sono allo studio in queste ore interventi a sostegno delle imprese in crisi che vogliano ristrutturare.

In ordine alle azioni descritte sono pronte le schede di progetto e stanno per essere pubblicati i relativi bandi. La Regione, oggi, sta dispiegando tutti gli strumenti che è possibile ricondurre alla sua competenza.
Gioia Tauro attualmente è “solo” un porto di trashipmment, tra i principali del Mediterraneo e nel mondo.
Deve continuare ad esserlo e tutti, a cominciare dal Governo nazionale, hanno il compito di favorire una sua maggiore efficienza e competitività internazionale. Attraverso le azioni descritte potrà diventare anche un porto dove la multifunzionalità e la logistica potrà produrre ulteriori enormi benefici di occupazione e sviluppo. È necessario costantemente corrispondere a questa sfida.

Avv. Sergio Laganà
* Sottosegretario alla Presidenza con delega a Gioia Tauro

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