Primarie del PD, Naccari contro Bova «Uso smodato delle risorse»

15 01 2010

L’assessore regionale cita il codice etico del partito

Le primarie nel Pd, previste per domenica sono tema di confronto, ma soprattutto di polemica.
L’assessore regionale reggino, Demetrio Naccari Carlizzi sferra colpi e parla di «un confronto politico che è diventato un assalto alla ragione, perchè nelle primarie ci sono candidati che si candidano, dicendo che poi si ritireranno nel caso di allargamento ad altri partiti, sostituendosi alle segreterie».
È chiaro che Naccari si riferisce al presidente del consiglio regionale Peppe Bova che tra pubblicità acquistata sui giornali e manifesti ha praticamente riempito di propaganda molte città della regione.
Ma Naccari continua: «Alle primarie ci sono pure candidati che si candidano però propongono che il presidente lo faccia un altro soggetto (chiara allusione a Censore, ndr). La logica vorrebbe un ritiro della candidatura prima di tale affermazione», continua l’assessore regionale che di nuovo (anche se non lo nomina tira in ballo Bova: «E ci sono candidati che affermano finalmente la libertà di scelta dopo essere stati eletti nel listino, un listino che non è stato ancora abrogato, nonostante gli annunci e le proposte di legge che giacciono in consiglio regionale».
Fa di più l’assessore regionale cita il regolamento: «E poi le primarie secondo il regolamento del Pd non si possono fare negli ultimi quattro mesi delle elezioni e questo è ovvio perchè non ci sarebbe il tempo di recuperare i possibili strappi interni ».Tutto questo però in Calabria non sta accadendo. E Naccari aggiunge: « E come tutti vedono in questi giorni nella città di Reggio le mura sono piene di manifesti (di candidati alle primarie) che sono affissi insieme ad altri.
Da una parte ci sono manifesti che indicano una logica innovativa (lo slogan è ‘A volte tornano’) dall’altra parte vengono affissi i manifesti del Pdci che finalmente le primarie non si fanno e la scritta dice: ‘Annullate per le legge le inutili primarie’ il manifesto si riferisce alla legge regionale.
Chi non segue con attenzione la politica, che risultato può trarre? Solo caos, considerando che ci sono anche i manifesti di chi dice ‘Liberi di scegliere’, ma è stato eletto nel listino».
Il riferimento è sempre a Bova.
Naccari ricorda il codice etico del Pd: «Uso ponderato delle risorse economiche », in questi giorni invece la Calabria è invasa da manifesti e c’è un impiego di risorse, se consideriamo la moltiplicazioni degli annunci a pagamento spesso su funzioni e servizi istituzionali», Bova compra pubblicità a iosa da settimane.
E Naccari attacca anche Scopelliti che parla di codice etico «solo per uso di marketing».

(and.ill. su Il Quotidiano della Calabria)

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