Se gli immigrati si ribellano al caporalato mafioso, io sto con gli immigrati

11 01 2010
di Fernanda Gigliotti

Ho girato in lungo e in largo la Calabria per motivi di lavoro e di gaudio e quando sei nella sibaritide, nel crotonese o nella piana di Gioia e al calar della sera incontri lunghe braccia cadute su corpi stanchi di uomini e donne in fila per centinai e miglia di metri, che tornano alle loro “case” dopo una giornata passata a lavorare nei campi, sotto il sole o la pioggia, il vento o il freddo, malpagati, sottopagati o affatto pagati, io non posso non ricordare i racconti dei miei nonni e della loro triste gioventù, passata nei campi di grano e negli uliveti a chinare la testa, agli ordini del caporale di turno che svendeva al padrone la loro prestazione di lavoro e ci faveva anche la cresta. Quella condizione di schiavitù sfociò nella lotta contadina, nella occupazione delle terre, alle riforme, alle lotte sindacali.
E se noi siamo passati dalla stessa schiavitù di questa gente, di questi sventurati che vengono da dove questa miserabile condizione può addirittura sembrare un’emancipazione dall’inferno, perchè non comprendiamo che è immorale per la llegge di DIO (per chi ci crede) e degli UOMINI, non rivendicare per loro gli stessi diritti che abbiamo, un tempo lontano e ormai dimenticato, conquistato per noi, ed è indecente agli occhi di DIO e degli uomini considerare le loro rivolte e le loro condizioni di vita, un turbamento insopportabile della nostra condizione di ospiti?
Ciò che è accaduto a Rosarno è la conseguenza della reazione dei caporali contro gli immigrati, resposanbili a loro giudizio, della forte denuncia che il TG3 ha mandato in onda nei giorni precedenti agli scontri, e quindi andavano severamente puniti, bisognava dare loro una lezione!!!…. tutto il resto è figlia della violenza. La violenza partorisce violenza e non si aspettasse nessuno comodi e freschi giacigli. Io mi chiedo se mai ci sarà anche per loro un nuovo movimento sindacale, una nuova stagione dei diritti e della loro difesa sopra ogni cosa. E se ci sarà anche per noi una nuova occasione di convivenza civile. Intanto registro che gli immigrati a Rosarno hanno avuto il coraggio di fare quello che noi non siamo più in grado nemmeno di pensare: ribellarci alla mafia e al potere politico corrotto!!
Fernanda Gigliotti

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