I sindacati difendono direttore del carcere e polizia penitenziaria

25 11 2009

La nota delle Rsu dopo il suicidio del giovane in una cella di Palmi
«No alla gogna mediatica»

agenti di Polizia PenitenziariaUna lettera al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Ionta, al Direttore Generale del Personale del Dap De Pascalis e al provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Quattrone dopo il suicidio del detenuto nel carcere di Palmi. L’hanno scritta i rappresentanti sindacali unitari del carcere di Palmi non solo per esprimere «la propria umana vicinanza ai familiari del deceduto – ma anche per – solidarizzare pubblicamente con il Direttore ed il personale di Polizia Penitenziaria, sottoposti ad un ingiusto massacro mediatico, prima ancora che l’AutoritàGiudiziaria accerti la sussistenza di eventuali responsabilità».
«E’ inutile rimarcare – scrivono Salvatore Collura , Rocco Crisafi e Vincenzo Guglielmo – difficoltà quotidiane
dell’istituto, le carenze di organico nella Polizia penitenziaria e le ristrettezze nei budget necessari al reperimento dei beni e servizi essenziali per il funzionamento. Si ritiene viceversa necessario evidenziare le doti umane e professionali del Direttore, descritto esattamente all’opposto di quello che realmente è, ossia una persona perbene, sensibile, ricca di umanità, presente da pochi mesi a Palmi, ma che ha già creato un clima di serena collaborazione, da indurre ognuno dei lavoratori a cercare di dare sempre qualcosa in più. Un Direttore che sta avviando iniziative per la creazione di attività professionali per i detenuti e per una sempre maggiore integrazione tra il penitenziario e la realtà cittadina».
«Questa Rsu – si legge nella missiva – vuole anche esprimere vicinanza al personale di Polizia Penitenziaria, additato ingiustamente come degli aguzzini, mache svolge il proprio lavoro con umanità, oltre che con dovuta professionalità, a contatto con una realtà di sofferenza e disagio psichico, che si riflette su tutti. Ancora è vivo in tutti noi il doloroso ricordo del suicidio dell’Agente Longo, alla cui famiglia rinnoviamo la nostra vicinanza».
«Si ritiene infine evidenziare – continua la nota dei sindacati – che, per limitare quanto più possibile certe tragedie, è necessario un approccio diverso da parte della politica verso la realtà carceraria, atto a migliorare la vivibilità nelle strutture, ma anche a dare i giusti riscontri, economici e non, a tutti i lavoratori». Continua il comunicato: «Oggi invece, sia quelli del comparto Ministeri, che quelli di Polizia Penitenziaria, agli occhi dell’opinione pubblica sono stati massificati nella generalizzata definizione di dipendenti pubblici uguale fannulloni».

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12 01 2010
I sindacati difendono direttore del carcere e polizia …

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