Corriere Magazine racconta cosa c’è “Oltre Gomorra”, e parte da Rosanna Scopelliti

13 11 2009

Il reportage sull’inserto del Corriere della Sera
I volti e le storie di quelli che hanno detto no alla camorra

Rosanna Scopelliti su Corriere Magazine«Il Sud oltre Gomorra»? C’è, e la racconta Marco Imarisio sul «Magazine» del Corriere della Sera in edicola oggi con il quotidiano. Il servizio restituisce la voce a chi ha detto no alla camorra, rischiando sulla propria pelle.

UN’ALTRA VIA E’ POSSIBILE – «Allora è possibile – scrive l’inviato del Corriere – Anche a Napoli, nella città che oggi sembra la più indifferente d’Italia. Ne raccontiamo sempre i lati più oscuri e deleteri, ne facciamo una rappresentazione di tutto quello che non va nel meridione. La rassegnazione, l’omertà, l’inerzia. Eppure, qui come nel resto del Sud più martoriato dalle mafie, c’è qualcosa che brucia dentro a una spessa coltre di fumo. In maniera disomogenea come sotto al Vesuvio, da fiore nel deserto come in Calabria. Ma è qualcosa che esiste, e va alimentato. Nel primo cassetto della sua scrivania Tano Grasso conserva un articolo scritto da Marcelle Padovani, per il Nouvel Observateur. “Discreto, silenzioso, costante”. Così viene definito…».

I PROTAGONISTI – Oltre Tano Grasso ci sono tanti altri. Rosario Esposito La Russa ad esempio. «Suo cugino – scrive il giornalista – Antonio venne ammazzato il 6 novembre 2004 da una raffica di pallottole vaganti. Era un disabile. Stava giocando a biliardino. “Ho usato la scrittura come mezzo per raccontare una realtà difficile e mistificata”». E poi: «Napoli sopravvive ormai con questi slanci individuali. Con la dolcezza di Alessandra Clemente, che seduta sui gradini della facoltà di Giurisprudenza racconta dell’ultima volta di sua madre, che lei vide morire dal balcone di casa. Uccisa mentre rientrava a casa con Francesco, il figlio più piccolo. Si chiamava Silvia Ruotolo, anche lei morì per caso, anche lei vive attraverso una fondazione portata avanti dal marito Lorenzo». Fotografati da Adelaide Di Nunzio (napoletana, classe 1978) e Alberto Giuliani raccontano la loro storia di impegno civile Rosanna Scopellitti, figlia del magistrato ucciso della ‘ndragheta nel 1991 (cui è dedicata anche la copertina), Gianluca Guida che dirige l’Istituto penale minorile di Nisida, Rosaria Iazzetta del progetto Incontri di frontiera, Rosaria Savignano del progetto Chance, Rossana Apaza Calavijo, peruviana coordinatrice di Casa Antares, Fabio Giuliani e Don Tonino Palmese, referenti campani per Libera, Sivana Fucito dell’Associazione San Giovanni a Teduccio per la legalità e Suor Rita Giaretta che ha fondato Casa Ruth.

L’OSSERVATORIO SULLA CAMORRA – Sempre dal servizio di Imarisio: «”Persone che interpretano la loro professionalità, qualunque essa sia, come un modo per opporsi alla criminalità, a una mentalità passiva sempre più imperante. Non riescono a farsi sistema, a diventare una rete. Ma almeno ci sono”. L’analisi è di Amato Lamberti, un docente universitario che molti anni fa ha fondato l’Osservatorio con la sua Federazione Nazionale delle Associazioni Antiracket e Antiusura, ha cercato di tirare i fili, di creare quella rete che ancora non c’è…. Chiara Marasca, a tutti gli effetti la vice di Lamberti, riconosce che l’insieme di tante realtà “fatica a essere sistema, molto più che altrove”».

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