Regionali 2010/ Udc, Trematerra apre a Scopelliti

12 11 2009

Il partito di Casini continua a chiedere al centrosinistra «discontinuità e rinnovamento»
Il capogruppo alla Regione ribadisce le critiche verso la giunta Loiero

di ADRIANO MOLLO (su Il Quotidiano della Calabria)

Michele TrematerraOnorevole Michele Trematerra, la vicenda dell’Udc in questi ultimi tempi sembra quella di una bella donna che tutti desiderano e nessuno sposa. E’ d’accordo?
«Seguendo la metafora le dico che, non solo convoleremo a nozze, ma sarà un matrimonio d’amore e non di interesse. L’Udc ha assunto una posizione politica abbastanza lineare, sia in Calabria che a livello nazionale, basata sull’ascolto. Questa parola sembra una ovvietà, ma mi domando e dico: da quanto tempo la politica non ascolta più i bisogni del territorio? Le categorie sociali, i gruppi religiosi, tutto quanto compone e rende coeso il corpo sociale. Insieme a Francesco Talarico abbiamo iniziato, come gruppo regionale e in sintonia con i parlamentari ed i dirigenti locali, questa nuova fase che sarà sintetizzata nelle scelte che andremo a comporre, di assoluta discontinuità rispetto ai metodi del passato».
Il suo segretario e collega Francesco Talarico pochi giornifa ha detto che nessuno parla di programmi ma solo di posti. Il candidato e coordinatore del Pdl Giuseppe Scopelliti sul nostro giornale ha scritto una lettera in cui prende impegni. E’ soddisfatto?
«Non posso nascondere di avere molto apprezzato la lettera di Scopelliti . E’ un’impostazione moderna e chiara di un percorso che si sgancia dall’autoreferenzialità e pone al centro del dibattito la discussione condivisa e partecipata. Dà l’immaginedi volere affrontare con uno spirito di squadra e con una visione rinnovata il concetto stesso dell’istituzione Mi sembra un buon viatico su cui ragionare. Resta inteso, però, che non escludiamo a priori nessuna discussione con altre forze politiche».
Negli ambienti politici si racconta che lealleanze alla fine le sceglie lei e suo padre. Insomma che voi siete determinanti.
«Guardi, nè io, nè mio padre, ma soprattutto nè l’Udc, abbiamo la predisposizione ad accentrare scelte che, invece, saranno l’espressione di una partecipazione ampia, che non escluderà nessuno. Non solo non è così nel merito, ma sarebbe un’impostazione incoerente con quello che noi chiediamo a Roma come a  Catanzaro e cioè il ritorno ad una politica ragionata che non confonda il diritto di governare con quello di comandare».
Un’altra cosa che si dice che tra Trematerra e Occhiuto, dopo le elezioni europee sia calato il gelo.
«Tra me e Roberto il “Sole è sempre più caldo” se mi consente il termine. Ci stimiamo reciprocamente, condividiamo un impegno generazionale comune, discutiamo quotidianamente. Consapevoli di essere entrambi, con la stessa dignità, partecipi di un progetto politico che incontra l’adesione della cittadinanza».
Torniamo a parlare di alleanze. L’Udc in consiglio regionale ha avuto la solidarietà del Pd e soprattutto del partito socialista quando il Pdl non voleva eleggere il vicepresidente. Poi avete condiviso le primarie, il piano della povertà. Insomma ad un certo punto si è avuta la sensazione che poi tutte queste divisioni esistono solo sulla carta.
«Non abbiamo avuto difficoltà a votare insieme alla maggioranza quando si trattava di aspetti importanti per la popolazione, cosìcome votiamo i provvedimenti del governo Berlusconi quando sono indirizzati al benessere della collettività. E’ quello che deve fare un’opposizione responsabile. Siamo stati protagonisti di fasi e di discussioni anche forti, abbiamo sempre e comunque espresso un giudizio politico e mai sugli uomini. Un giudizio, però, netto e chiaro di contrarietà a questa Giunta».
Oramai siamo al toto presidente, Loiero si, Loiero no, ora c’è pure Bova che si candida, la Lo Moro. E voi che fate? Avete voluto le primarie per stare alla finestra?
«Noi non abbiamo detto no alle primarie, soprattutto perchè ritenevamo che potessero essere uno strumento importante nella scelta dei progetti. Il problema è che si parla, purtroppo, solo di nomi, come se si trattasse di dare un colpo di vernice o sostituire un centrocampista di una squadra. Immaginiamo che si possa, invece, iniziare a discutere anche nel centrosinistra in termini netti di discontinuità, anche se ne dubitiamo perchè il problema non è quello delle singole persone da sostituire o confermare ma, ripeto, un chiaro messaggio di discontinuità amministrativa rispetto al presente».
La posizione “terzista” è politicamente incompatibile con la legge elettorale calabrese. Deve scegliere per forza…
«Non è una posizione incompatibile con la legge elettorale, perchè comunque da soli avremmo la forza per
eleggere i nostri consiglieri. Come ho già detto prima, invece, noi vogliamo essere determinanti e fare in modo che cambi radicalmente il rapporto tra la Regione e i cittadini, che prevalgano concetti come il merito e come l’attenzione reale verso le famiglie che, da noi, non hanno ancora attecchito. Ci “sposeremo” e a breve annunceremo le pubblicazioni. Ma lo faremo con chi avrà veramente compreso la voglia di cambiare la Calabria che c’è in noi».
Un’ultima domanda, il “listino”sarà abolito dalla legge elettorale?
«Noi vogliamo che i cittadini scelgano direttamente i loro rappresentanti e per questo avevamo proposto l’introduzione delle preferenze per il parlamento. Per cui, l’abolizione del listino è un fatto positivo. E’ ora che i politici riprendano piena legittimità democratica».

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