DIECI DOMANDE AL PRESIDENTE LOIERO

22 10 2009

di TONINO PERNA*

GENTILE governatore,
le scrivo per esprimere uno stato d’animo diffuso in diverse componenti dell’elettorato di centrosinistra calabrese.
A differenza di cinque anni fa, quando montava una grande rabbia e voglia di cambiamento rispetto alla disastrosa gestione della giunta Chiaravalloti, chi si colloca oggi nel centrosinistra è in grande difficoltà.
Si trova confuso, depresso e scoraggiato. Non si aspetta più grandi cambiamenti, non vorrebbe che vincesse la destra, ed allo stesso tempo non se la sente di votare per quello che si chiama “il male minore”.
È in questo clima, certo non esaltante, che va vista l’autocandidatura Callipo.
Una candidatura che raccoglie un significativo consenso che va al di là del programma – che non c’è – e della stessa persona di Callipo, che per il solo fatto di chiamarsi fuori dalla“casta”attira come un magnete una massa crescente di scontenti e delusi dal sistema dei partiti.
D’altra parte, il ricatto “ma così vince la destra” non funziona più.
Comela società anche la sfera della politica è diventata sempre più fluida,nonci sono più appartenenze e identità forti, e contano sempre di più i profili dei candidati, la loro storia e la capacità di comunicare.
Contano sempre meno i programmi – che sono visti ormai come promesse elettorali – ma contano ancora i fatti, vale a dire le cose realizzate, le capacità dimostrate nell’amministrare il territorio.
Partendo da queste premesse mi è venuto in mente che sarebbe corretto e utile per tutti se lei avesse la possibilità di mettere nero su bianco rispondendo ad alcune domande.
La sua vita personale non ci interessa, ma ci interessano alcune questioni e punti nodali.
Le domande che trova qui di seguito sono il frutto di una consultazione random di un numero significativo di elettori di sinistra, dei cugini della Sem, e anche di alcune considerazioni personali di cui mi assumo la responsabilità.

1. Se dovesse sintetizzare in “tre voci” che cosa ha fatto di rilevante la giunta Loiero che cosa direbbe ?
2. La sua giunta ha visto la compresenza di politici di lungo corso, di dubbia moralità, accanto a tecnici di indubbio valore. L’impressione che si ha è che lei sia in grado di unire il diavolo con l’acqua santa: è questo un metodo ineludibile per chi voglia governare la Calabria? Si sente un po’ andreottiano nella gestione del
potere?
3. Lei è stato deputato di Forza Italia negli anni ’90. Poi ha cambiato schieramento: che cosa l’attraeva in Forza Italia e nel suo leader? E che cosa l’ha fatta passare dall’altra parte?
4. Quando si è insediato come presidente della Regione ha scritto sul “Corriere della sera” per chiedere scusa ai turisti del mare sporco. Quest’anno abbiamo assistito a un balletto di cifre sull’inquinamento del nostro mare: che cosa è cambiato? E’ così difficile fare funzionare i depuratori?
5. Durante la scorsa campagna elettorale, in un dibattito a Lamezia, le è stato chiesto se ritenesse “l’acqua” un bene comune. Rispose di sì, ma la sua azione di governo ha visto prevalere la linea della privatizzazione
dell’acqua. Perché? Si è pentito, ha cambiato idea o non ce l’ha fatta ad andare contro gli interessi delle imprese locali e multinazionali?
6. La sanità in Calabria è allo sfascio. Gli scandali hanno accompagnato gli anni del suo governo come il tic-tac di un orologio a pendolo. Certamente i governi precedenti non avevano fatto di meglio, ma lei che cosa ha fatto per cambiare il corso delle cose? Ha avuto spesso la responsabilità diretta di nomina dei direttori
delle Asl: ha pensato più alle appartenenze o al merito e alla capacità tecniche?
7. Nella scorsa campagna elettorale lei si è opposto con determinazione alle primarie richieste dal movimento Progetto Calabrie. Dopo una lunga negoziazione tutto si è risolto nell’Assemblea Farsa dei “Grandi Elettori”. Oggi, lei non solo è diventato favorevole alle primarie, ma ne ha sostenuto anche una controversa legge che le renderebbe obbligatorie e a carico dell’ente Regione. Visto che questa legge è stata momentaneamente bocciata non si potrebbero fare le primarie per la scelta del presidente nell’area
di centrosinistra con lo stesso metodo delle primarie per Prodi? Se lei fosse veramente disponibile a competere con altri candidati perché non fissa una data credibile in modo tale che chi volesse sfidarla si
possa organizzare per tempo?
8. Non potrebbero essere le primarie per la presidenza gestite da organismi indipendenti che ne garantiscano la serietà, una opportunità per non dividere il centrosinistra e indurre lo stesso Callipo a
parteciparvi?
9. Rispetto ai rifiuti tossici e radioattivi che hanno inquinato la nostra terra e il nostro mare, cosa ha fatto la giunta regionale, e quando ha iniziato a prendere una posizione netta? E cosa intende fare oggi?
10. Come dice un giovane di Canolo: e ora? Vale a dire: cosa intende fare di fronte allo sfascio del territorio calabrese, all’emigrazione di massa, alla deriva morale di questa Regione? Ovvero: quali novità ci dobbiamo attendere nei prossimi cinque anni se lei governerà ancora?

In attesa di una sua gradita risposta le porgo i miei più cordiali saluti.

*presidente della Sem (Sinistra europea mediterranea)

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