3 requisiti per 1 candidato alla carica di Presidente

1 10 2009

 

di Giovanni Sergi (*)

 

Si è aperta, anche se ancora qualche incertezza permane sui nomi e sul numero dei candidati, la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio Regionale Calabrese. Dando a Cesare quel che è di Cesare, non intendiamo intervenire su questioni partitiche, ma ci permettiamo di riportare quel che riteniamo un sentire comune e che attiene, più in generale, ad un ipotetico modello di Presidente della Regione. Per semplificare, nella speranza di non annoiare, elencheremo tre caratteristiche che dovrebbero caratterizzarne l’azione politica.
Trasparenza, intesa nel senso più ampio del termine, che dovrebbe essere adottata per ogni atto amministrativo e politico per riportare il fine dell’azione politica alla partecipazione informata del cittadino: un cittadino informato è un cittadino sicuramente più consapevole ma anche più partecipe alle scelte ed ai comportamenti della classe dirigente. Testimonianza, perché predicare bene e razzolare male non è più consentito nell’attuale stato di degrado politico-economico e sociale della nostra regione. Non cerchiamo candidati alla santità ne tanto meno intendiamo lanciare crociate moralistiche, ma vi sarà pure una via di mezzo tra la dilagante disonestà dei nostri rappresentanti politici ed un comportamento irreprensibile. Equilibrio, per risanare i tanti disagi che tutti, quotidianamente, viviamo e che fanno di questa Regione una delle più povere dell’intera area della comunità europea. Vi è bisogno d’equilibrio per risanare la sanità calabrese, l’ambiente devastato da anni di degrado, la mancanza di legalità, un p.i.l. regionale che viaggia col segno meno, una disoccupazione e una sottoccupazione endemica, la mancanza di vera concorrenza nella imprenditoria, quella sana, che schianta ogni possibilità di sviluppo, un emigrazione di laureati e specializzati che impoverisce la nostra regione di competenze trasferendole altrove. Riequilibrare, in sintesi, perché alla fine della storia non siano sempre i soliti a pagare i costi del malgoverno e delle crisi, per ridare in sostanza fiducia e speranza a chi di fiducia e di speranza non  ne ha più. Ed in fine, con una piccola e modesta riflessione:l’ex presidente Chiaravalloti è stato mandato a casa perché era incompetente o perché era catanzarese? E se è stato mandato a casa perché incompetente, il nuovo presidente regionale lo si deve eleggere perché reggino o perché competente?

(*) vice presidente Associazione “éthos” di Reggio Calabria

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