Congresso PD in Calabria: più votanti che iscritti, ed i candidati delle mozioni Franceschini e Marino si ritirano per protesta

22 09 2009

Congressi di circolo del Pd agitati da accuse di irregolarità
Franceschini e Marino: fermare tutto

di GIOVANNA CASADIO su Repubblica

ROMA – Franceschini, il segretario uscente del Pd, denuncia irregolarità “gravi” in Calabria: i congressi dei circoli, in particolare a Reggio Calabria, ma anche a Vibo, sono da azzerare. E la sua mozione, così come il candidato alla segreteria regionale, Pino Caminiti, si ritira, non parteciperà più alla gara in quella regione. Fino a quando i “garanti” da Roma non andranno a vedere cosa sta davvero accadendo.

Ettore Rosato, che della campagna elettorale di Franceschini è il coordinatore, spiega: “Così torna il partito dei capibastone. C’è in Calabria un braccio di ferro sulle regole e le cose sono diventate ingestibili: gli iscritti non sono informati delle convocazioni; non possono partecipare”.

Accuse pesanti che Ignazio Marino, il senatore-chirurgo, sfidante di Dario Franceschini e di Pierluigi Bersani alla leadership dei Democratici, rincara: “La Calabria è un ascesso che sta contagiando il congresso del Pd: o s’interviene annullando i voti dei circoli o si manda in setticemia l’intero corpo del partito”. Marino ha le segnalazioni che gli hanno mandato i suoi “da giù”, e che descrivono circoli in cui i votanti sono stati più degli iscritti; allestite tre cabine e su ciascuna segnalato il nome del candidato, alla faccia della segretezza del voto; pacchetti di voti convogliati su questo o su quello. “A Bersani chiedo di assumersi la responsabilità politica di dire “io i voti della Calabria non li voglio”; mentre l’attuale segretario Franceschini azzeri quei congressi calabresi”.

Anche il candidato per la segreteria regionale mariniano, Fernanda Gigliotti si è ritirata, dopo avere raccontando che nel circolo di Catanzaro i votanti (stragrande maggioranza pro Bersani) sono stati più degli iscritti.

La fibrillazione cresce con l’avvicinarsi della data del congresso dell’11 ottobre, a cui seguiranno le primarie del 25. Le polemiche sulle tessere manovrate, i capibastone, le votazioni fantasma non solo in Calabria ma anche in Campania, montano. Bersani è in vantaggio e i bersaniani reagiscono: “Serve responsabilità e fiducia negli organismi di controllo”, avverte Filippo Penati. “Non si butti fango e veleno sul congresso, non si fa”, ammonisce Nico Stumpo che è nel comitato dei garanti.

E Maurizio Migliavacca, anche lui bersaniano, nel suo ruolo di presidente del comitato di garanzia, invita a “evitare polemiche politiche, e a sottoporre i casi concreti: niente sarà tralasciato”. Per i supporter di Bersani è la sconfitta a provocare queste reazioni. Replica Rosato: “Finite le qualificazioni, comincia il campionato, cioè le primarie e lì la partita per Franceschini è aperta. In Calabria c’è una omogeneità tra l’amministrazione Loiero e lo svolgimento dei congressi locali”.

Massimo D’Alema, grande elettore di Bersani, non entra nelle beghe interne, parla di politica e scommette: “Berlusconi perderà la prossima volta”. Pensa a una coalizione che vada dai dipietristi all’Udc. “Altre scosse? Troppe ne vedremo”. Gli chiedono dell’inimicizia tra lui e Veltroni. “Walter ti stimo – accetta di rispondere – Ti voglio bene”.

(22 settembre 2009)

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