Forti perplessità e timori sul rigassificatore di Gioia Tauro: nasce un Comitato Spontaneo di cittadini

15 07 2009

COMITATO SPONTANEO ALTERNATIVO ALLA REALIZZAZIONE DEL RIGASSIFICATORE DI GIOIA TAURO E PER LA TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E PER LA TUTELA DEI LAVORATORI DEL PORTO.
Sede Via Regina Elena,8 – 89013 GIOIA TAURO –  telefax 0966505338

GIOIA TAURO, 14.7.2009
All’attenzione di:

per il tramite della Commissione straordinaria del Comune di Gioia Tauro
COMMISSARI STRAORDINARI DEL COMUNE DI GIOIA TAURO

 AL SEGRETARIO COMUNALE DEL COMUNE DI GIOIA TAURO

AL MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
Direzione Generale Energia e Risorse Minerarie
Ufficio – Mercato del Gas, Via Molise, 2 – ROMA

perché valutino i quesiti e le richieste proposte

e p.c.

Agli organi di stampa

Oggetto: memoria con osservazioni da inserire nella pratica ministeriale per l’approvazione della costruzione di un terminal di rigassificazione a Gioia Tauro, con richiesta espressa di invito di una delegazione dell’intestato comitato a partecipare alla prossima conferenza dei servizi ai sensi di legge.

* * *

Il Comitato spontaneo alternativo alla realizzazione del rigassificatore di Gioia Tauro e per la tutela della salute dei cittadini e per la tutela dei lavoratori del porto, con sede in Gioia Tauro, Via Regina Elena, 8 – in merito al parere da rilasciare dai Commissari straordinari del Comune di Gioia Tauro ed all’autorizzazione ministeriale (Min. attività produttive) da rilasciare per la realizzazione di un Terminal di rigassificazione di gas naturale liquefatto a Gioia Tauro, si pongono all’attenzione delle autorità intestate le seguenti osservazioni frutto dello studio della documentazione depositata dalla Lng presso il Comune di Gioia Tauro –

espone quanto segue

 SULLA MANCATA INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE RESIDENTE SUI RISCHI CONNESSI ALL’IMPIANTO DEL RIGASSIFICATORE DI GIOIA TAURO.

I cittadini ritengono che gli incontri informativi con la popolazione siano stati molto carenti e che la stragrande maggioranza della popolazione non sia stata portata a conoscenza delle problematiche connesse con l’impianto di una tale struttura nel nostro territorio. Per la realizzazione del rigassificatore a gioia tauro si parla di un investimento da centinaia di milioni  di euro e  solo per la progettazione la LNG MedGas dichiara di aver già speso decine di milioni d’euro, a fronte di queste cifre   si consideri  che sono stati spesi solo un centinaio di euro a Comune per dar pubblicità agli incontri informativi con la popolazione. Spesa che ha consentito solamente di affiggere pochi manifesti nei tre comuni di Rosarno , San Ferdinado e Gioia Tauro , manifesti che per come dichiarato pubblicamente dall’ing. Canepa della LNG  sono stati “coperti dai manifesti per le elezioni europee”concomitanti.

Non uno spot sulle emittenti televisive locali o alle stazioni radio nè si è  fatta passare una macchina con pubblicità audio nei paesi interessati per consentire di poter essere informato anche  chi,  per impedimenti fisici (es. persone non vedenti ) o culturali, non hanno potuto  leggere i manifesti prima che venissero coperti da quelli elettorali .

Per tanto RITENIAMO che tutta la fase di informazione sia da considerarsi NULLA e CHIEDIAMO quindi che venga rifatta utilizzando mezzi e risorse economiche  adeguate tali da consentire a tutta la popolazione di poter partecipare senza l’esclusione di cittadini analfabeti o con disabilità fisiche che di fatto hanno reso impossibile l’accesso a tali informazioni.

Ad ulteriore conferma di quanto detto vengono allegate le dichiarazioni di centinaia di cittadini che hanno firmato la petizione per la richiesta del referendum e hanno dichiarato di non aver ricevuto un’informazioni  ne di aver sentito pubblicità alcuna.

SULLA MANCANZA DI UNA INDISPENSABILE E PRELIMINARE VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA- V.A.S.

I cittadini ritengono che non sia possibile procedere ad installare un nuovo impianto industriale  in un’area dove in pochi chilometri quadrati di territorio  esiste un concentrato di ecomostri potenzialmente inquinanti e dannosi per la salute nostra e dei nostri figli, senza prima procedere ad una seria valutazione della situazione ambientale complessiva e delle eventuali ripercussioni sulla salute pubblica.

Ricordiamo la presenza di :

o  Gioia Tauro – Un Inceneritore che emana nell’area diossine riconosciute dall’E.P.A. (Ente Protezione Ambientale Stati Uniti) come elemento cancerogeno certo e dal Ministero della Salute Italiano come fattori primari di rischio di insorgenza Tumori;

o  Gioia Tauro – Un Mega Depuratore che convoglia nel nostro territorio tutti i liquami dell’intera Calabria, e anche da fuori Regione, emanando puzza nauseabonda;

o  Rizziconi – un mega Centrale Turbogas da 800 MW di potenza;

o  Rizziconi – Un Elettrodotto per il passaggio della corrente ad altissima tensione 380.000 v. , con potenziali rischi derivanti dai campi elettromagnetici per la nostra popolazione e quelle limitrofe;

o  San Ferdinando e Melicucco – Altre due centrali Turbogas con progetti già approvati ma attualmente con procedure sospese perché pendenti ricorsi presso il Tribunale amministrativo regionale.

o  Gioia Tauro – due discariche già sature lungo la strada provinciale Gioia Tauro-Rizziconi, proprio a ridosso delle case abitate di quest’ultima cittadina. Trattasi di discariche di cui una è di proprietà privata e prima di diventare satura è stata ampliata nell’anno 2008 di ben 126.000 mc;

o  Rosarno – altra discarica in località “Zimbario”;

o  Porto di Gioia Tauro, con attività di trashipment comportante un traffico marittimo di ben 3.200 navi all’anno, pari a circa 9 navi al giorno.

 Non si può  assolutamente non tenere in considerazione gli effetti inquinati che vengono prodotti in sinergia da detti impianti. Quindi occorre necessariamente procedere con una Valutazione Ambientale Strategica e non con una semplice Valutazione di Impatto Ambientale.

La V.A.S. è uno strumento introdotto dalla Comunità europea che rientra nella strategie di conversione verso la sostenibilità dello sviluppo. Va quindi inquadrata in una serie di atti legislativi, di proposte metodologiche, di strumenti volontari che insieme ed in modo coordinato tendono a spostare la direzione della crescita economica verso uno stato di equilibrio socioeconomico ed ambientale che va sotto il nome di “sviluppo sostenibile”.

La Valutazione di Impatto Ambientale  prende in considerazione gli effetti del solo impianto considerato sull’ambiente circostante senza considerare che le ripercussione ambientali negative si dovrebbero sommare a quelle di altre fonti di inquinanti presenti nella zona . E’ infatti solo dalla sommatoria di tutte queste immissioni rapportate alle condizioni ambientali dell’area che si può avere un quadro completo e si può valutare se l’intervento sia ambientalmente sostenibile. Si potrebbe fare l’esempio del danno provocato dalla presenza di un fumatore in una stanza o dalla contemporanea presenza di 100 fumatori, evidentemente mentre nel primo caso potrebbe essere “tollerato” nel secondo sarebbe semplicemente inaccettabile. Condizione questa ripresa e ribadita dal Comune di Gioia Tauro e San Ferdinando in sede di conferenza dei servizi tenutasi in data 20/9/2005.

Per quanto sopra esposto i cittadini con il presente documento chiedono formalmente ed espressamente che per tutelare la salute pubblica prima di qualsiasi autorizzazione alla LNG si proceda ad una Valutazione Ambientale Strategica, unico strumento in grado di poter valutare le effettive ripercussioni ambientali derivanti dalla realizzazione e dalla messa in esercizio dell’ impianto di  rigassificazione.

 SUL PARERE CONDIZIONATO ALLA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO DI RIGASSIFICAZIONE ESPRESSO DAI COMUNI DI GIOIA TAURO E SAN FERDINANDO IN SEDE DI CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 20/9/2005.

La necessità di procedere con una VAS è stata bene evidenziata anche nella prima conferenza dei servizi  tenutasi in data 20/09/2005 nella quale il Comune di Gioia Tauro e quello di San Ferdinando presentavano un documento nel quale si riportava :<<all’interno del territorio comunale interessato, oltre che dell’area vasta presa in esame, sono già presenti impianti ad elevata caratterizzazione ambientale( valutata sotto questo aspetto di senso negativo), dei quali non può non essere valutata la sommatoria( in aggiunta a quella prevista per l’opera in oggetto) relativamente all’impatto ambientale complessivo.”…”alla luce di ciò , per tanto , con la presente si chiede che la LNG si preoccupi ed occupi di elaborare, per i successivi livelli progettuali tutta una serie di indagini, approfondimenti scientifici , ed analisi relativamente a quanto prima evidenziato , con particolare riguardo alla protezione ambientale( vista nelle sue più varie componenti che solo sinteticamente e approssimativamente sono state oggetto di relazione negli elaborati trasmessi a questo Ente) che mentre più volte è detta oggetto di “valori del tutto trascurabili”, alla luce delle su esposte considerazioni, riveste invece una forte caratterizzazione negativa e preoccupante sia da parte degli organi politici che tecnici firmatari della presente, essendo carente di motivazioni tecnico- scientifica in merito alle singole compatibilità ambientali che fanno trasparire una evidente contraddizione in rapporto alla favorevole espressione di parere conclusivo paventato ma, certamente, almeno allo stato attuale non realistico…””…questo ente esprime il proprio PARERE FAVOREVOLE PRELIMINARE, per quanto di propria competenza A CONDIZIONE CHE si ottemperi a quanto indicato nella presente…>>

Il documento veniva firmato pure dal sindaco di San Ferdinando.

Orbene, non avendo la Lng Medgas ottemperato ad alcuna di queste richieste, i cittadini

CHIEDONO

che venga considerato negativo sia il parere del Comune di Gioia Tauro che quello del Comune di San Ferdinando entrambi espressi in sede di prima conferenza dei servizi del 20/9/2005.

 

SULLA NULLITA’ DEGLI STUDI AMBIENTALI PRESENTATI DALLA LNG E MEDGAS TERMINAL.

Il decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 prevede in merito alla VIA che:

La valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita. A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ciascun caso particolare e secondo le disposizioni del presente decreto, gli impatti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori:
1) l’uomo, la fauna e la flora; 2) il suolo, l’acqua, l’aria e il clima; 3) i beni materiali ed il patrimonio culturale; 4) l’interazione tra i fattori di cui sopra.

Invero, la procedura VIA presentata dalla Società Lng Medgas è da ritenersi non valida in quanto si basa su dati tecnici obsoleti, remoti e molto datati che non tengono in nessuna considerazione della situazione ambientale attuale (sopra descritta) e su questi presupposti non può in alcun modo: <<individuare, descrivere  e valutare…>> come previsto dalla legge.

Inoltre, si evidenzia un altro particolare inquietante, ossia che questi dati vengono utilizzati a fondamento dell’intero progetto.

Così , ad esempio:

1)      nello studio di impatto ambientale presentato dalla LNG MEDGAS tutti i dati della direzione e velocità del vento si riferiscono alla stazione metereologica di Lamezia Terme in un periodo di osservazione che va 1/1978 al 12/1991;

2)      lo studio delle temperature prende in considerazione un periodo di osservazione che va dal 1977 al 1991;

3)       per le precipitazioni  i dati vengono presi da  “il clima d’Italia”(C.Mennella) anno 1973;

4)       quando si considera lo stato attuale della qualità dell’aria si riporta pag 149/285 dello studio di impatto ambientale presentato dalla LNG che:”l’area del sito prescelto è caratterizzata dalla presenza di alcune industrie, le cui emissioni sono relativamente contenute, della autostrada A3 Napoli Reggio Calabria e della strada statale n 18… in base a tale situazione ambientale si può ritenere che lo stato della qualità dell’aria sia comunque quello tipico di zone rurali e quindi abbastanza buono.”

Non si riesce veramente a capire come si possa giungere a tali conclusioni quando non solo , come sopra evidenziato non si dispone di dati aggiornati per poter valutare la situazione reale, ma anche si ignora l’esistenza in pochi chilometri quadrati di un concentrato di ecomostri come sopra ben evidenziato..

Inoltre mentre  la  LNG MEDGAS a Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno  ha  asserito che trattasi di un impianto ad impatto ambientale zero appare evidente invece che tale affermazione non è vera. Infatti per tenere pulite le tubazioni che dovranno prelevare l’acqua marina è stata prevista l’immissione di un biocida che dovrà impedire la formazione di alghe o altri impedimenti di natura bilogica. Verrà quindi immesso ipocolrito di sodio che poi verrà riversato in mare. L’ing. Canepa a specifica domanda su questa problematica nell’incontro tenutosi a Rosarno dichiarava che questo problema era stato superato eliminando questo sistema e sostituendolo con un procedimento di elettrolisi con formazione conseguente di cloro. Ma di tale procedimento non si trova traccia alcuna nello studio depositato al comune di Gioia Tauro (anche su questo chiediamo una maggiore chiarezza alla LNG MEDGAS) senza la quale sicuramente il progetto rimane inevitabilmente inficiato.

Comunque a prescindere da cosa si venga ad immettere alla fine in mare (sempre e comunque sostanze inquinanti) non si può prescindere da un’analisi attenta ed accurata della situazione ambientale marina per poter capire se si è in presenza di un” ambiente inquinato saturo” e non più in grado di tollerare altri “carichi”. Nello studio presentato dalla LNG MEDGAS  vengono riportati dati molto accurati ( presenza o meno di idrocarburi clorurati, metalli pesanti ,ecc ) estrapolati da uno studio del Ministero dell’Ambiente del 1996-1999.

Riteniamo che tali dati siano clamorosamente datati, non attuali e pertanto di nessuna validità scientifica per valutare concretamente la situazione di rischio ambientale corrente, risalendo a più di dieci anni fa e riferendosi ad una zona che ha subito negli ultimi anni stravolgimenti ambientali dovuti all’impianto di strutture dall’elevato impatto ambientale (come sopra descritto)..

I cittadini ritengono pertanto nullo tutto lo studio presentato da LNG e altresì nullo per quanto concerne le analisi delle implicazioni ambientali (che la legge prevede siano fondamentali) perché  privo di qualunque validità scientifica.

 SULLA QUALITA’ DEGLI SCARICHI DEL RIGASSIFICATORE SI RIPORTA DI SEGUITO DELLE CONSIDERAZIONI ESTRAPOLATE DA UNO STUDIO DI GREENPEACE:

 Lo studio precisa che sarà immesso in mare dal rigassificatore alla temperatura dello scarico (delta – 7°C) un “impianto ad ipoclorito di sodio. Detto questo, lo studio non fornisce nessuna indicazione sul destino dell’ipoclorito di sodio che verrà utilizzato (ad esempio sulla formazione di composti organoclorurati a seguito dello sversamento di cloro in acqua di mare). Data la complessità dell’iter giuridico e la novità dell’impianto, non è peraltro del tutto chiaro né il quadro normativo di riferimento utilizzabile (e utilizzato) per la gestione degli impatti e degli sversamenti del rigassificatore di Gioia Tauro né, in assenza di precedenti, è chiaro se il rilascio continuo in mare aperto di acqua di mare trattata con ipoclorito sia ammissibile. Infatti, è noto da tempo che cloro e cloroderivati sono sostanze che hanno pericolosi effetti ambientali. E’ chiaro comunque che il rilascio in mare di queste sostanze è da tempo considerato così pericoloso da dover essere completamente vietato.

 SULLA NULLITA’ DELLO STUDIO PRESENTATO DALLA LNG CON RIFERIMENTO AI VOLUMI DI TRAFFICO CHE INTERESSANO LA STRADA PROVINCIALE GIOIA TAURO-NICOTERA FINALIZZATI ALLA CARATTERIZZAZIONE DELLA STESSA AI SENSI ART. 14 Dlgs. 334/99 mod. dal Dlgs. 238/05.

 Nel caso che ci occupa non vi è l’opportuna distanza tra gli stabilimenti di rigassificazione, le vie di trasporto principali con i centri abitati del Bosco di Rosarno e Sovereto di Gioia Tauro le cui abitazioni dei residenti, circa 3.000 persone, distano poche centinaia di metri dai 4 serbatoi che saranno costruiti nella II zona industriale del porto di Gioia Tauro.

Sul punto, per esempio, con riferimento all’obbligo di dimostrare se la strada provinciale di collegamento tra Gioia Tauro e Nicotera possa o meno essere definita una via principale e valutare qual è la densità e la tipologia di traffico che la interessa, lo studio presentato dalla LNG pretende di avere un valenza scientifica facendo una statistica annuale del traffico basandosi semplicemente e solo su due rilevazioni: quella del 16/5/2006 e del 13/12/2006 della durata di una sola ora per ciascuna rilevazione.

Invero la realtà è ben diversa ed è molto più complessa, perché nel caso che ci occupa la strada di collegamento tra Gioia Tauro e Nicotera, interessando lungo il suo percorso il Comune di San Ferdinando, l’ingresso dei lavoratori al Porto più grande del Mediterraneo con un indotto di oltre 3.000 lavoratori tra dipendenti della sola MCT Spa e delle imprese ad essa collegate, l’imbocco della strada di collegamento tra il porto stesso e l’autostrada A/3 Sa-RC, fa di questa strada provinciale un’arteria fondamentale, principale e frequentatissima. In realtà uno studio serio avrebbe dovuto, per fare una media dei veicoli in transito, considerare sia diverse fasce orarie nell’arco della giornata soprattutto con riferimento agli orari di cambio turno dei lavoratori portuali che invece sono stati completamente ignorati, sia i diversi mesi che ad esempio nel periodo estivo tale strada si sovraccarica del traffico dei turisti e degli emigranti che ritornano nei loro paesi. Tutto questo fa della provinciale Gioia Tauro– Porto- San Ferdinando – Nicotera una strada principale di collegamento ad alta frequentazione.

 SUL RISCHIO SISMICO.

 Siamo in un area ad altissimo rischio sismico.

Veniamo però tranquillizzati dai tecnici che ci parlano di strutture sicurissime e ad alta tecnologia, ma nessuno sembra considerare nella giusta misura l’alto rischio sismico dell’area che consiglierebbe sicuramente l’installazione di tali impianti ad alto rischio in altre zone più sicure.

Infatti nessuno sembra avere più memoria degli storici sconvolgimenti tellurici della zona che imprevedibilmente si manifestano. Nel 5 febbraio del 1783 nella zona di Rosarno si formarono dal nulla 110 laghetti,le montagne e le valli cambiarono forma, si aprirono voragini e furono inghiottiti centri abitati, si formarono “laghi lunghi miglia” come ci riportano le numerose testimonianze . Ci riferisce il prof. geologo Dolomieiu , noto per aver legato il proprio nome alle Dolomiti, durante una sua visita in calabria nel 1784 per studiare il fenomeno :”la scossa terribile …durò 2 minuti; e questo breve spazio di tempo bastò per rovesciare tutto e distruggere tutto…Si sentirono nel tempo stesso delle concussioni, delle ondulazioni per tutti i  versi, dei bilanciamenti e delle specie di moti vorticosi veementissimi, onde niuno edificio potè resistere ..”Altra testimonianza del tempo dal prof.di liceo di Messina, Andrea Gallo:”aprironsi delle voragini e si inabissò in esse il terreno;e si disserrò in larghe fenditure il suolo e tramandò quelle sensibilissime fiamme e copia abbondante di fumo; si sgretolarono e caddero i monti;altri nei fiumi vicini e serrando a questi l’alveo del loro corso formarono dei torbidi laghi, e fangosi pantani, ed altri precipitarono nel mare, che chiudeva i seni…”Ci riferisce il dotto inglese reverendo Brian Hill: “nel distretto di Cosoleto un’ampia pianura chiamata Cineti affondò per 800 metri, formando una profonda valle, ed una casa fu spostata di 2 chilometri senza riportare alcun danno; in Santa Cristrina una vigna in cima ad una collina, ed un oliveto in pianura cambiarono di  posto, cosichè la vigna fu trasportata in pianura e l’oliveto in cima alla collina; Il 28 dicembre 1908, lunedì, alle ore 5,21 del mattino, nella piena oscurità e con gli abitanti in parte immersi nel sonno, un terremoto, che raggiunse il 10° grado della scala Mercalli, con epicentro nello stretto seminò morte e distruzione tra la popolazione calabrese e siciliana, Reggio e Messina furono rase al suolo e uguale sorte toccò a moltissimi altri paesi.La situazione si aggravò notevolmente per il sopraggiungere del maremoto, con onde alte 15 metri che penetrando dalle coste spazzarono tutto sul loro cammino. Molta gente perse la vita e chi sopravvisse perse tutto. Il  28 dicembre di quest’anno ricorrerà il triste centenario dell’evento disastroso. Il ricordo delle devastazioni di cui è capace la potenza incontrollata e incontrollabile della natura dovrebbe indurre alla riflessione sulla opportunità di andare ad installare impianti ad altissimo rischio di esplosione in tali  zone. Oggi tali scelte dissennate potrebbero essere ancora evitate. Scriveva H.Winburne Copeathon 1743- Colonia Della trinità 1803 ) un osservatore di fine 1700 in visita in Calabria nella piana di Gioia Tauro :”se il governo fosse più sollecito del bene comune che degli interessi particolari;se la giustizia fosse amministrata con maggiore onestà e imparzialità, queste fertili campagne potrebbero sollevarsi dall’attuale stato di desolazione”.

 

SULLA RICHIESTA AI COMMISSARI STRAORDINARI DEL COMUNE DI GIOIA TAURO DI INDIRE UN REFERENDUM POPOLARE AI SENSI DEGLI ARTT. 37 E SS. DELLO STATUTO COMUNALE DI GIOIA TAURO.

 Con il presente documento il Comitato avanza formale richiesta di un  referendum popolare con il quale la popolazione dica se e’ d’accordo o meno sull’installazione del rigassificatore a Gioia Tauro, così come prevede lo Statuto Comunale (azione referendaria) laddove l’art. 37 prevede il referendum consultivo, propositivo e abrogativo in materia di esclusiva competenza comunale. Prevedendo al successivo art. 38 (Disciplina del referendum) che  apposito regolamento comunale disciplini le modalità di svolgimento del referendum stesso. In particolare il regolamento deve prevedere:

a) i requisiti di ammissibilità;b) i tempi;c) le condizioni di accoglimento;d) le modalità organizzative;f) le modalità di attuazione. Tutto questo nell’ottica di poter mettere i cittadini nelle condizioni di poter esprimere un parere per come previsto dall’art. 23 delle direttiva Seveso II.

A tal fine è iniziata a Gioia Tauro una raccolta firme proprio per chiedere il Referendum ai Commissari a comprova della quale in allegato alla presente si depositano copia di alcune centinaia di firme.

Si evidenzia che su richiesta al Comune da parte del Comitato di avere copia del regolamento comunale disciplinante l’istituto del referendum per come previsto dagli artt. 37 e 38 dello Statuto, l’Ente Comunale non è stato in grado sin’ora di fornire copia del regalmente in quanto mai redatto ed approvato. Pertanto il comitato avanza formale richiesta di sospensione dell’intero procedimento fino a quando non verrà approvato un regolamento disciplinante l’istituto del referendum popolare e la popolazione non vedrà sancito con quest’ultimo il suo diritto ad esprimere un parere.

 I cittadini devono essere messi nelle condizioni di capire ed essere loro a decidere della costruzione di nuovi impianti che sono a rischio esplosione come il rigassificatore di Gioia Tauro. Infatti tutte le più grandi tragedie della storia nascono dalla presunzione dell’uomo momenti in cui il genere umano ha sfidato la natura convinto della propria perfezione tecnica e in cui è stato puntualmente smentito col sangue dalla sciagure e dal disastro.

Nelle nostre Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno sono in gioco il nostro futuro e quello dei nostri figli, in un territorio ad altissimo rischio sismico.

Nessun beneficio economico per il territorio, poche decine di posti di lavoro (la maggior parte proveniente da fuori) a fronte di un danno incalcolabile per la salute, l’ambiente, la fauna marina oltre alla messa in pericolo dell’attività dei pescatori e l’attività di transhipment del porto in quanto nessuno può escludere l’incidente, un terremoto, un errore umano, il disastro.

 Il Rigassificatore è come polvere da sparo pronta ad esplodere, è un bersaglio per la mafia e il terrorismo di “Al Qaeda”, e mette a rischio e pericolo le vite dei nostri cari e di altre migliaia di persone.

E’ una battaglia di civiltà rivolta a sostenere che il rigassificatore a Gioia Tauro non può essere realizzato per ragioni oggettive, precise e di palmare evidenza che si sostanziano nella estrema pericolosità dell’impianto in relazione al sito prescelto, localizzato nel porto più grande del mediterraneo dove lavora un indotto di oltre 3000 persone che rischieranno il posto al primo incidente, localizzato a ridosso del centro abitato di San Ferdinando e nelle immediate vicinanze di altri impianti a rischio di incidente rilevante. 

Viste le citate ragioni risulta allora di tutta evidenza che la battaglia contro il rigassificatore di un vasto e variegato movimento della società civile non ha nulla di ideologico ed è indenne da qualsiasi inclinazione partigiana.

LA POPOLAZIONE RESIDENTE VA INFORMATA E HA IL DIRITTO SACROSANTO SANCITO DALLA LEGGE DI ESSERE MESSA NELLE CONDIZIONI DI POTER ESPRIMERE UN PARERE, COSA CHE OGGI CON IL COMMISSARIAMENTO DEL COMUNE PUO’ AVVENIRE SOLO CON IL REFERENDUM.

 

SULL’ATTIVITÀ PRIMARIA DEL PORTO: “IL TRASHIPMENT”.

Insieme al traffico navale, commerciale, turistico ed ittico è assolutamente non trascurabile. L’accesso al pontile del terminal avverrebbe attraverso la cosiddetta “nuova panchina” del Porto di Gioia Tauro, in un’area già ampiamente utilizzata dalle navi di trashipment. Il traffico annuale delle navi porta containers nel porto di Gioia Tauro è di 3.200 navi/anno, con una frequenza di circa 9 navi al giorno con un tempo medio di permanenza all’attracco di circa un giorno. Il pontile del terminal di rigassificazione è a breve distanza dall’ingresso delle navi nel Porto e qui si prevede un traffico annuale di navi gasiere di 160 unità. A conti fatti ci sarebbe un aumento notevole del traffico navale nel Porto di Gioia Tauro, come questo possa essere giudicato “ininfluente” dalla Capitaneria di Porto e dalla LNG è un mistero. Altri due problemi derivano dalla manovra di attracco delle metaniere: oltre al passaggio a poche centinaia di metri dall’abitato di San Ferdinando e Gioia Tauro, nel corso di tale manovra il movimento delle eliche porterebbe in sospensione in acqua i materiali depositati sui fondali – profondi al massimo 22 metri – per i quali è stata più volte accertata la natura fortemente inquinante.

 

SULLE DISTANZE MINIME DA MANTENERE VICINO A METANIERE.

Riguardo il traffico marittimo va sottolineato che il codice internazionale della navigazione prevede distanze minime di una certa consistenza da mantenere nei confronti di una nave metaniera e questo potrebbe creare notevoli problemi alle navi più grandi.

Il problema della sicurezza dell’impianto e dei pericoli derivanti dalle manovre di attracco deve essere di grande interesse, dal momento che la distanza dai centri abitati è minima:dovranno realizzarsi tutte le necessarie valutazioni per le imbarcazioni di passaggio, che dovranno mantenersi a debita distanza.

E’ indubbio l’impatto visivo e di quanto, negativamente, questo possa incidere sul turismo in tutta la costa tirrenica meridionale.

SULLA SICUREZZA PUBBLICA

Il problema più grosso è comunque quello della sicurezza: trattandosi di un impianto a rischio di incidente rilevante ed essendo, in quanto tale, sottoposto alla “Direttiva Seveso 3”, riteniamo che la posizione scelta sia eccessivamente pericolosa, considerata tanto la breve distanza con zone densamente popolate quali San Ferdinando, Gioia Tauro, Bosco di Rosarno e Sovereto di Gioia Tauro, quanto la presenza nelle immediate vicinanze di mega impianti industriali quali inceneritori della Veolia, centrali turbogas della EGL, depuratori IAM e Porto MCT,. La citata direttiva afferma testualmente che “nelle zone interessate dagli stabilimenti di cui all’articolo 2, comma 1, gli enti territoriali tengono conto, nell’elaborazione degli strumenti di pianificazione dell’assetto del territorio, della necessità di prevedere e mantenere opportune distanze tra gli stabilimenti e le zone residenziali, gli edifici e le zone frequentate dal pubblico, le vie di trasporto principali, […omissis…]”
Ci riesce quindi particolarmente difficile trovare particolari elementi a favore di questo impianto ed anzi, proprio la scelta dell’ubicazione risulta decisamente azzardata e completamente insostenibile.

 SUI PROBABILI  AUMENTI DEL COSTO DELLE BOLLETTE.

Sanno i cittadini di Gioia Tauro, Rosarno, San Ferdinando che pagheranno nelle bollette del gas i costi fissi di tale impianto anche se non dovesse rigassificare neanche una molecola di gas? Infatti si potrebbe verificare questo per effetto del provvedimento dell’autorità per l’energia ed il gas in seguito alla sua deliberazione n. 178/2005 sui “Criteri per la determinazione delle tariffe per il servizio di rigassificazione” che al titolo IV sugli “Incentivi alla realizzazione di nuovi terminali” e per le “Misure per incentivare la realizzazione e l’utilizzo di nuovi terminali” recita al seguente articolo: 13 comma 2 – Il fattore correttivo di cui all’articolo 10, comma 10.3, è sostituito da un fattore garanzia, FG, che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento RL. Tale copertura è riconosciuta dal sistema tariffario del trasporto e ha durata per un periodo di 20 anni. La soprascritta delibera fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N. 193 del 20 Agosto 2005. Ecco l’effetto delle cosiddette liberalizzazioni ispirate dalla solita filosofia: privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite. In questo caso, come in tanti altri casi di malcostume economico, viene difatti abolito il rischio d’impresa: in pratica viene abolita la “impresa” per sostituirla con apparati collaterali degni del capitalismo di Stato e del “dirigismo economico” di triste memoria. Si specifica che nel mondo ci sono solo 20 impianti di liquefazione e 190 navi metaniere per 50 impianti di rigassificazione di cui 4 negli Usa. Dei 50 impianti di rigassificazione una minima percentuale lavora all’80% della potenzialità mentre gli altri lavorano chi al 65%, chi al 50% e altri al 35%. Le navi metaniere sono già super impiegate e perciò sarà molto probabile che anche Gioia Tauro seguirà l’andamento degli altri impianti.

Il processo tecnologico di liquefazione e di rigassificazione è un non-senso energetico oltre che economico.

SUGLI INDENNIZZI PROPOSTI

Appare come uno scandalo e come l’ennesima beffa che tra gli indennizzi proposti dalla LNG e dalla Regione Calabria non siano stati mai citati, neanche dai Commissari straordinari e dalle parti sociali, i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità dei tre paesi interessati, che si ricorda solo a Gioia Tauro sono 124. Si continua a promettere nuovi posti di lavoro per ricattare le popolazioni locali senza prima pensare di stabilizzare chi da oltre 15 anni serve i rispettivi Comuni con dedizione e attaccamento, senza vedersi neanche riconosciuti il versamento dei contributi previdenziali.

 * * *

Per tutto quanto sopra esposto appare evidente che dallo studio presentato dalla LNG Terminal Gas molti aspetti non sono stati considerati affatto ed altri affrontati con superficialità senza dati tecnici scientifici tali da poter essere ritenuti affidabili, pertanto

Esaminati gli elaborati progettuali presentati al Comune di Gioia Tauro,

“il Comitato spontaneo alternativo alla realizzazione del rigassificatore di Gioia Tauro e per la tutela della salute dei cittadini e per la tutela dei lavoratori del porto”

RITIENE

che gli studi presentati a corredo del progetto del rigassificatore di Gioia Tauro manchino dei presupposti tecnico scientifici validi basandosi su studi condotti in maniera superficiale, su dati obsoleti, assolutamente non rispondenti alla situazione ambientale, territoriale e sociale di Gioia Tauro, San Ferdinando, Rosarno,Sovereto di Gioia Tauro e Bosco di Rosarno esistente al 2009.

Ed ancora,

RITIENE

che non sia stato garantito ai cittadini di Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno il diritto a potersi esprimere con efficacia previsto dal D.Lgs. 334/99 e dalla Convenzione internazionale sull’accesso all’informazione, sulla partecipazione del pubblico al processo decisionale e sull’accesso alla giustizia in materia ambientale, fatta ad Aarhus il 25 giugno 1998, ratificata con l. n. 108/01.

Per tutti questi motivi,

CHIEDE

1)      che sia ritenuto nullo l’intero studio preliminare al rilascio della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per tutti i motivi sopra esposti e che si proceda alla realizzazione di una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) in modo da poter consentire alla popolazione di poter avere dati concreti ed attuali su cui valutare e <<poter essere messa in grado di esprimere il proprio parere>>  come espressamente previsto dall’art. 23 del d.lgs 17/8/1999 n. 334, che ha recepito la direttiva comunitaria 96/82/ce (consultazione popolare);

2)      che i Commissari straordinari essendo un organo tecnico del Comune e non politico non esprimano nessun parere nel merito ma vogliano rispettare la volontà dei cittadini di Gioia Tauro attendendo che sul punto si esprimano i nuovi amministratori democraticamente eletti tramite elezioni democratiche;

3)      che, in subordine, i Commissari di Gioia Tauro vogliano predisporre tutte le condizioni necessarie e preliminari (vedi stesura del regolamento comunale mancante) affinché noi cittadini possiamo conoscere le condizioni e i termini per indire un Referendum Popolare ai sensi degli artt. 37 e ss. dello Statuto comunale, attraverso il quale la popolazione ex art.23 Dlgs 334/99 e succ. mod. sia messa in grado di esprimere un parere;

4)      la sospensione della fase “Consultazione della Popolazione” al fine di concordare con i cittadini della Piana e con i commissari prefettizi un programma di iniziative che, come chiarisce la sentenza del T.A.R. Toscana Sez. II – 30 luglio 2008, n. 1870  tengano conto della “complessità delle questioni tecniche da esaminare e della eventualità che gli interessati debbano rivolgersi ad esperti anche solo per essere in condizione di apprezzare i margini di rischio legati all’intervento, e formarsi in proposito un’opinione seria e documentata, con i tempi minimi che ciò comporta.” ;

Si avanza inoltre formale RICHIESTA DI INVITO DI UNA DELEGAZIONE DELL’INTESTATO COMITATO A PARTECIPARE ALLA PROSSIMA CONFERENZA DEI SERVIZI COME PREVISTO DALLA LEGGE.

Per il Comitato e in proprio quali cittadini
Renato Bellofiore, Jacopo Rizzo

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