Riaprono le sale operatorie dell’ospedale di Gioia Tauro

28 03 2009

Lista Civica Nazionale
“PER IL BENE COMUNE”
Coordinamento Regione Calabria

 COMUNICATO STAMPA DEL 27.3.09 – PBC E’ UFFICIALE RIAPRONO LE SALE OPERATORIE E IL REPARTO DI CHIRURGIA DEL GIOVANNI XXIII DI GIOIA TAURO E NETTA CRITICA ALLA PROPOSTA DI RIASSETTO SANITARIO DI ALCUNE SIGLE SINDACALI.

 

Per il Bene Comune Calabria finalmente apprende con grande soddisfazione e felicità che riapriranno le sale operatorie e il reparto di chirurgia dell’Ospedale Giovanni XXIII, con il ritorno immediato di tutto il personale medico chirurgico, infermieristico e di tutti gli strumenti e ferri chirurgici trasferiti da Gioia a Scilla.

Ottobre 2008 – fine marzo 2009: cinque mesi per vedere restituiti all’Ospedale i pezzi che aveva perso negli ultimi mesi a seguito di una serie di provvedimenti tutti ritenuti, dalla Lista Civica Per il Bene Comune, per voce dei coordinatori regionale e locale, Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo assai discussi e discutibili. Tantissime le polemiche, innumerevoli gli incontri, fiumi di inchiostro sui giornali e ben due esposti alla Procura della Repubblica. Oggi, finalmente, la notizia che a far data dal 31/03/2009 riapriranno h. 24 le sale operatorie ed il reparto di Chirurgia del nosocomio «Giovanni XXIII» di Gioia Tauro, restituendo quell’assistenza sanitaria di emergenza urgenza che fino ad oggi è stata negata ai cittadini della Piana e ai lavoratori del porto.

 

Altresì, apprendiamo con stupore che – mentre i più importanti sindacati della Sanità non assumono posizioni campanilistiche –  al contrario poche sigle sindacali avanzano discutibili proposte di riassetto della sanità per continuare ad assicurare orticelli in malora. Con tali proposte si continuerebbe sulla strada dello sperpero e della frammentazione sanitaria, mantenendo aperti Ospedali con pronto soccorso, che non avendo sale operatorie e reparti di chirurgia alle spalle, garantiscono solo dei “CODICI BIANCHI”, ossia interventi di lieve entità di competenza dei medici di famiglia e delle guardie mediche. 

Ma dove erano le stesse sigle sindacali in questi 6 mesi quando tutti abbiamo rischiato la vita per la mancata riapertura delle sale operatorie e del reparto salvavita di chirurgia al Giovanni XXIII di Gioia Tauro?

Ma se la maggioranza schiacciante dei Sindaci (24 a favore e 4 contrari) e dei cittadini della Piana (18 mila firme raccolte da Pbc) sostengono la necessità di realizzare un “Policlinico Unico” della Piana per risparmiare, razionalizzare e concentrare i servizi, quale è la logica che ci deve portare ancora alla frammentazione, allo sperpero economico e alla perdita di vite umane?

Ciò che deve governare il tutto è o non è la salvaguardia della salute dei cittadini?

Ed allora bisogna assolutamente evitare che con la proposta dei sindacati – non prevedendo una struttura completa – si continui nella frammentazione e, in casi di incidente, i malcapitati debbano porsi il dubbio di dove andare per essere curati. Inoltre, non è più pensabile che chi lotta tra la vita e la morte, quando ogni secondo è drammaticamente prezioso, debba essere portato in ambulanza da Gioia Tauro verso  Palmi o  Polistena per una semplice Tac per poi ritornare in sala operatoria a Gioia.

Naturalmente, riaprendo le sale operatorie ed il reparto di Chirurgia al Giovanni XXIII, dovranno essere potenziati tutti i reparti che servono a renderlo un “Ospedale per acuti” funzionale, come stabilito dalla Regione.

Infatti non si possono far funzionare le sale chirurgiche senza avere affiancato un reparto di Cardiologia  come Unità o Struttura Complessa, con l’UTIC (terapia intensiva)  perché durante un intervento chirurgico c’è sempre la necessità per l’anestesista della collaborazione e consulenza “ipso facto” della cardiologia h.24, per risolvere una qualsiasi patologia che può insorgere durante o dopo un’operazione chirurgica. invero è così in tutti gli Ospedali d’Italia in cui esiste ed opera una “sala operatoria” attiva come a Gioia Tauro.

La logica che deve stare dietro a qualunque proposta di riassetto della sanità deve essere quella della concentrazione dell’offerta in un’unica struttura, per garantire completezza, funzionalità e celerità degli interventi tutto il resto è becera difesa di “orticelli inutili, in rovina sotto questo o quel campanile ma nel frattempo di malasanità nella Piana si muore.

Il coordinatore locale Jacopo Rizzo                         Il coordinatore regionale Renato  Bellofiore

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