De Magistris: una candidatura, tanti perché

28 03 2009

di FRANCO LARATTA (*)

Sono tra coloro che hanno sostenuto l’impegno di un magistrato molto esposto come Luigi De Magistris. In diverse circostanze ho parlato della necessità di avere in Calabria magistrati coraggiosi e liberi da condizionamenti, capaci di scavare nel profondo della corruzione che da anni devasta la Calabria; in grado di colpire e affondare corrotti, corruttori, complici. Di liberare, infine, la Calabria dal malaffare, dalle zone grige, dalla connivenza con  malavita, ’ndrangheta, massoneria deviata.
L’ho apprezzato come magistrato serio, discreto, riservato, almeno sino a quando non ha cominciato a frequentare salotti tv, piazze e assemblee pubbliche.
Fino a diventare un leader!
Non l’ho capito affatto quando ha iniziato a indagare mezza Italia: i leader politici calabresi e quelli delle regioni vicine, il ministro Mastella e alcuni parlamentari, per arrivare al presidente del Consiglio Prodi. Molti dei suddetti personaggi sono risultati del tutto estranei ai fatti contestati. Prodi è apparso immediatamente del tutto estraneo, ma il suo governo non ha retto e la legislatura è finita anticipatamente! Ci sono state, a opera di De Magistris: Why not, la Loggia di San Marino, un fiume infinito di intercettazioni, indagini su dirigenti, manager, avvocati, magistrati, imprenditori, e una serie di annunciati scandali nei diversi settori.
Perfino una spaventosa guerra tra Procure, preceduta da anni di veleni che hanno devastato dall’interno il potere giudiziario calabrese.
A quel che sembra al momento, il bilancio di tantissima attività giudiziaria rischia di essere: tutti indagati, nessuno colpevole. Deprimente! Quello che oggi non si capisce, anche alla luce di quanto sopra, è come possa De Magistris accettare di candidarsi a una competizione elettorale quando è ancora nel pieno della bufera politicomediatica- giudiziaria che l’ha visto attore, protagonista e vittima.
Ed è anche al centro di una indagine giudiziaria avviata dalla Procura di Roma.
E c’è apertissimo il capitolo Genchi.
Come mai, appena saputo dalla Procura di Roma di essere indagato, De Magistris non ha ritirato la sua candidatura?
Qualcuno sapeva in anticipo di quell’indagine?
Spero tantissimo che non sia così, ma che si tratti di una malignità messa in giro chissà da chi!
E comunque: com’è possibile candidarsi nella stessa circoscrizione in cui il magistrato ha svolto fino al giorno prima la sua attività?
Non è forse inopportuno, se non immorale?

(*) deputato al Parlamento, Pd

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