Le presentazione del libro sull’omicidio del giudice Scopelliti occasione di riflessione

16 03 2009

Quel silenzio attorno al delitto
La figlia Rosanna si rivolge ai mafiosi: «Dite chi è stato»

di ELISABETTA VITI su Il Quotidiano della Calabria

Antonino ScopellitiCHI HA armato i sicari che hanno ucciso, il 9 agosto del 1991, il giudice Antonino Scopelliti? Dall’impossibilità di rispondere a questa domanda, e dallo “strano” silenzio subito calato intorno al magistrato calabrese, nasce, nel ‘95, “Morte di un giudice solo”, ricostruzione dei suoi ultimi mesi di vita, del processo e tutto quanto ruotò intorno ad esso, per uno spaccato, romanzato e attendibile, della Calabria e dell’Italia di quegli anni. L’opera, uscita dalla penna di Antonio Prestifilippo, il giornalista del Mattino precipitatosi a Reggio nell’immediatezza dei fatti, stata ristampata nel 2008 dalla Città del Sole,  arricchendosi di una voce nuova: quella di Rosanna, la giovane figlia del giudice rimasta nascosta per anniscesa in piazza, nel 2005, accanto ai ragazzi di Locri, dopo l’omicidio Fortugno.
L’anno prima, la sentenza della cassazione, stracciando l’esito del primo grado, aveva consegnato l’omicidio Scopelliti tra delitti impuniti. «Non mi resta che rivolgermi direttamente ai boss ha dichiarato, ieri pomeriggio, Rosanna, a Palazzo Foti, durante la presentazione del libro organizzata dalla Città del Sole in collaborazione col Rhegium Julii – l’ho già fatto, ad agosto, pentirsi. Ora lancio l’enne – simo appello all’indirizzo di De Stefano… é la mia ultima carta, visto che la magistratura, non per colpa sua, è ferma…».
E la cui situazione più generale è messa nero su bianco dall’ex magistrato, Salvatore Boemi, proprio tentando di tirare le file aggrovigliate di questo caso: «una verità su quel delitto c’è ed è quella uscita dalla sentenza di 1° grado: Scopelliti è morto per un patto tra la ‘ndrangheta e Cosa nostra che avrebbe voluto l’annullamento formale del maxiprocesso alla mafia siciliana, secondo quello che, col giudice Carnevale, negli anni ‘80, era diventato un vero e proprio cliché: l’80% dei processi per mafia, presieduti da lui, in quegli anni, fu annullato. Non però con il giudice libero Scopelliti…».
Un’autonomia della magistratura che sarebbe oggi in grave pericolo, per Boemi: “se questo libro girasse nelle scuole – dichiara accanto all’editore Franco Arcidiaco e allo storico Stefano Morabito – i giovani potrebbero conoscere l’attualità di pensiero di un magistrato che temeva, già nel 1978, che l’esecuti – vo soggiogasse, da un lato, il parlamento, dall’altro, il potere, storicamente debole, della magistratura. Pericolo tanto più grave adesso che il potere politico è più forte e non ha nessun interesse ad avere quella magistratura libera e autonoma in cui credeva Scopelliti.
Se, infatti, il pubblico ministero non può parlare con la stampa nè fare una perquisizione senza il parere del procuratore che può invece togliergli l’indagine solo perchè non crede nel modo in cui l’hai impostata, dov’è l’autonomia? Stanno tentando di far passare per pazzi circa 2000 magistrati, che sono tra i più controllati d’Europa.
E il delitto sarà perfetto quando il magistrato sarà nominato da un Csm a maggioranza politica».

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: