Calabria, frodi e sprechi: la relazione della Corte dei Conti ha accertato un danno erariale di 150 milioni di euro

23 02 2009

Preoccupano le truffe all’Ue e la gestione della sanità

di Teresa Aloi (su “Il Quotidiano della Calabria” di domenica 22 febbraio 2009)

non-politicaQUELLO dei fondi pubblici e comunitari rappresenta il settore maggiormente indagato dalla Procura della Corte dei Conti della Calabria, oltre all’annosa questione legata alla sanità dove le ipotesi di danno erariale rispondono a irregolare e illegittima gestione di finanziamenti pubblici in relazione alle gare d’appalto, mancata o incoerente gestione del patrimonio immobiliare, ma anche alla nomina di direttori generali privi dei requisiti. La relazione del procuratore Cristina Astraldi De Zorzi, letta nel corso dell’inaugurazione  dell’anno giudiziario fotografa un sistema che in Calabria è lontano dai livelli di ottima gestione.

CATANZARO – Non rappresenta certo una sopresa il fatto che, ormai da anni, parole come indebita percezione, cattiva utilizzazione dei fondi comuntari, spreco di risorse, rimbombino puntualmente nelle aule giudiziarie. E allora non stupisce affatto che la Corte dei conti, aprendo ieri l’anno giudiziario, spieghi che quello dei fondi pubblici e comunitari rappresenta il settore maggiormente indagato dalla Procura della Corte dei conti della Calabria, senza dimenticare l’annosa questione legata alla sanità dove le ipotesi di danno erariale rispondono a irregolari e illegittime  gestione di finanziamenti pubblici in relazione alle gare d’appalto, mancata o incoerente gestione del patrimonio immobiliare con la conseguente sottoutilizzazione
di strutture ospedaliere, ma anche nomina di direttori generali privi dei requisiti richiesti.
La relazione del procuratore regionale, Cristina Astraldi De Zorzi, letta nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario (alla cerimonia, tra gli altri, hanno partecipato il vice presidente della Regione, Domenico Cersosimo, il presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, ed il sindaco del capoluogo calabrese, Rosario  Olivo) fotografa un sistema che in Calabria resta ancora lontano dai livelli di ottima gestione. Nel 2008 i danni erariali individuati dalla Corte dei Conti sono stati oltre 42 milioni di euro, con un incremento del 27 per cento rispetto al 2007, e la gran parte hanno riguardato l’indebita percezione di fondi comunitari.
Indebite percezioni di fondi pubblici e comunitari Resta il settore maggiormente indagato dalla Procura della Corte dei conti della Calabria. Numerose, le condanne nei confronti di allevatori che hanno reso false dichiarazioni per beneficiare dei contributi. «Dichiarazioni – ha detto Astraldi De Zorzi – che non si sono tradotte in un mero danno economico a carico dell’erario dell’Agea, ma hanno fatto emergere un danno sociale, giacchè in tal modo vengono  messe in commercio carni che non sono state sottoposte ad alcun controllo con grave  nocumento per la collettività». Le altre condanne inmateria di fondi comunitari sono state a carico di imprenditori che hanno ordito truffe attraverso la legge 488 per ingenti importi e in alcuni casi anche a carico di funzionari della Regione che hanno omesso i dovuti controlli.

Altro settore interessato, quello della pesca, nel quale è stata avviata azione di responsabilità amministrativa nei confronti di una cinquantina di soggetti per indebita percezione di fondi comunitari a favore di proprietari di motopescherecci. «Si è trattato – ha aggiunto il procuratore generale – di contributi indebitamente concessi con l’avallo di funzionari della Regione che hanno omesso i dovuti controlli, così favorendo un giro di false fatturazioni ». Sono state, inoltre, chiamate a giudizio alcune ditte di conservazione di pesci e crostacei che hanno percepito contributi comunitari con acquisti fittizi e false fatture. Secondo il procuratore Astraldi De Zorzi «la indebita percezione di finanziamenti comunitari e la cattiva utilizzazione di essi, induce questa Procura ad auspicare che dalle autorità nazionali e locali vengano
posti massima attenzione e controlli nell’erogazione dei fondi comunitari enevengano monitorate l’utilizzazione e la destinazione».

Sanità
Partendo dalla relazione della Commissione di indagine nominata dal ministero della Salute sulla qualità del servizio sanitario regionale, «sono emerse – ha detto il procuratore – molteplici ipotesi di danno erariale e correlate responsabilità amministrative ». Un filone, quello della sanità, che ha già portato la Procura della magistratura contabile a determinare condanne. Come nel caso, nel corso del 2008, di amministratori di Aziende sanitarie condannati per avere conferito incarichi illegittimi, oppure nel caso di amministratori di Aziende sanitarie che avevano conferito un incarico di presidente della Commissione invalidi sulla base di falsa certificazione e per vare pagato protesi ortopediche  mai richieste e mai consegnate.Tra i casi più eclatanti, Astraldi De Zorzi ha citato la condanna di un medico che durante il parto ha procurato lesioni irreversibili a un neonato, anche se l’aspetto più rilevante sotto il profilo economico, resta quello relativo al lievitare dei costi per l’assistenza sanitaria.
Nel 2008 è stato condannato anche un ex assessore regionale alla Sanità, per avere approvato un tariffario a costi maggiorati per le prestazioni sanitarie, oltre a un dipendente di un’Azienda sanitaria che aveva omesso di versare l’importo dei ticket alla stessa azienda. Nello stesso anno sono stati citati a giudizio gli amministratori dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia per ingenti danni da mancata rescissione di contratti e per la mancata applicazione delle penali.

Nella casistica della Corte dei conti anche lo spreco di risorse per l’inutilizzazione di farmaci che sono poi scaduti e la mancata utilizzazione di strutture ospedaliere. In questa direzione, il procuratore ha ricordato la recente inchiesta della Guardia di finanza che ha accertato un danno di sette milioni di euro per la mancata utilizzazione dell’ospedale di Gerace, in provincia di Reggio Calabria.

Mancata utilizzazione di beni di proprietà pubblica.
E’ il caso degli ospedali di Nicotera e Gerace, nonché del palazzetto dello sport di Ricadi che hanno costituito oggetto di sopralluoghi ed indagini della Guardia di finanza. In tal caso si realizza sia lo scempio ambientale per la presenza di scheletri di cemento o edifici abbandonati in totale rovina, sia il danno erariale cioè l’importo speso dalle autorità calabresi per il finanziamento e la costruzione dell’opera pubbica cui non è corrisposta alcuna utilità. La cattiva gestione del patrimonio immobiliare destinato all’edilizia residenziale e pubblica Resta un fenomeno diffuso in Calabria tanto da dar luogo alla formazione di ingenti morosità a causa della mancata riscossione dei canoni  di locazione, della mancata assegnazione degli alloggi o dell’assegnazione a soggetti decaduti. Per questo, azione di responsabilità è stata esercitata nel 2008 nei confronti degli amministratori delle aziende di edilizia residenziale e pubblica di Catanzaro e Crotone.
Attività delegate alla guardia di Finanza  Se da una parte ammontano ad oltre 2 milioni e 250 mila euro di euro le somme recuperate dalla Corte dei conti della Calabria, nel corso del 2008, grazie all’attività avviata per l’esecuzione delle sentenze di condanna, nonostante «l’inerzia costantemente dimostrata dalle amministrazioni nel dare esecuzioni alle sentenze», dall’altra sono circa 150 milioni i danni erariali accertati in Calabria dalla Guardia di finanza nel corso del 2008, con centinaia di segnalazioni nei confronti dei presunti responsabili.

Il procuratore regionale Cristina Astraldi De Zorzi, ha evidenziato «l’elevato numero
dei casi nei quali l’amministrazione danneggiata o non ha comunicato la procedura di recupero adottata o non ha effettuato l’intimazione  di pagamento ai condannati». Il nucleo di polizia tributaria di Catanzaro ha
concluso sei deleghe di indagine ed ha accertato ingenti danni erariali pari a 94 milioni di euro ed ha segnalato 825 presunti responsabili e, nell’ambito dell’attività d’iniziativa, ha accertato danni erariali per sei milioni di euro. La maggior parte dei danni sono stati accertati nel corso di indagini dirette a verificare
la corretta applicazione della normativa regionale circa la creazione del servizio socio assistenziale nei confronti dei bambini portatori di handicap in Calabria. Il nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia ha
concluso dodici deleghe di indagine ed ha accertato danni erariali ammontanti a circa 13 milioni di euro ed ha segnalato 84 presunti responsabili. La guardia di finanza di Reggio Calabria, infine, ha portato a termine 31 indagini delegate dalla Procura  e la maggior parte hanno riguardato la indebita erogazione di contributi comunitari seguita da ipotesi di danno nel settore della sanità ed in quello della gestione del personale. Sono stati segnalati danni erariali per oltre 34 milioni di euro.

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IL COMMENTO

La relazione del presidente della Sezione giurisdizionale Maria Teresa Arganelli: un costante mancato rispetto delle leggi

CATANZARO – Un costante mancato rispetto della legge si registrerebbe sia da parte di soggetti privati, per quanto concerne soprattutto le frodi comunitarie, sia per quanto concerne gli enti pubblici. Lo evidenzia la relazione del presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti, Maria Teresa Arganelli durante l’ inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile. «Numerosi – spiega – i giudizi trattati per danni derivanti dall’illecita percezione di contributi comunitari» ma ciò che colpisce è «la dimensione finanziaria del fenomeno che spesso si attesta sul milione di euro per singolo finanziamento ». Secondo Arganelli, «sorprende la relativa semplicità dei meccanismi truffaldini che sconta un deficit di controlli e il frequente ricorso al meccanismo dell’autocertificazione ».
Condizione questa che meriterebbe la rivisitazione delle modalità di finanziamento a privilegio di altre, come per  esempio gli sgravi fiscali, che possano garantire l’effettività del programma progettato, e una riorganizzazione delle strutture burocratiche preposte all’erogazione e all’attività di recupero. Rispetto
all’attività complessiva della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Calabria, il presidente ha tenuto ad evidenziare che «il numero delle sentenze pubblicate in materia di responsabilità risulta pressochè doppio rispetto ad altre realtà regionali, che a differenza di questa contano su una dotazione organica di magistratura e personale amministrativo di gran lunga superiore». In particolare, sono state 95 le sentenze pubblicate, con la Calabria che si attesta al quinto posto nazionalei.

E ancora. Pochi gli enti che hanno «il maneggio di denaro pubblico» che sottopongono i conti giudiziali all’attenzione della Corte. Da una ricognizione effettuata nel 2006 è emerso che «nessun agente contabile delle Asl e dei presidi ospedalieri operanti nella regione (in totale 35) aveva presentato il conto; su 411 comuni l’adempimento è stato curato da 47 tesorieri e 39 altri agenti contabili». «Non è solo un problema – ha concluso Arganelli – di mera inosservanza di norme di legge: tali inadempimenti si ricollegano ad ammanchi o comunquea gestioni irregolari anche, talora, per il non soddisfacente funzionamento dei meccanismi di controllo interno, produttive di danni erariale per le quali è stato instaurato.

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