Tra realtà e sondaggi non sempre c’è attinenza

22 01 2009

di Giovanni Sergi, vice presidente ass. “éthos” Reggio Calabria

 

Il sindaco di Reggio Peppe ScopellitiI sondaggi che riguardano politici e partiti vanno sempre letti, secondo me, con un pizzico di scetticismo e uno di cautela, perchè troppo spesso oggetto di strumentalizzazione di parte,ma sarebbe altresì sciocco non captarne la valenza di indicatore di tendenze politico-sociali, che comunque esprimono.
L’ultimo, in ordine di tempo,e’stato pubblicato da un noto quotidiano d’informazione economica, a tiratura nazionale.
I cittadini Italiani sono stati interpellati per esprimere il proprio gradimento sullo operato degli amministratori locali;in ordine d’importanza istituzionale:sul governatore regionale,sul presidente della provincia e sul sindaco.
Mi permetto di invitarvi a una riflessione sui dati emersi dalle rilevazioni,concernenti l’operato delle amministrazioni e dei loro leader,a noi più vicine. Premesso che non faccio parte di fazioni precostituite,ne tanto meno intendo mettere in discussione questo o quel risultato e sottolineando,come mi pare doveroso,il grande divario d’apprezzamento che il sindaco Scopelliti può vantare nei confronti dei suoi rivali politici,mi permetto di notare come in definitiva non vi sia una chiara e netta bocciatura della classe politica calabrese. Questo è il vero dato che mi stupisce. Eppure conosciamo benissimo in che condizioni disastrose versa il consiglio regionale,sia sotto il profilo etico,sia sotto quello più squisitamente politico,visto che nonostante una valanga di fondi stanziati dalla comunità europea,ancora si annaspa con un p.i.l. che invece di aumentare,diminuisce. Eppure conosciamo benissimo la mancanza di coesione politica all’interno della giunta provinciale,dove si litiga per un assessorato,o per un cellulare,o si protesta dall’interno della stessa maggioranza per mera opportunità di visibilità politica,ma ci si guarda bene dall’abbandonare il ponte di comando. Ed infine,parlando della nostra città,come dimenticare quel 97° posto,che ci vede relegati nei bassifondi della graduatoria dei capoluoghi di provincia italiani. Città che aspetta da sette anni,non un giorno o qualche mese,l’assunzione di nuovi vigili urbani,il rifacimento del lido comunale,una sede decorosa per la facoltà di giurisprudenza,il completamento del centro agroalimentare, l’acqua nei rubinetti e non nelle strade,un minimo di semaforizzazione;ma che sopratutto tace su quel che potrebbe essere una grande opportunità di sviluppo socio-economico, e cioè il libero mercato del mediterraneo che entrerà in vigore nel 2010. Concludo ricordando,per primo a me stesso,che vi sono eccezioni rappresentate da donne e uomini,impegnati politicamente in entrambi gli schieramenti,che tentano di apportare un vero cambiamento,e che l’antipolitica è più strumentale della cattiva politica,ma i dati sociali ed economici sono lì e parlano da soli. Forse, cari concittadini, ci siamo ripiegati su noi stessi,grazie anche ai tanti colpi ricevuti,e ci siamo seduti ad aspettare che qualcuno prima o poi venga a salvarci,ma non verrà nessuno. Il bicchiere si può vedere mezzo pieno o mezzo vuoto,ed e’ comprensibile la paura di perdere quel poco che c’e’;ma in questo caso il bicchiere e’ totalmente vuoto,cerchiamo insieme di riempirlo.        

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