Le primarie “truccate” dei giovani PD in Calabria: e che vi aspettavate da giovani-vecchi che bivaccano nelle stanze della Presidenza del Consiglio Regionale a migliaia di euro al mese?

22 11 2008

Le Primarie junior del PD calabrese sul tavolo di Veltroni
Le anomalie nei seggi all’attenzione del leader

Bellu piattu i pisciQuello di imitare il “modello obamiano” resterà solo un sogno per i giovani del Pd calabrese che oggi voteranno per eleggere i propri delegati all’assemblea costituente nazionale e a quella regionale.
Quelle in programma dalle 8 alle 23, saranno ricordate come le primarie dei tutti allineati e dei tutti cooptati in barba ad ogni più elementare regola di democrazia, dove i giovani, nel corso di queste ore, si sono preoccupati solo di spartirsi posti e rappresentanza. Per capirci: a Reggio Calabria i candidati sono 25 in egual numero ai delegati da eleggere. In teoria anche con nessun voto si potrà essere eletto nelle assemblee costituenti del partito. E non è finita qui: in più parti della Calabria vengono segnalati disguidi sull’ubicazione dei seggi.
Insomma da un lato si invoca una partecipazione massiccia, dall’altro non si danno gli strumenti per esercitarla, questa partecipazione.
Il “caso Calabria” (con tanto di candidature negate a Catanzaro o in riva allo Stretto e contestazioni sulla localizzazione dei seggi) è approdato addirittura sulla scrivania del leader Walter Veltroni. Tanto che in serata è arrivata la decisa presa di posizione del suo portavoce Andrea Orlando.

Le denunce

Le prime anomalie vengono rilevate a Catanzaro e Reggio Calabria.
E’ Alessandro Nato, residente a Chorio di San Lorenzo e studente all’Unical, a snocciolarle: «Un’ora prima della scadenza per la presentazione delle candidature ci hanno comunicato l’esclusione dalle liste. Il motivo? Perché i gruppi che fanno riferimento a Peppe Bova e Naccari Carlizzi avevano deciso tutto a tavolino».
A fianco a Nato c’è Giulia Cannizzaro (anche lei di Chorio) a rincarare la dose: «Hanno cancellato i seggi di Bagaladi, Fossato Jonico e Montebello. Si potrà votare solo a Melito Porto Salvo. Questo è il modo di incentivare la partecipazione?».
La domanda rimarrà inevasa. La reazione dei “grandi” Pino Caminiti, braccio destro del segretario
regionale del Pd, Marco Minniti, è sinceramente dispiaciuto di quanto accaduto ma mette subito le
mani avanti: «Il partito è stato chiamato a fornire un semplice supporto organizzativo, in un rapporto di pura
collaborazione “esterna”.
A questo spirito di estraneità mi sono rigorosamente attenuto, evitando di ingerire il partito in vicende nelle quali le ragazze e i ragazzi avevano e hanno il diritto di decidere in assoluta autonomia».
E così, sempre dietro suggerimento arrivato da Roma, vengono nominati i cinque responsabili per le primarie. A Catanzaro Davide Zinnichella, a Cosenza Giovanni Apa, per Crotone si punta su Nico Stumpo, a Reggio viene scelto Nino Martino mentre per Vibo Valentia il compito viene affidato a Tiziana Corallini, Paolo Restuccia e Rosario Di Renzo.

Il seggio conteso

Le maggiori tensioni si aggrovigliano intorno alla costituzione di un seggio all’interno del campus di Arcavacata. La distribuzione iniziale taglia fuori l’Unical e questo manda su tutte le furie il gruppo dei Giovani riformisti (vicini a Carlo Guccione) che punta ad intercettare il voto degli studenti fuori sede. Nel primo pomeriggio la tensione tocca il suo zenith: il gruppo guccioniano minaccia di incatenarsi, in segno di protesta, sul ponte Pietro Bucci e di coinvolgere nella loro azione anche i giornalisti e le telecamere della trasmissione AnnoZero presenti all’università. Segue un’infuocata riunione del comitato promotore provinciale di Cosenza nella sede degli ex Ds bruzi. Della questione è al corrente pure Veltroni che suggerisce allo stesso Orlando di intervenire direttamente.
L’ordine che arriva da Largo del Nazareno è categorico: «Il seggio all’Unical deve essere costituito».
Passa un’ora e sul sito dei giovani del Pd viene inserita la nuova postazione in cui è possibile votare.
Tutto risolto?

La corrente socialista lascia.

No, chi pensava che fosse tutto sistemato rimarrà deluso. Al termine del summit cosentino, i giovani socialisti (area che fa riferimento ai vari Sandro Principe, Cesare Marini e Luciano Racco) decidono di ritirarsi dalla competizione. I motivi? «Non c’è stata linearità – spiega Cesare Loizzo, tra l’altro capogruppo in consiglio comunale del Pd a Rende – nell’organizzazione di tutta la competizione. Non ci sono state candidature volontarie, tutto è nato all’interno dei gruppi già esistenti».
Morale della favola: i socialisti non solo ritirano i propri candidati ma lanciano un appello «per disertare le urne».
Forse è proprio vero: questi giovani democratici nascono già vecchi.

ANTONIO RICCHIO su Calabria Ora

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Demetrio Battaglia: come in un triste concorso di bellezza

Le vicende che accompagnano le presunte primarie per l’elezione degli organismi dirigenti dei giovani democratici fanno affiorare un sentimento di tristezza.
Era impensabile che una competizione democratica, tesa a selezionare un gruppo dirigente, terminasse nel baratro dell’oligarchia e della burocrazia. Era immaginabile che una selezione aperta e partecipata, finisse come un concorso di bellezza in mano ad una giuria preselezionata capace di truccare i risultati. Era
inconcepibile che un appuntamento così importante non producesse dibattiti, mozioni, divisioni, scontri e anche le furberie, e se vogliamo le risse, tipiche dei movimenti giovanili e si svolgesse, invece, nell’ombra. Quasi come se si dovessero eleggere i rappresentanti di una loggia massonica.
Un movimento giovanile che oggi non discute e non propone soluzioni, domani, se ne avrà la capacità, non potrà più farlo perché privo di qualsiasi legittimazione.
Legittimazione che non verrà certamente dal tentativo che si sta portando avanti, a Reggio Calabria, di fare finta di organizzare qualche seggio elettorale, per sbarrare la lista predeterminata come nei vecchi regimi
comunisti. Questi giovani non avranno in futuro nemmeno il diritto di criticare metodi e selezione della classe dirigente. Ma forse a questo diritto hanno da tempo rinunciato preferendo esercitare il ruolo di sudditi in attesa di ricevere cariche ed onori dai sovrani. Purtroppo hanno eliminato l’opportunità di verificare
l’esistenza di giovani, non di apparato, interessati attivamente in maniera nuova ed autonoma alla creazione di un movimento politico. Il problema è che oggi non c’è un partito vero ma tanti sovrani di piccoli stati che
stanno insieme più per necessità che per condivisioni. Abbiamo un partito allo sfascio, incapace di
innescare progettualità politica, che non riesce ad organizzarsi e radicarsi sul territorio, incapace di muovere i primi passi anche nelle amministrazioni locali. Le primarie dei giovani potevano essere d’aiuto per stimolare un processo positivo. Rischiano invece, di isolare ancora di più, in provincia di Reggio, il partito dal resto della società. Peccato. L’unica speranza adesso è affidata alla possibilità che i maestri siano
meglio degli allievi.

Demetrio Battaglia
Consigliere regionale

 

Advertisements

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: