METAURIA O CITTA’ DEL PORTO

14 11 2008

 Comunicato Stampa del movimento “Per il bene comune”

 Alla luce dell’incontro sui PIT 19 svoltosi a Palmi il 13.11.08,  in seno alla Lista Civica Nazionale “Per il Bene Comune” nascono le prime riflessioni propositive per uno sviluppo territoriale della Piana di Gioia Tauro, che mettendo da parte ogni tipo di campanilismo locale tendono a valorizzare le risorse e le potenzialità dei vari Comuni che per Pbc dovrebbero unirsi partendo da quelli con maggiore affinità per la creazione della “città del porto” o “Metauria”.  

 

Mai come in questo momento i quattro Comuni intorno al Porto: Gioia Tauro, Rizziconi, Rosarno e San Ferdinando, si  trovano accomunati dai tanti e complessi problemi che potrebbero avviarsi a soluzione, partendo dalla fattiva collaborazione delle rispettive Amministrazioni locali.

Lo stato commissariale dei Comuni di Gioia, Rosarno e San Ferdinando, sotto molti aspetti, deve considerarsi una risorsa, perché è per certo che i Commissari hanno il potere e la possibilità di agire senza condizionamenti di alcun genere: almeno è quello che noi cittadini comuni ci auguriamo. Essi hanno la facoltà di ascoltare la società civile rappresentata dai cittadini, singoli ed associati, vagliare le loro proposte ed agire di conseguenza per il bene comune.

Perché Metauria? E’ un modo per indicare un territorio che ha una storia i cui albori risalgono alla civiltà greco-romana; è una concreta speranza di assistere alla fusione dei quattro Comuni, capace di immettere nel loro territorio le tante sinergie, altrimenti sprecate, per raggiungere “l’effetto Città”.

Punto di partenza è la popolazione, residente e fluttuante, che vive in questo sistema urbano: oltre 50.000 abitanti che aumentano sempre di più, di anno in anno, intorno alla grande infrastruttura portuale.

Questa popolazione, frammentata come è ora, non ha alcun potere decisionale. Tutti, dico tutti, si sentono autorizzati a rappresentarla nei diversi livelli istituzionali; le decisioni che riguardano il suo territorio sono prese altrove e, passando sulla testa dei cittadini delle comunità interessate, prendono tutto a spese di costoro, lasciandoli grondare lacrime e sangue.

E’ evidente allora l’urgenza di affrontare e risolvere i problemi urbanistici, economici e produttivi del territorio comune per governare adeguatamente l’espansione, soprattutto  del settore terziario sociale. Partendo dalla considerazione che ad ogni popolazione (numero totale di abitanti) corrisponde una soglia di servizi, è logico supporre che  più grande è il numero di cittadini di una città, tanto più grandi e di qualità sono i servizi, da dislocare sul territorio in modo razionale.

 Questi servizi ed infrastrutture sociali  non possono essere collegate a ridosso dei quattro centri esistenti di cui ci stiamo occupando, in quanto finirebbero per essere ancora di più congestionati. E’ necessario, quindi, realizzare sul territorio, diventato comune, complesse strutture urbane terziarie, naturalmente collegate ai quattro centri urbani esistenti e con l’esterno attraverso linee di comunicazione frequenti e veloci, onde evitare che questi nuovi insediamenti siano percepiti come isolamento.

Quando si parla di terziario sociale si intende comprendere i settori della ricerca (monitoraggio, inquinamento ambientale, ecc..), dell’istruzione ai vari livelli, della sanità (per esempio: Ospedale unico o nuovo da ubicare a Cannavà come necessità di allontanarsi dalle aree congestionate e tale da servire tutta la popolazione della Piana), dell’assistenza, della cultura, del turismo, del tempo libero, ma anche dell’abitazione e dell’amministrazione pubblica.

Gli assi stradali principali che collegano Gioia, Rosarno e San Ferdinando  e questi con il sistema portuale, dovrebbero essere potenziati, includendo, per esempio, una viabilità, anche questa primaria, capace di inglobare nel sistema urbano che si vuole potenziare, Rizziconi ed il suo territorio. Tutto ciò comporterebbe la creazione di un altro svincolo autostradale sul fiume Budello, il potenziamento dell’asse verso il porto e l’entroterra in prossimità di Rizziconi, la ristrutturazione della SS 111 fino a Cittanova.

Non si vuole di proposito elencare le innumerevoli infrastrutture necessarie per innalzare la qualità della vita in questo contesto urbano, non è questa la sede adatta, ma i quattro Centri urbani che sono entrati a far parte dei PIT, dovrebbero sentirsi compartecipi di un disegno comune, organizzare insieme un programma di sviluppo, dove sono elencate le priorità e le opere da intraprendere per la crescita razionale del sistema urbano, economico e produttivo che li accomuna.

Lista Civica Nazionale “Per il Bene Comune”

Ing. Andrea Cento

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